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Foggia e la crisi, i lettori discutono

14 settembre 2010

Appassionato dibattito sul blog del Quotidiano

La crisi finanziaria della città, le difficile prospettive di ripresa davanti ad una crisi economica e sociale che più nera non si può, appassionano a fanno discutere i nostro lettori, ed è già qualcosa, visto che è comunque impensabile delegare soltanto ai politici di professione le strategie per fronteggiare questo momento senza precedenti per il capoluogo dauno.

A far discutere è, ancora una volta, la lettera aperta al sindaco Mongelli pubblicata tempo fa dal nostro blog, autore uno di quelli che si suol definire “cittadino comune”, ovvero Giuseppe Ficarelli, Nella sua lettera, Ficarelli, dopo aver pubblicamente dichiarato di aver votato per il sindaco in carica, scriveva, tra l’altro:”i risultati della scorsa giunta e quelli dell’attuale, sia pure da pochi mesi, sono sotto gli occhi di tutti. Strade ridotte a colabrodo; immondizia lasciata a marcire per terra; contenitori inadeguati; raccolta differenziata latitante; addetti in rivolta; controllo del territorio inesistente; scarsi servizi sociali; pessime condizioni degli edifici scolastici; circolazione al limite del collasso; inquinamento acustico e atmosferico in continua crescita; verde pubblico divenuto ostaggio di dispute pretestuose. In definitiva, una città messa male e rapinata della sua dignità. Non è tutto ma più che sufficiente a farsi un’idea di come (non) funzionano le cose.

Tale situazione è foriera di un profondo senso di scoraggiamento, di resa e disinteresse verso la “cosa pubblica”; sembra che l’indignazione sia diventata una professione di pochi. E’ una realtà che sconcerta, priva di prospettive, che segna il passo, blocca l’entusiasmo, impedisce pensare bene e sperare il meglio. È come se si fosse girato l’interruttore sulla posizione off; la città è piombata nel buio della vergogna, inerzia e passività.

Manca ormai “la capacità di un soprassalto collettivo contro ciò che avviene sotto i nostri occhi”. Simile situazione favorisce solo il malaffare e il “fai da te”; una sorta di zona grigia ove cresce a dismisura il senso dell’impunità collettiva e individuale (veda il proliferare di ambulanti abusivi, le tante strutture più da supermercato che da ambulanti, vendita esponenziale di prodotti taroccati, ecc.).

Si è persuasi che la politica sia simile a un male incurabile, inesorabile e pernicioso. Una classe politica capace solo di far lievitare il costo dell’apparato mentre diminuisce il valore e la capacità della sua azione. I dati dell’assenteismo all’ultima tornata elettorale sono esplicativi a riguardo.

Quando ho depositato la scheda di votazione nell’urna, non era questo che desideravo accadesse. Come me credo si trovi la maggior parte dei cittadini foggiani.”

L’accorata riflessione di Ficarelli ha però suscitato la dura presa di posizione di un altro nostro affezionato lettore, Gino Longo, che riferendosi non tanto ai contenuti della lettera aperta, quanto al fatto che l’autore abbia votato per il centrosinistra alle ultime elezioni, scrive: “Il signor Ficarelli è tra i responsabili dello stato attuale delle cose. Ed ha più responsabilità del sindaco e giunta stessa.

Chi sgoverna Foggia,sono le stesse persone, che hanno in 5 anni inabissato la città. Rivotarli è stato un grave atto di masochismo.Pertanto non dovrebbero avere neanche il diritto di lamentarsi, perché nel loro masochismo, o illusione, hanno coinvolto tutti i cittadini in questa caduta libera verso gli abissi più profondi. Recitassero la mea culpa, ma in silenzio.”

Il confronto prosegue con un’ulteriore riflessione di Ficarelli, che ha postato un nuovo commento in cui si legge: “Spiace leggere il commento del sig. Longo, che credo che non sia molto obiettivo circa le condizioni della nostra città e chi le ha determinate. Voglio solo accennare che questa città è stata governata per lunghi anni da un governo destra-centro. Plaudo a chi si è impegnato a dare il meglio di se nell’azione amministrativa, tuttavia non si può disconoscere che i guai siano cominciati o abbiano avuto origine proprio durante tale periodo.

La corsa dissennata a esternalizzare i servizi pubblici, la compagnia aerea fantasma, nata per dare propulsione al nostro sottoutilizzato aeroporto ma che ha finito per ingoiare grosse risorse finanziarie, sparite nel nulla. La correttezza morale e istituzionale cui faccio riferimento all’attuale sindaco, vale per tutti. Il vecchio sindaco, on. Paolo Agostinacchio, doveva solo denunciare pubblicamente l’autore o gli autori che hanno causato il disastro della compagnia aerea fantasma, distraendo fondi alle aziende municipalizzate (Ataf, Amica, Amgas). Le attuali condizioni di povertà e di rischio bancarotta, partono da molto lontano e ad ignorare questa condizione si rischia di essere faziosi e poco accorti. Suggerisco a Longo di documentarsi sulle vicende politico-amministrative di questa sfortunata città e poi esprimere un giudizio che sia possibilmente più sobrio verso la mia persona. Non credo che debba vergognarmi di qualcosa, posto che ho pesantemente criticato l’amministrazione precedente all’attuale. Non credo neppure di aver mai letto qualcosa di simile scritto dal Longo e diretta alle giunte di destra centro. L’unica cosa che ho notato è stata l a perniciosa presenza di manifesti offensivi e denigratori proposti da un omonimo del medesimo (si parla di Bruno Longo, consigliere comunale ed assessore all’epoca dell’amministrazione Agostinacchio, n.d.r.) che, senza alcun rispetto istituzionale, screditava e calunniava il governo centrale pur in assenza di elementi concreti.

