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Al via i lavori del nuovo prato dello Zaccheria ma l’agibilità resta un problema

3 settembre 2010

Che città strana, Foggia. Torna il duo Casillo-Zeman, e l’entusiasmo dei tifosi sale alle stelle, ricordando il sogno di tanti anni fa, quando sbocciò Zemanlandia. Però il Foggia non riesce a fare il suo esordio stagionale allo Zaccheria, perché il campo è impraticabile, dopo i danni provocati al tappeto verde dello tadio dal concerto di Eros Ramazzotti, svoltosi il 22 luglio scorso.

Che un concerto di musica pop possa provocare danni all’erba è un dato risaputo. Succede da tutte le parti d’Italia, e c’è poco di che piangere sul latte versato anche se – visto che proprietario della struttura è il Comune, la cui situazione finanziaria è tutt’altro che florida, forse era il caso di pensarci su due volte, prima di concedere l’uso dell’impianto per il concerto, con il rischio, puntualmente divenuto realtà, che la struttura diventasse poi inagibile.

Comunque non si tratta né del primo, né dell’ultimo episodio del genere. È successo a Milano, per esempio: ma la differenza sostanziale tra quanto accaduto al “Meazza” e quanto invece sta accadendo allo Zaccheria, è che a Milano, il giorno dopo, lo stadio era già stato rizollato ed il manto erboso era stato completamente ripristinato, mentre qua da noi si andrà per le lunghe.

Ieri sono cominciati  il lavori per il rifacimento del prato dello stadio Zaccheria. Oggi il vecchio manto erboso sarà rimosso per lasciare spazio ad un prato adulto di ultima generazione. Ma i lavori si protrarranno almeno fino alla fine di settembre. Soltanto il 3 ottobre, in occasione della gara interna con Viareggio, il Foggia di Zeman potrà esordire dinanzi ai propri tifosi. Per fortuna il calendario prevede più trasferte che non gare casalinghe, per i satanelli. Oltre a quella perduta domenica scorsa a Fano (campo neutro) contro la Lucchese, lo Zaccheria sarà forzosamente disertato per la gara contro il Foligno, che si giocherà alla quarta di campionato.

Ad allungare l’iter dei lavori ci si è messa anche la querelle tra il Comune e l’assicurazione che dovrebbe rimborsare i danni patiti dalla struttura a causa del concerto di Ramazzotti. L’azienda offre all’amministrazione 30.000 euro, ma, conti alla mano, i danni ammonterebbero ad una somma ben più consistente: 200.000 euro perché oltre al manto erboso, lo svolgimento del concerto ha compromesso anche l’impianto idrico.

C’è comunque da ricordare che quello del manto erboso non è il solo problema che angusti il glorioso stadio di viale Ofanto. La civica amministrazione deve completare entro la fine di settembre anche i lavori previsti dalle nuove norme di sicurezza sugli stadi, lavori che sono stati già da tempo appaltati, per ottenere l’agibilità, del resto limitata a soli 7.500 posti (per una struttura che potrebbe ospitarne teoricamente 21.000). Si tratta di completare l’installazione dei tornelli, che sono stati al centro di una protesta dell’impresa appaltatrice, che visto che il Comune non pagava quanto dovuto, ad un certo punto aveva addirittura cominciato a smontarli.

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