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Scherzi da prete: la Cattedrale fa chiudere il Falso Movimento e fa rinascere la Sala Farina

4 settembre 2010

La vecchia sala inclusa nel circuito dell’Apulia Film Commission. E pensare che l’ex sindaco Ciliberti schierandosi al fianco della parrocchia aveva teorizzato l’inutilità del cinema…

Il Falso Movimento, il glorioso cinema d’essai cittadino, ha ormai chiuso i battenti. Mauro Palma, che lo ha diretto per circa trent’anni, dopo essere subentrato a suo padre, Giustino, ha restituito qualche settimana fa le chiavi al proprietario dei locali, il parroco pro-tempore della Cattedrale. La vicenda è notissima, nel capoluogo dauno, perché è stata seguita in modo molto appassionato da migliaia di cittadini e di habitué della sala, che si sono resi protagonisti di una diffusa mobilitazione per scongiurarne la chiusura. Sulla questione c’è stato anche un pronunciamento del consiglio comunale, se non altro per aprire un confronto tra Mauro Palma e la Cattedrale, ma il Parroco è stato irremovibile.

Durante la lunga vertenza, la giustificazione addotta dal proprietario dei locali di via Campanile è sempre stata quella che la Parrocchia aveva necessità di rientrare in possesso del cinema, in quanto intendeva adibirlo a contenitore per altre attività di natura pastorale e culturale. Nulla quaestio, anche se – come più volte abbiamo scritto – vista anche la disponibilità dell’amministrazione comunale, si poteva se non altro avviare un confronto, per esplorare la possibilità di soluzioni integrative, in grado di soddisfare tutte le necessità e comunque di salvaguardare uno dei non molti presidi culturali della città.

Adesso però si viene ad apprendere che una delle attività che vedranno impegnata la sala di via Campanile – e per le ragioni che spiegheremo probabilmente anche l’attività prevalente – non sarà di natura pastorale o culturale così come si era detto, ma l’attività di sempre, e cioè il cinema. Se le cose stanno così, in buona sostanza la Parrocchia avrebbe sfrattato Mauro Palma ed il suo cinema non già per programmarvi iniziative squisitamente religiose ma per… farci un cinema. E pensare che, sul periodico della Curia, “Voce di popolo”, l’ex sindaco della città di Foggia, Orazio Ciliberti, si era scagliato contro quanti sostenevano le ragioni del Falso Movimento sostenendo, tra l’altro, che il cinema è in crisi e che quindi sono desuete le iniziative di quanti si battono per salvare una sala.

Invece la Parrocchia Cattedrale ricomincia… proprio dal cinema, rivitalizzando la vecchia licenza per l’esercizio cinematografico in possesso della Parrocchia, ovvero quella che fa capo alla Sala Farina, il cinema guidato da Giustino Palma, dagli anni Cinquanta fino agli anni Ottanta.

Una conferma neanche tanto indiretta a questa tesi si ha da un documento ufficiale: il comunicato con cui l’Apulia Film Commissione, la fondazione cinematografica regionale che si occupa della distribuzione delle pellicole di qualità nel circuito di sale d’essai, comunica l’avvenuta inclusione, nella graduatoria del circuito di sale cinematografiche di qualità “D’Autore” di sei nuone sale cinematografiche.

“Alla scadenza, lo scorso 15 luglio, del nuovo bando per l’adesione a “D’Autore”, il Circuito regionale di sale cinematografiche di qualità firmato Apulia Film Commission, – si legge nel comunicato – la commissione giudicante ha valutato le nuove candidature e ha inserito in elenco altre sei nuove sale.

Le sale ammesse nel circuito sono: Casa delle Arti a Conversano, Sidion 2 a Gravina di Puglia, Cinema Odeon a Molfetta, Mille Luci a Castellana Grotte,  Cinema Norba a Conversano e – sentite un po’ – la Sala Cinema Mons. Fortunato Farina a Foggia, che tutto lascia supporre sia proprio il vecchio cinema di via Campanile. L’inclusione nel circuito non significa però, automaticamente, che esse ospiteranno le pellicole che l’Apulia Film Commission farà girare nel circuito: le strutture, precisa il comunicato, “entrano in una graduatoria cui Apulia Film Commission attingerà, all’occorrenza, per mantenere l’assetto del circuito regionale invariato e garantire il completo svolgimento delle attività previste.”

La Sala Farina potrebbe comunque spuntarla in quanto, paradossalmente, nessuna sala del capoluogo dauno aveva prima d’ora presentata la propria candidatura. Mauro Palma aveva infatti rinunciato, un po’ proprio per l’imminente scadenza del contratto che lo legava alla Parrocchia, un po’ per poter scegliere in autonomia la programmazione del Falso Movimento. L’adesione al circuito “D’autore” implica infatti per gli aderenti l’obbligo a programmare tutte le pellicole che vengono proposte dalla fondazione regionale.

Mauro Palma cade cade dalle nuvole, e si limita ad osservare che “visto che il bando scadeva a metà luglio, se come tutto lascia supporre dietro la Sala Farina c’è la parrocchia Cattedrale, la candidatura è stata presentata ancora prima della scadenza del contratto.”