La mia non è una guerra santa contro qualcuno; è solo una presa di posizione utile a farci avere qualche sussulto di dignità; dare un contributo per fare in modo che questa città cammini e proceda seguendo un disegno ben preciso volto a risollevare le proprie condizioni. Tutto il resto è solo polemica spicciola, insignificante e pretestuosa. Chi ha argomenti da suggerire per evitare la bancarotta, li proponga con coraggio e consapevolezza, lasciando perdere la capziosità.”

Da parte nostra non possiamo che auspicare che il dibattito continua: il futuro della città sarà sicuramente migliore se ad esserne protagonisti non saranno soltanto quanti la governano, ma anche i cittadini.

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8 commenti leave one →
  1. bruno longo permalink
    26 settembre 2010 19:20

    Egragio sig Giuseppe Ficarelli,apprezzo ed ammiro il suo senso civico,soprattutto quando lancia un appello agli uomini di buona volontà per risollevare le sorti morali,civili ed economiche della città.Ciò che continuo a non capire è la pretesa di fare sintesi senza conoscenza dei fatti o peggio ancora con imprecisioni che possono confondere le idee.il sottoscritto da quando e tornato in consiglio comunale nel 2009,militando nelle fila dell’opposizione al governo Mongelli-Lambresa di centrosinistra,ha fatto affigere tre manifesti: “Foggia Capitale dell’immondizia e delle clintele”; “Il sindaco Mongelli piange e s…fotte”;”Sindaco Mongelli dimettiti”:Ebbene in nessuno di questi manifesti ho offeso e calunniato nessuno tantomeno il governo centrale,che anzi apprezzo per il suo operato,pur se fra tante contraddizioni e qualche comportamento miserabile.Ma questo è un altro discorso.
    Fatto numero due:sono la persona meno indicata per poter parlare del passato governo cittadino di centrodestra dove ho ricoperto la carica di assessore e sarei quindi non credibile.Voglio però precisare che il centrodestra non ha esternalizzato nessun servizio pubblico e neanche distratto fondi delle partecipate ATAF,AMGAS,AMICA,per il semplice motivo che trattavasi di partite di giro,alla voce investimenti,autorizzate dal consiglio comunale e dalla Giunta municipale per finanziare,in momenti di difficoltà,la Compagnia aerea “Federico II”.Quegli investimenti servirono a tenere aperto l’aeroporto civile “Gino Lisa” e a tenere lontani gli speculatori del mattone che da circa un trentennio bramano per lottizzare i suoli aeroportuali e quelli dell’ex ippodromo.Quegli investimenti servirono per ottenere dalla Regione Puglia ingenti finanziamenti per adeguare le strutture aeroportuali e consentire la progettualità per l’allungamento della pista.Quegli investimenti servirono per consentire all’Amministrazione di centrosinistra di Stallone ed a quella successiva di centrodestra di Pepe ad investire annualmente ed a fondo perduto circa un milione e duecentomila euro all’anno a favore dell’attuale compagnia aerea che,a tutt’oggi,assicura i voli da e per la città.
    Signor Ficarelli,Agostinacchio ha debitamente denunciato la cricca che non voleva l’aeroporto a Foggia.A lei sarà sfuggito.lo chieda ad Agostinacchio per conferma.
    Mi lasci,tuttavia ,esprimere la mia opinione sulla pulizia della città che è quella da lei descritta da quando governa l’ing.Mongelli ed il suo singolare centrosinistra.Salvo,in questo caso Ciliberti.
    Fatico,poi, ad individuare una correttezza istuzionale nell’attuale sindaco,cosa che lei sembra gratificare a piene mani.Voglio solo ricordarle che l’ing. Mongelli,da quando è stato eletto,in Giunta ed in Consiglio comunale ha solo portato pratiche edilizie – e lui è un imprenditore edile – e menzogne sui conti pubblici,tanto che la onorevole Corte dei CONTI HA CENSURATO PER TRE VOLTE LA SUA CONDOTTA,invitandolo,sostanzialmente a dichiarare lo stato di dissesto finanziario.Un sindaco che pensa,quindi,solo alle pratiche edilizie,a svendere il patrimonio pubblico a favore sempre degli edili ed ad esternalizzare,lui si,i servizi pubblici(vedi la svendita di Amica,di Amgas blue di Ataf).
    Signor Ficarelli,la mia presenza politica sarà pure perniciosa,come lei afferma nel suo apprezzato commento,credo tuttavia che non sia cattiva cosa assumersi le proprie responsablità e denunciare assunzioni clientelari a parenti di amministratori comunali,oppure denunciare illegalità ed illeicità nel rilascio di licenzie edilizie ultra milionarie ad amici e colleghi che hanno sostenuto le campagne elettorali dei potenti di turno.
    Signor Ficarelli senso civico non è soltanto l’ergersi a ieratico arbitro delle cose terrene e celesti dall’alto del qualunquista carro dell’antipolitca:senso civico è anche esporsi di prima persona,con i mezzi che ognuno ha a sua disposizione,tra i quali,perchè no,anche i
    manifesti.Nel frattempo si informi meglio.Io sono a sua disposizione,sempre che lei riesca a sopportare chi la pensa diversamente da lei e sempre che lei riconosca anche alle presenze perniciose diritto di cittadinanza.
    Bruno Longo

