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Il giorno della verità per Michele Panella

2 settembre 2010

La vertenza che oppone il dipendente di Tributi Italia al Comune di Rodi Garganico giunge al pettine

È il giorno della verità per Michele Panella, il dipendente di Tributi Italia di Rodi Garganico, l’agenzia di riscossione espulsa dal registro per decisione del Ministero dell’Economia. Panella da 186 giorni svolge la sua pacifica protesta davanti al municipio della cittadina garganica, presentandosi regolarmente tutti i giorni, con un cartello appeso al collo, nel quale protesta contro la sua manca riassunzione da parte della società – l’Aipa di Milano – che dopo la chiusura di Tributi Italia si è aggiudicata i servizi di riscossione per conto dell’amministrazione di Rodi.

Quasi tutte le amministrazioni colpite dal crack di Tributi Italia avevano inserito nelle gare d’appalto per l’affidamenti del servizio della clausole di salvaguardia, in modo che venisse garantita la prosecuzione del rapporto di lavoro dei dipendenti di Tributi Italia. Ma così non è successo a Rodi Garganico, con la conseguenza che l’Aipa ha assunto un giovane del luogo, il cui contratto scade proprio alla fine di agosto, cioè oggi.

La pacifica protesta di Panella, i suoi accorati appelli rivolti grazie anche al particolare attivismo manifesta su Facebook e sul web, non hanno sortito alcun effetto, tanto da indurre il buon Michele a scrivere l’ennesima, disperata lettera, in cui il lavoratore esordisce ricordando e stigmatizzando “l’indifferenza del mio sindaco Carmine d’Anelli e del mio vice Donato Petrosino” che in questi mesi nulla hanno fatto per affrontare la decimata situazione occupazione di Panella: “loro – scrive – hanno sempre da offrirmi la solita elemosina di lavoro cioè quella di fare il parcheggiatore a san Giovanni Rotondo percorrendo 100 km tra andata e ritorno, a 600 euro al mese con benzina a carico mio”.

“In tanti mesi che protesto – aggiunge Panella – ho sempre cercato di dialogare con il mio sindaco, cercando di fargli capire che sono in cassa integrazione in deroga dal 15 marzo 2010 e che termina il 15 marzo 2011e che tale cig è stata concessa ai dipendenti di Tributi  Italia per essere favoriti nel reimpiego  delle nuove aziende che operano nei comuni. Abbiamo perfino agevolazioni fiscali per eventuali assunzioni nelle nuove aziende, come si legge nel verbale di accordo stipulato tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e i sindacati il 9 marzo 2010”.

Ma tutto questo non ha suscitato attenzione alcuna, né da parte dell’azienda che si è aggiudicata l’appalto, e che dovrebbe essere interessata ai benefit previsti nell’intesa, né da parte del Comune. Intanto, come abbiamo già detto, proprio oggi scade il contratto a tempo determinato che l’Aipa ha stipulato con il giovane di Rodi. Secondo quanto si legge nella lettera firmata da Panella, dovrebbe trattarsi di un contratto part time, e questo serve forse a comprendere (ma non certo a giustificare) il comportamento dell’Aipa, che, di fatto, non ha mantenuto i livelli occupazionali che Tributi Italia aveva in quel di Rodi: se prima era assunto un dipendente a tempo pieno, adesso c’è un collaboratore part time.

“Io costavo troppo per loro – dice ancora Michele nella sua lettera -: la mia spesa annuale era di 28. 000 euro (compresi i  contributi previdenziali ed assicurativi)”. L’azienda ha invece preferito assumere “un ragazzo che nulla capisce del mio lavoro che ho tenuto per 20 anni e che costa pochissimo, circa 700 euro al mese. Per i loro affari hanno preferito calpestare la mia dignità umana e lavorativa, hanno preferito cancellare in un attimo 20 anni del mio lavoro.”

Ed eccoci giunti al giorno della verità. Oggi scade il contratto di lavoro che legava l’Aipa al giovane assunto part-time. Che farà l’azienda?

“Se rinnovassero il contratto al mio concittadino – aggiunge Panella – io verrei dal mio sindaco e vice calpestato per due volte. Dal mese di ottobre 2009 lotto giorno dopo giorno, giorno dopo giorno tanti appelli ho rivolto alle istituzioni, appelli alla regione Puglia, al presidente della Provincia, all’Anci Puglia, alla prefettura di Foggia, al Ministero delle Finanze, al Ministero dello sviluppo economico, al presidente del Consiglio, al vice presidente della camera Antonio Leone. Ogni articolo di redazione giornalistica lo inviavo alle relative istituzion che sanno del caso di Michele Panella. Comunque attendo con la fede di Ddio se rinnovano contratto al mio concittadino, attendo anche la decisione del commissario straordinario Luca Voglino: sono convinto che la nuova azienda Aipa dovrà stare molto attenta alla decisione che assumerà il commissario di Tributi  Italia e quindi dovrà aspettare e riflettere se rinnovare il contratto al mio concittadino in attesa che il commissario emetta delle direttive su noi dipendenti.”

“Se dovesse andare tutto male – conclude Panella – , mi recherò dal prefetto di foggia Antonio Nunziante per dirgli cosa sarà del mio futuro, come posso riavere la mia dignità lavorativa e umana, come si potrà fargli capire al mio sindaco che cerco aiuto, ho 48 anni e famiglia con un bambino di 11 nn. Il prefetto di Foggia spero che in tal caso possa trovare una soluzione per me: a 48 anni non si e’ più ricollegabile, a 48 anni andarmene dal mio paese e’ molto difficile.”

La speranza che esprimiamo anche noi della redazione del Quotidiano e che, al di là degli intricati aspetti giuridici e contrattuali della vicenda, qualche anima buona possa interessarsi al destino di Michele Panella.

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