Del circuito, finanziato dalla Regione Puglia con le risorse finanziarie elargite dall’Asse IV del FESR 2007-2013 fanno parte, sin dall’avvio del progetto, 18 sale dislocate su tutto il territorio pugliese: ABC di Bari, Il Piccolo di Bari- Santo Spirito, Multisala Roma di Andria, Opera di Barletta, Piccolo Garzia di Terlizzi, Multisala Alfieri di Corato, Cinema Pio XI di Bovino, Palladino di San Giovanni Rotondo, Roma di Cerignola, Pixel Multicinema di Santeramo in Colle, Metropolis Multicinema di Mola di Bari, Cinema So.Cra.Te di Castellana Grotte, Multisala Vignola di Polignano a Mare, Spadaro di Massafra, Bellarmino di Taranto, il Comunale di Crispiano, DB D’Essai di Lecce e il Nuovo Elio di Calimera.

Proprio perché Foggia non è compresa fino ad oggi nel circuito, il proposito dei nuovi gestori della Sala Farina potrebbe andare a buon fine, anche se si tratta di un circuito “laico”, che programma opere “laiche”, e dunque di una scelta che non pare molto coerente con i propositi che erano stato annunciati.

“D’Autore – informa sempre il comunicato dell’Afc – ha la finalità di diversificare e migliorare l’offerta culturale su tutto il territorio regionale, nonché valorizzare la funzione delle sale cinematografiche esistenti come luoghi privilegiati di promozione culturale e di aggregazione, come pure il patrimonio produttivo.”

“Con un contributo massimo annuo di 36mila euro – conclude la nota della fondazione regionale – e una grande campagna di comunicazione su tutto il territorio regionale delle sale affiliate, il progetto punta a salvaguardare i piccoli esercenti cinematografici puntando sulla centralità dello spettatore di cinema di qualità italiano, europeo e internazionale.”

Sarà… ma resta piuttosto difficile da comprendere perché risorse pubbliche possano essere destinate a quanti, con tutto il rispetto per la Parrocchia Cattedrale e per le sue strategie pastorali, non hanno dato fino ad oggi gran  prova di voler “salvaguardare i piccoli esercenti cinematografici” e neanche di voler puntare “sulla centralità dello spettatore di cinema di qualità”.

Geppe Inserra

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2 commenti leave one →
  1. 4 settembre 2010 23:53

    Purtroppo a Foggia succedono tante cose strane.
    E’ strano (io sono un cattolico non sempre praticante) che la Curia foggiana si lasci intrappolare (per motivi di bussiness?)in cose che hanno poco a vedere con la spiritualità, vanificando un lavoro ultradecennale di una persona come il Signor Palma, che ha fatto del Cinema “falso Movimento” un contenitore culturale in una città morente a tutti i livelli.
    Non è strano affatto invece ciò che sosteneva l’ex sindaco Ciliberti che aveva sostenuto l’idea dell’inutilità del cinema; ma da una come lui,maggiore artefice e indiscusso attore protagonista (visto che parliamo di cinema) dello sconquasso di Foggia ci si poteva aspettare qualcosa di diverso? Ma ne avesse azzeccata una…!?

  2. Gianni permalink
    16 settembre 2010 12:42

    Non mi è davvero chiara una questione. Da cittadino foggiano mi pongo una domanda in merito all’aspra( almeno pare) questione del Falso movimento. La questione viene presentata, dall’ attento e professionale Inserra, come la contrapposizione nostrana tra Guelfi e Ghibellini. Da una parte ci sono i preti, dall’altra Mauro Palma. Insomma, se esplicitamente mai precisato o sottolineato, indirettamentamente da una parte ci sono i CATTIVI che depredano il patrimonio di un certo tipo di modo di fare cultura (Cinema d’Essai), dall’altra vi è il “baluardo” della cultura stessa. Ormai, purtroppo, la faccenda sembra archiviata. Alla luce di questo ultimo articolo, e torno alla domanda, mi chiedo: come mai la petizione “SALVIAMO IL FALSO MOVIMENTO”, che aveva ad oggetto proprio la salvaguardia del Cinema d’autore nella nostra città, ora diventa “LA CRITICA PUNGENTE” nei confronti di coloro, ed in questo caso I PRETI, che continueranno ad occuparsi proprio di quella tanto amata e maltrattata cultura? Prima I PRETI erano coloro che stavano mandando a farsi friggere un pezzo di storia della nostra città, ora che si occuperanno di tutelarla, nei loro modi e tempi si intende, restano comunque I CATTIVI? Mi sembra che la disquisizione sia , quindi, sembre stata improntata alla tutela non già della cultura, bensi di un soggetto, in questo caso Mauro Palma, ma sarebbero potuti essere anche i Preti. Non siamo di fronte ,ancora una volta, al tentativo di far prevalere l’interesse del SINGOLO, mascherando la crociata( pur LECITA) con l’abito dell’interesse comune? In fin dei conti nulla toglie, allo stato dei fatti, che anche i c.d. “FURBI PRETI” possano attivare all’interno della struttura, oggetto di contesa, uteriori progettualità atte a colmare, se pur con un piccolo ruolo, i vuoti culturali della nostra città. Facciamoli lavorare senza pregiudizi. In fine mi permetto di fare una quasi illazione: non è che I PRETI e MAURO PALMA non abbiano semplicemente trovato un accordo ECONOMICO che soddisfacesse entrambe le parti?

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