  2. Pino Ficarelli permalink
    20 ottobre 2010 19:50

    Egregio dott. Longo (Bruno per chi legge), rispondo volentieri alla sua garbata lettera. Comincio a rassicurarla circa il finale della sua esposizione. Non ho alcuna difficoltà a riconoscerle il diritto di poter dire tutto ciò che vuole. Tale diritto non è frutto di concessione di chicchessia ma deriva dal sistema democratico vigente. La democrazia concede finanche il diritto di cittadinanza a chi deride, insulta, offende, ammonisce, beffeggia e canzona il malcapitato di turno solo perché ha fatto una scelta politica e di campo diverso dalla sua per cultura e convinzione personale.
    Ciò detto, preciso subito che trovo piacevole conversare con lei, sia pure a livello epistolare. La piacevolezza e la pacatezza del dialogo credo derivano dal fatto che non si ha nulla in comune, se si esclude l’amore per la nostra città. Due osservatori, due punti di vista, due volontà che s’incontrano per capire meglio le cose e mettere ordine alle rispettive reminescenze.
    Cerco di rispondere con ordine alla sua cominciando dall’inizio. I manifesti ingiuriosi e beffeggianti cui ho fatto riferimento non erano diretti al governo attuale, sebbene la sua nuova casacca politica debba spingerla a farlo. Si tratta di manifesti prodotti quando ha retto la delega ai LLPP ( credo). La cadenza settimanale delle sue esternazioni erano rivolte all’allora governo Prodi. Sul manifesto si è sempre firmato come presidente di un circolo culturale, ma la sua carica istituzionale avrebbe dovuto suggerire una maggiore prudenza nei confronti degli interlocutori nazionali. Lei adempiva un mandato politico-amministrativo nella Cosa pubblica e ciò avrebbe dovuto indurla a un maggior rispetto; situazione che l’avrebbe aiutata a percepire una certa subalternità quanto meno istituzionale. La superbia è sempre in agguato!
    A proposito della compagnia aerea “Federico II Airways”, credo sia stato l’unico caso in Europa che un Ente pubblico territoriale si sia impegnato a realizzare un progetto simile. Essere eletto a sindaco non significa divenire padrone della città quanto, invece, mettersi al servizio di una comunità per garantire il bene di tutti. Ciò per dire che l’allora sindaco che ha realizzato l’effervescente iniziativa, non poteva e non doveva distrarre fondi dalle casse dell’Ente e men che meno da quelle delle proprie municipalizzate (ATAF, AMICA, AMGAS). Ricorderà che il “contributo” concesso (più esatto dire prelevato) dai soggetti dell’iniziativa, per costituire il capitale sociale della compagnia aerea, è stato di circa sette miliardi di cui tre dalle casse del Comune; quattro miliardi dalle casse delle municipalizzate. A questi soldi si sarebbero dovuti aggiungere altri tre miliardi da “reclutare” attraverso il sistema di azionariato diffuso e un contributo della Camera di Commercio. In totale fanno dieci miliardi di soldi pubblici (ossia della comunità) che il capo della giunta ha inteso spendere per realizzare questa follia.
    Ritengo serva a poco precisare “che trattavasi di partite di giro, alla voce investimenti” perché non credo che nelle pieghe dei bilanci delle municipalizzate e in quello comunale si sia previsto qualche miliardo da spendere per costituire una compagnia aerea. Non vedo, altresì, alcuna relazione tra un’Azienda a capitale pubblico, preposta ad assicurare un servizio cittadino, con una compagnia aerea. Reminescenze scolastiche fanno luce circa la funzione di un capitolo di bilancio intestato alle “partite di giro”, voce di transito di una determinata somma che deve chiudere a pareggio tra le entrate accertate e le uscite effettive. Ossia danaro con una destinazione precisa e senza ripercussioni negative.
    Non crede lei che il sindaco avrebbe dovuto consultare i cittadini prima di avviare tale iniziativa? Il denaro non nasce dal niente. “Chi decide investimenti di denaro collettivo non può farlo come se l’ente pubblico fosse una sua azienda privata”. Con questo intendo dire che un’Amministrazione Comunale non si può rendere promotrice nel costituire una compagnia aerea, nella forma di una società per azioni a partecipazione mista, spendendo soldi prelevati da altri servizi. Non è questa la mission del Sindaco e tanto meno di una Giunta comunale e di un Consiglio, seppure numericamente rappresentativo, che ha votato l’assenso all’iniziativa dopo dodici ore di acceso dibattito. Il sindaco avrebbe potuto impegnarsi a sollecitare gli investitori privati, promuovere le condizioni dello scalo, favorire le concessioni d’uso, sostenere la domanda, stimolare l’appoggio e partecipazione di tutti i soggetti produttivi della capitanata: imprenditoriale, industriale, commerciale, politico, agricolo e religioso.
    Un bilancio virtuoso di un Ente pubblico chiude sempre a pareggio i suoi conti. Se “sbilancia”, allora ha avuto cattivi amministratori. Significa che essi hanno speso più di quanto hanno incassato. Tale situazione accade, per ironia, anche quando c’è un avanzo di amministrazione, ossia situazione che vede chiudere il bilancio in attivo. Significa che ci sono risorse disponibili che non sono state spese bene e tutte a favore della collettività. La definizione più diffusa di cosa debba essere un Comune stabilisce che il medesimo “è l’Ente autonomo rappresentativo della comunità cittadina … ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo”. Davvero lei crede che l’iniziativa della compagnia aerea abbia tutelato gli interessi della collettività più che quelli di parte? I valori che gli amministratori di un Comune dovrebbero tutelare sono altri e vanno oltre.
    Credo sia d’accordo con me nel riconoscere l’improvvisazione di tale iniziativa che ha portato disporre inizialmente di tre aerei Dornier da 32 posti, mentre si è trascurato l’elemento cardine di questo puzzle, ossia l’aeroporto e le sue condizioni. Una situazione paradossale simile a chi spende soldi per l’acquisto di un veicolo costoso senza avere la patente di guida.
    Credo fosse in voga lo slogan-tormentone che circolava per l’occasione; esso diceva: “Perché i fagiani volano e i foggiani no?”. Efficace no? Lei vede qualche ragionevole apparentamento tra i fagiani e i foggiani? Io no! Tutto ciò accadeva nel 1998.
    Citavo il fatto dell’aeroporto: in un sussulto di ravvedimento il sindaco in carica prende l’iniziativa e spinge a riacquisire il controllo dello scalo foggiano. Nasce così la società “Aeroporto di Foggia S.p.A.” cui partecipano, oltre al Comune, la Provincia ed enti economici locali, oltre all’ormai famosa compagnia Federico II Airways. Il risultato è che l’iniziativa della compagnia aerea “non decolla”; l’Aeroporto Foggia spa non spiana la sua attività, i voli della nuova flotta “Airways” sono solo immaginari più che simili a quello dei fagiani. Altri soldi pubblici spesi, pardon “investiti per partita di giro” finiti in mare, tale da far registrare perdite finanziarie per oltre 8 milioni di euro. La penuria di liquidità impedisce il proseguimento dell’attività così che in data 4 ottobre del 2000 i Dornier rimangono a terra. E’ crisi, allarme occupazionale per i dipendenti. Inizia la caccia ai nuovi soci, per ripianare le perdite e ricapitalizzare la scatola vuota della compagnia. Intanto nel novembre del 2001 la Seap sospende il servizio antincendio al Gino Lisa. Amen!
    Ciò detto, non le sembra che l’azione amministrativa, nella cui compagine lei esprimeva un ruolo di primo piano, abbia qualche cono d’ombra o meglio “scheletro nell’armadio”? Mentre accadeva tutto questo, lei sproloquiava attraverso i manifesti contro il governo di questa Nazione o dirigeva i suoi strali contro una minoranza politica del Consiglio Comunale, il cui unico torto era di essere proprio una minoranza in senso stretto. La crisi politica porta l’allora sindaco a ritirate le deleghe agli assessori. Era il 26 febbraio del 2002. Il resto del disastro è affidato alla storia delle cose incompiute.
    La denuncia fatta dal sindaco Agostinacchio contro “la cricca che non voleva l’aeroporto a Foggia” non credo abbia prodotto effetti. Il fatto che vi fosse “una cricca” non giustificava adoperarsi per crearne un’altra di segno opposto. L’ingerenza della prima non sarebbe costata nulla a questa città. La pervicacia della seconda ha reso possibile l’avvio di un percorso fatto solo di debiti cui si andavano ad aggiungere altri debiti.
    Circa l’esternalizzazione dei servizi e la nascita delle varie cooperative cui sono state affidate le attività ridimensionate o dismesse dagli Enti pubblici, credo che le sfugga qualcosa a proposito. Sul finire degli anni novanta e l’inizio del duemila si è diffusa l’idea che “privatizzare” i servizi della pubblica amministrazione fosse la panacea. Le FF.SS, con tutti gli incidenti accaduti nel seguito con decine di morti e delle condizioni dei vagoni riservati ai viaggiatori; quelle delle PP.TT; della compagnia di bandiera Alitalia e di ampi settori industriali, come quelli della chimica; l’ingresso dei privati nel circuito delle autostrade d’Italia, rappresenta sono una parte di un massiccio fenomeno di privatizzazione dei servizi pubblici. La legge 381/91 ha, inoltre, favorito la proliferazione di cooperative sociali di tipo A e B il cui esito ha promosso la nascita d’infinite realtà “sociali” in loco. Ciò che accadeva a livello nazionale con la cessione ai privati di grosse fette di ottime e produttive aziende pubbliche, è servito a creare una prassi e un clima attraverso cui mutuare le tendenze nazionali a livello locale.
    Ciò premesso, le consiglio di leggere, sia pure en passant, la novennale storia di presidenza all’AMICA della sua ex collega di ex partito, Sig.ra Lucia Lambresa. La serietà e le capacità della predetta sono fuori discussione, ma ciò non significa che non abbia fatto uso di strumenti opportuni per “esternalizzare” una serie di competenze della controllata AMICA.
    Circa alla correttezza istituzionale, preciso che tale termine è stato utilizzato poiché il Sindaco, destinatario della lettera aperta, ha avuto la decenza di rispondermi via mail chiedendo se fossi disposto a incontrarmi con lui. Il primo cittadino che si vede recapitare delle lettere a firma di un membro della comunità che amministra, a nome e per conto di tutti, credo debba avvertire il dovere di rispondere, non le sembra? Così non è stato quando ho scritto una lettera autografa indirizzata al sindaco on. Paolo Agostinacchio, sollevando l’annoso problema del mercato “il venerdì” e di tutta la vergognosa spazzatura lasciata a terra. In un Paese rovesciato come il nostro si è arrivato all’assurdo di ritenere corretta una persona che non risponde e scorretta chi invece lo fa. La sensibilità istituzionale si liquefa per lasciar spazio all’arroganza istituzionale, quella che induce ritenersi sempre dalla parte della ragione, sopra le cose o troppo occupato perché colloqui con un membro della “plebe”.
    Le condizioni economiche in cui versa l’Ente comunale, obbligano l’attuale sindaco e il suo entourage a portare in giunta e in consiglio proposte di cessione dei “gioielli di famiglia” e iniziative volte a tagliare l’abnorme spesa di funzionamento dell’Ente e rientrare dalla massa debitoria. È un passaggio da cui non si può sottrarre se si vuole recuperare la voragine di debiti che sommerge questa città. Non esistono alternative tali da rendere più accettabili le condizioni attuali. Si tratta di scegliere cosa fare per rimediare le condizioni di un malato grave: amputare qualche arto per continuare a vivere; lasciar morire l’agonizzante. Lei cosa farebbe?
    L’ipotesi di commissariamento, ventilato con insistenza dallo schieramento d’opposizione, credo debba essere l’ultima razzio cui approdare; lo scenario che tale scelta comporta è catastrofico per tutti noi poiché significa sospensione dei contratti di lavoro e di servizi vari, impossibilità di contrarre mutui, tasse aumentate a dismisura, blocco di tutta l’attività economica e sociale dell’Ente. Sarebbe una scelta che “metterebbero letteralmente in ginocchio un intero capoluogo, che rischia di pagare per almeno i prossimi dieci anni colpe di passati amministratori incapaci, quei colpevoli su cui sarebbe d’obbligo far luce.”
    È sicuro di volere proprio questo? In una situazione simile nessuno può chiamarsi fuori; nessuno è in grado di sostenere “io non centro nulla; non è colpa mia”. Tutti sono chiamati a essere correi di questa situazione, soprattutto gli amministratori di lungo corso. Si tratta di capire che il moribondo in questione è il Comune di Foggia, ossia la città di Foggia e i suoi abitanti e non un partito politico, una lista autonoma o gruppettari da predellino. Chi è stato “eletto” e siede nei banchi del Consiglio, ha il dovere istituzionale di risolvere il problema debitorio di questa comunità. Commissariare la città significa scatenare una tempesta, una pioggia di guai; significa capire che se piove, piove per tutti.
    I rilievi posti dalla Corte dei Conti credo riguardino l’incapienza delle misure proposte dall’attuale Giunta. Significa che il sindaco è stato invitato a elaborare un quadro economico ove sia esposto con chiarezza un plausibile piano di rientro dalla situazione debitoria e, allo stesso tempo, continuare ad assicurare i servizi alla città, sia pure ridimensionati.
    Egregio dott. Longo, lei non è una persona sprovveduta e come tale le suggerisco di cambiare musica ossia, più che mettersi a strombettare condanne attraverso manifesti, si rechi dagli organi competenti e denunci tutte quelle situazioni cui ha le prove di palese irregolarità.
    Dalle assunzioni clientelari, alla svendita di suoli e edifici comunali; dalle licenze edilizie illecite per finire ad atti illegali. Se lei è certo delle cose che sostiene allora, è il caso di comportarsi da cittadino modello e da corretto rappresentante delle istituzioni: vada dai magistrati e sporga regolare denuncia. Eviterà di essere la cassandra di turno, di fare l’oracolo attraverso manifesti e allo stesso tempo fornirà prova di coerenza nel dare una bella scrollata al sistema oramai sommerso di omertà, silenzio, connivenza e di menefreghismo. Questo si che sarebbe un chiaro esempio di responsabilità personale e istituzionale. Quest’ultima cosa l’ho suggerita anche all’attuale sindaco.
    Non sono mai stato assertore e praticante dell’antipolitica, tuttavia riconosco e capisco le ragioni che inducono a fare uso di questo circuito. Il teatrino offerto dalla politica nazionale e da quella locale è sotto gli occhi di tutti. La gente, quella che non sa più come risolvere i problemi di quotidiano impoverimento, è “incazzata” a giusta ragione. Mentre voi (rappresentanti della pubblica amministrazione) fate il gioco delle parti, pubblicate editti e denunciate a parole, la gente si trova immersa da decine di problemi di natura privata e pubblica. Situazione che spingono le scatole a gonfiarsi sempre più fino a scoppiare. Si perpetua così il concetto del “chi rompe e chi paga”. La sua perspicacia non la impedisce di selezionare chi rompe da chi paga e neppure capire a quale parte anatomica si vuole intendere il termine “scatole gonfie”.
    La invito a uscire dal recinto fatto di falsa normalità; si adoperi a convincere l’opposizione di smetterla di sollevare questione di lana caprina e s’impegni a risolvere lo stato debitorio della città. In cambio chieda e faccia esigere un’onorevole visibilità circa il contributo dato per dipanare la matassa. Se a tirare il carretto stracolmo di guai sono in tanti (intero Consiglio comunale), la fatica diventa più sopportabile per ciascuno. È questo che si aspetta che faccia un consigliere, in ragione di un mandato ricevuto e da un corrispettivo attribuito per legge.
    Credo che questo sia lo schema entro cui occorre muoversi. Tutto ciò che sta al di fuori di questo quadro, è solo chiacchiericcio inutile; “ieratica” contumelia utile a fare dell’avversario politico un nemico da abbattere. Sursum corda! Evitiamo di avere “davanti agli occhi i vizi degli altri mentre i nostri ci stanno sempre dietro”.
    Distinti saluti.

  3. bruno longo permalink
    24 ottobre 2010 21:41

    Ringrazio anzitempo il “Quotidiano”per lo spazio che offre a chi ha voglia in mettersi in gioco,consentendo ai cittadini di conoscere problemi ed istanze,che altrimenti resterebbero nell’alveo dei pochi addetti ai lavori e dei soliti “manipolatori”che si annidano,anche, nelle redazioni di alcune tv locali e alcuni “insospettabili” autorevoli giornali di casa nostra.
    Al proposito,assumendomi le conseguenti responsabilità,colgo l’occasione per annunciare,che sulla situazione della informazione a Foggia si è avviata una procedura di ripetute infrazioni .presso l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni,con sede a Napoli,con la consegna di un dettagliato dossier,inviato per conoscenza anche al CORECOM con sede a BARI.
    Detto,doverosamente,questo,ringrazio anche il signor Ficarelli che mi consente di rispondere su alcuni importanti temi della gestione amministrativa del comune di Foggia,chiarendo però i termini e i soggetti del civile confronto:dove,da una parte,vi è il tema della debitoria da dissesto finanziario dell’Ente comunale e dall’altro due interlocutori:l’uno ,il sottoscritto,dichiaratamente di destra e l’altro il signor Ficarelli,dichiaratamente di Sinistra.
    Due soggetti,quindi,che a diverso titolo fanno politica,nongià un politico da una parte,ed il cittadino obiettivo dall’altra.Fuori dall’ipocrisia per favore.
    Se questo è,va subito detto chenon serve intorbidire le acque e sviare l’attenzione sui temi attuali,parlando dei miei manifesti di 10 o 15 anni fa o della Federico II o di improbabili operazioni contabili delle ex municpalizzate.Ma siccome gli argomenti mi vengono posti,sinteticamente,mi trovo costretto ad argomentare.
    Egr sig Ficarelli,se la prenda con la sua lacunosa rimembranza giovanile o con i suoi altrettanto lacunosi suggeritori,perchè oltre ad inesattezze temporali e legislative,le sue affermazioni sulla vicenda amministrativa del passato governo di centrodestra,pur se legittime,risentono di tanta superficialità,inesattezza ed approssimazione da sembrare,se non fosse per la sua indubbia buonafede,delle miserabili menzogne.Abbia la pazienza di seguirmi.
    La Compagnia Aerea Foggiana,si legga le relative delibere,perchè percepita come strumento di accrescimento economico e culturale, non fu osteggiata in Aula da nessuno e quindi approvata, neanche con il voto contrario dei consiglieri del centrosinistra dove si registrarono voti favorenoli e voti di astensione.Di che atto dispotico allora lei parla!Lo chieda ad esponenti della sua sinistra che rivestirono la carica di amministratori alla Federico II ed ad altri che semplicemente vi lavorarono.E qui mi fermo.
    Sorvòlo,poi sulla contonata delle partite di giro,per non rischiare di annoiare mortalmente i lettori,basti qui sottolineare,che essendo le tre ex municipalizzate,socie della Federico II,cosa che lei omette o che stranamente non rammenta,dovevano,laddove si fosse manifestata la necessità,concorrere alla copertura delle spese.Ma mai sono stati distolti importi finanziari a copertura dei servizi istituzionali di Amgas,Amica ed Ataf,così come,tra l’altro,ha sancito l’ispezione del Ministero dell’Economia nel 2008,che ha inesorabilmente chiarito a tutti,che la grave disamministrazione e la cattiva gestione sono da datarsi a partire dal bilancio 2006 del suo Sindaco Ciliberti.
    E’certamente comprensibile,che abbacinato dalla sua incrollabile fede e tifo per la sinistra,lei abbia affermato, qusta volta anche in malfade,che in passato siano stati sottratti fondi di spesa ai servizi istituzionali delle Controllate a favore della Federico II.
    Questo,d’altra parte, sarebbe stato un grave reato,non solo di natura contabile,ma anche con risvolti penalmente rilevabili.Per questo con questa affermazione lei non solo denigra ma anche diffama e calunnia.
    Lei può esprimere.legittimamente,la sua opinione,può anche offendermi ripetutamente come ha fatto,ma non ha nessun diritto di diffamare e calunniare,se vuole essere degno di un circuito democratico dove si dovrebbe discutere ed esporre con la forza delle idee le proprie posizioni.
    Per chiudere sulla vicenda della Compagnia aerea foggiana,si è mai chiesto se le amministrazioni di sinistra alla provincia hanno mai chiesto ai cittadini se potevano spendere circa un milione di euro all’anno da dare alle passate ed attuali compagnie aeree come contributo a fondo perduto per far volare i foggiani.Non lo hanno fatto e non poteva essere diversamente ,vista la necessità che a lei continuamente sfugge,di dare risposte immediate ed urgenti alla comunità.E’ apprezzabile il suo “trasporto” per le decisioni a furor di popolo e per un amministrazione stabilmente plebiscitaria.Peccato che poi la sua passione per la sinistra la faccia cadere in rovinosa contraddizione e le faccia dimendicare,che su una questione molto più importante della Federico II:il cosiddetto piano delle alienazioni ,il sindaco Mongelli non abbia avviato nessuna consultazione popolare,salvo che lo abbia poi concordato con lei nel corso dell’incontro concessogli,di cui ha omesso però di informarci!
    Eppure,signor Ficarelli,si parla di decine di milioni di euro;eppure signor Ficarelli si parla di una operazione bocciata dalla Corte dei Conti;eppure signor Ficarelli si parla di svendita di patrimonio comunale,con sottostime che gridano vendetta e che saranno certamente sottoposte al vaglio delle autorità competenti.
    E’ commovente,poi,la sua difesa all’operato di Mongelli,anche se poco tempo addietro lo aveva dipinto a fosche tinte.Ma si rassegni,perchè
    purtroppo per la città,la Onorevole Corte dei Conti prima,e l’ufficio dei Revisori dei Conti dopo,hanno decretato in maniera tombale il dissesto finanziario del Comune di Foggia.Fatto questo che sommato con la relazione dell’ispettore Vallante del Ministero dell’Economia che datando dal 2006,come detto,i gravi disequilibri di bilancio,individua nell’operato dei sette anni di centrosinistra a Foggia le responsabilità del tracollo finanziario.La sua ignoranza dei fatti,sicuramente,la inducono suo malgrado,ad avere tanta faccia tosta e tanta superficialità da chiedermi di collaborare con il sindaco Mongelli il quale da quando e stato eletto pensa solo a rilasciare concessioni edilizie al suo gruppo di appartenenza(il settore edile) e di svendere per pochi spiccioli il patrimonio comunale.,dimendicando la “Foggia sociale” per beneficiare la “Foggia imprenditoriale”.
    Ripetutamente e pubblicamente ,caro Ficarelli,abbiamo offerto la nostra collaborazione,come forza di opposizione,sui problemi della gente che “ha bisogno”,ma siamo stati sempre ignorati.Si riveda,al proposito, sul web i passati consigli comunali,invece di inventarsi fantasiose soluzioni fuori luogo , prive di operatività.Si informi prima di specchiarsi nelle sue narcisistiche e rimasticate argomentazioni.Studi e ripassi la storia di questa città,piuttosto che esercitarsi in improbabili interpretazioni amministrative.Dallo studio emergerà ,certamente,che il suo Sindaco Mongelli che è un imprenditore edile,oltre che a trovarsi in pieno conflitto di interessi,è quella stessa persona che da Presidente dell’Ente Fiera ha cementificato prima la storica struttura mercantile e da Sindaco sta cementificando Foggia.Ma di quali storielle va lei raccontando del suo centrosinistra:che da tempo ha stretto un rapporto stretto con i poteri forti e la imprenditoria improduttiva e parassitaria.In diciotto mesi di governo ,lei che vuole sembrare così informato,mi dica un solo provvedimento per la povera gente che ha fatto il sindaco Mongelli.Non si sforzi,perchè non ne troverà alcuno.Troverà solo sfratti ad indigenti e licenziamenti selvaggi a chi ha una famiglia da sfamare.
    A lei,poi ,che ,a quanto pare è un grande esperto di parti anatomiche che si rompono o di quelle altre che si gonfiano,per usare le sue esatte e prosaiche espressioni,voglio rassicurare sul mio essere cittadino attento a coinvolgere altre importanti istituzioni,dal momento che,laddove ho intravisto malaffare , illeicità e illegalità ho sempre esposto o denunciato il tutto e in vario modo alla Procura della Repubblica.
    Egregio signor Ficarelli,comprendo il suo stato confusionale,dovuto,credo più all’incontro ottenuto con il sindaco che alla incolpevole ,.scarsa e approsimativa conoscenza dei fatti.Ed allora la invito,se è capace di cimentarsi in un anelito di umiltà a confrontarsi personalmente con il sottoscritto che forse,con grave colpa,come lei afferma,avrà offeso 10 anni fa Prodi,sarà superbo e che non avrà nulla in comune con lei,ma che ha l’umiltà di chiedergli,per stabilire criteri di confronto obiettivi,dove può inviargli la documentazione ufficiale a conforto di quanto affermato.
    So di dispiacerla,per finire,ma a meno che lei non voglia uscire di casa per i prossimi giorni,dovrà sopportare un mio ulteriore manifesto che denuncia ancora una volta la cattiva amministrazione del sindaco Mongelli e della sua sinistra.Bruno Longo

  4. Pino Ficarelli permalink
    7 novembre 2010 09:05

    Com’era lecito sospettare, il dialogo che sarebbe dovuto essere civile, si sta trasformando in rissa e minaccia. Comunque, per terminare la querelle in corso, voglio ricapitolare i termini della discussione tanto per aiutare a capire il nocciolo della questione a chi ha la pazienza di leggere questa disputa. La situazione è semplice, molto meno sono le risposte che ci si attende dagli addetti.
    Si tratta di capire a causa di chi e quando ha avuto origine il dissesto del nostro comune. Il consigliere Longo sostiene che la responsabilità sia tutta del centrosinistra; io, invece, sono dell’avviso che i conti in rosso abbiano avuto inizio con le giunte del centrodestra. La voragine di debiti che soffoca l’Ente locale non può determinarsi da un giorno all’altro. Da ciò si deducono almeno due cose:
    • L’attuale sindaco non ha alcuna responsabilità dei conti catastrofici in cui verso il Comune, giacché ha cominciato a esercitare la sua funzione dallo scorso mese giugno. Sta cercando solo di fare il possibile e qualcosa di sensato, nel tentativo di aggiustare la baracca sfasciata da altri. Si può non essere d’accordo ma questa è un’altra storia.
    • Il colpevole o i colpevoli sono altri, ma chi?
    Il consigliere Longo indica il precedente sindaco Ciliberti, come l’unico responsabile del disastro finanziario in atto. Credo che la chiamata in causa del Ciliberti debba indurre quest’ultimo a fornire una sua versione dei fatti in modo da fare luce e fugare legittimi sospetti. In attesa di leggere qualcosa a proposito, è utile fornire qualche elemento di riflessione non già per aiutare la diatriba in corso, ma per stabilire un punto importante: l’origine del dissesto.
    La sera del 2 febbraio 1998, alla presenza del notaio dott. Michele Augelli, in una sala del palazzo di città si è costituita la compagnia aerea Federico II Airways S.p.A. I soci fondatori sono:
    Il Comune di Foggia, rappresentato dal sindaco Avv. Agostinacchio e dal direttore e legale rappresentante dell’epoca;
    L’ATAF di Foggia, presente il direttore e legale rappresentante dell’azienda dell’epoca;
    L’AMICA, rappresentata dal direttore dell’epoca;
    L’AMGAS, rappresentata dal direttore e legale rappresentante dell’epoca.
    Nell’Atto costitutivo è stabilito il capitale sociale della compagnia che si concorda essere di lire sette miliardi, attraverso l’emissione di n. settemila azioni ordinarie dal valore nominale di un milione cadauna. Le quote sono sottoscritte nella seguente misura:
    • Comune di Foggia, n. 3 mila azioni per un importo complessivo di tre miliardi;
    • ATAF di Foggia, n. 2 mila azioni per un importo dal valore di due miliardi;
    • AMICA di Foggia, mille azioni per un importo dal valore di un miliardo;
    • AMGAS di Foggia, mille azioni per un importo dal valore di un miliardo.
    Nella medesima seduta, i soci stabiliscono che in una fase successiva si sarebbe dovuto provvedere all’aumento del capitale per un importo di lire tre miliardi di lire, attraverso l’emissione di un numero di azioni pari alla somma da capitalizzare, riservato all’azionariato diffuso; vale a dire azioni da collocare sul mercato. La spesa sostenuta per costituire la società aerea è stata di 85 milioni di lire.
    Da una scorsa al bilancio del 2000, ossia appena due anni dopo la costituzione della società, si rileva una perdita di esercizio poco meno di 17 miliardi di lire. Quello del 1999 di 9 miliardi e mezzo; quello del 1998, anno della fondazione, una perdita di quasi un miliardo. Per ripianare questo buco, il consiglio di amministrazione e i soci della compagnia, nel 2000 concordano l’azzeramento del capitale sociale (ossia, i miliardi prendono il volo per sparire nella nebbia) per coprire parzialmente le perdite venutesi a determinare al 31/12/2000. Allo stesso tempo è decisa l’emissione di ventimila nuove azioni dal valore nominale di lire 500 mila cadauna più un sovrapprezzo dell’importo di lire 270 mila cadauna (chi l’ha pagato questo sovrapprezzo?) con l’obiettivo di azzerare le perdite di esercizio e recuperare qualche spicciolo utile a “dare impulso” alla società.
    Riporto a seguire uno stralcio dell’intervento dell’On M. TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti nel corso della Seduta n. 239 del 12/12/2002 del Parlamento “Per quanto riguarda il comune di Foggia, rispetto alla possibilità di scioglimento dell’ente locale per squilibri finanziari di particolare gravità, il comune di Foggia (va considerato che è intervenuto il fallimento della società per azioni Federico II Airways, cui il comune di Foggia partecipava come azionista) non ritiene di trovarsi in una situazione giuridica tale da poter dar luogo a questa ipotesi. Esso, infatti, ha sostenuto che la propria partecipazione societaria è limitata al 20 per cento dell’intero capitale sociale1  e che questa circostanza esclude che ad essa possa applicarsi il disposto dell’articolo 2362 del codice civile, che dispone quale fondamento della responsabilità illimitata «la concentrazione della totalità delle azioni in capo ad un unico socio”.
    1  se il capitale sociale cui si riferisce il relatore è rappresentato dai 10 miliardi iniziali (sette, ancora peggio), fissati per costituire la società, il 20% di quel capitale fa 2 miliardi cui corrispondono 2000 azioni. Come mai il Comune di Foggia ha versato 3 miliardi che corrispondono a 3000 azioni. L’importo versato non eccede la soglia del 20%?
    Tale autorevole testimonianza legittima un dato e pone una domanda ossia:
    • nel 2002 era in corso una pesante situazione debitoria del comune tale da far discutere in Parlamento la possibilità di scioglimento del Consiglio Comunale, a seguito interpellanza formulate da alcuni parlamentari della provincia di Foggia. A governare Foggia era la Giunta Agostinacchio; l’Italia nel 2002 e anni successivi era governata dal centrodestra; gli interpellanti appartenevano al centrosinistra.
    • Perché si è voluto trascinare nella vicenda le aziende municipalizzate?
    Aldilà degli steccati e dal gioco delle parti, se la massima assise del potere legislativo nazionale, ritiene di discutere della situazione finanziaria del Comune di Foggia e del suo possibile dissesto, è fuori dubbio che la condizione economica dell’Ente fosse già compromessa. D’altra parte i versamenti su riportati e quelli successivi, fatti dall’Ente a favore della società aerea, sono lì a dimostrare che non può essere diversamente.
    Giova, inoltre, precisare che le Aziende speciali tirate per la giacca a far parte della cordata societaria per aggirare l’art. 2362 del codice civile, qualora si trovino a registrare disavanzi nei loro bilanci, “vengono ad essere di fatto ricapitalizzate da parte del bilancio comunale, come sistematicamente accade ogni qual volta si approva il bilancio di previsione, nonché i conti consuntivi. Tale procedura divenuta prassi, richiama l’esistenza di poste nel bilancio del comune di Foggia utili a ripianare le perdite delle stesse aziende speciali.” 2  
    2  stralcio dell’intervento reso dall’on. Lello di Gioia in risposta alla spiegazione fornita dal vice ministro, on. Tassone.
    Può sollevare ulteriore perplessità la partecipazione dell’ATAF, azienda che si occupa del trasporto urbano dei cittadini. Tale azienda è finanziata da fondi regionali che a sua volta riceve dal governo nazionale. Se tale passaggio fosse vero, l’Azienda in questione non poteva in alcun modo prendere parte alla cordata della nascente società aerea con fondi propri. Eppure l’ATAF ha sborsato due miliardi di lire come quota parte iniziale. Come mai? Ancora: se risultasse verosimile quanto sostenuto dall’on. Di Gioia che a ripianare i debiti delle municipalizzate provvede il Comune, allora si è fatto il gioco delle scatole cinesi, come sostenuto dal medesimo. Ipotesi attendibile, nata per eludere la concentrazione di azioni, diversamente da quanto sostenuto dai responsabili del palazzo di Città a riguardo delle condizioni poste dal richiamato articolo 2362 del codice civile. Giusto?
    Nel maggio 2002, nonostante la situazione palesemente fallimentare, il comune di Foggia versa alla Federico II un altro importo pari a 476.896 euro, utile a rivitalizzare il nuovo capitale sociale deliberato da un consiglio di amministratore che avrebbe già dovuto rimettere il proprio mandato per palese difficoltà della compagnia aerea e per incapacità gestionale. Infatti, tutta la ridicola e velleitaria vicenda termina il 18 novembre del 2002 con la dichiarazione di fallimento della società. Qualche decina di lavoratori (di destra, sinistra o centro poco importa) in mezzo alla strada, insolvenza e situazione debitoria preoccupante; denaro pubblico che si è letteralmente volatilizzato e, trattandosi di una società aerea, non poteva che finire così. Chi paga e dovrebbe rispondere di questa follia?
    La cronaca Consiliare dell’epoca racconta che a favorire la nascita della società Federico II Airways sono stati i voti favorevoli della maggioranza di centrodestra più Rifondazione comunista. Contrari i verdi e qualche altro; astenuti tutti gli altri. Questa situazione di voto non scagiona dalle responsabilità la Giunta Agostinacchio, per aver buttato al vento un cospicuo numero di miliardi di lire. Poco importa se il consigliere di Rifondazione abbia votato a favore per convinzione o per ottenere qualche strapuntino su cui sedersi o far sedere qualcuno del suo entourage. Così com’è ininfluente il silente consenso degli astenuti. La vicenda del fallimento è postuma rispetto al voto espresso dall’aula del Consiglio. Inoltre, è scorretto far passare l’idea “di tutte le erbe un fascio”, nell’infantile tentativo di proporre la storia del “tutti colpevoli, nessun colpevole”.
    Vi è da aggiungere che le operazioni di finanza derivata con la banca inglese Barclays, avviata dal subentrante Ciliberti, non ha certamente favorito la situazione esangue del patrimonio comunale anzi, sicuramente l’ha peggiorata. E’ stata un’iniziativa improvvida da parte del sindaco e profondamente stupida da parte di chi, spacciandosi esperto in materia, ha suggerito questa strada. Credo, tuttavia, che il sindaco Ciliberti abbia preso questa iniziativa nell’assurdo tentativo di fare cassa (con i debiti). In altre parole, trovando il forziere svuotato e una massa di debiti pregressi, ha inteso contrarne altri per continuare una politica di espansione e di spesa senza controllo, nell’illusione di assicurare benessere alla città e credito per se. Sappiamo come sono andate le cose e sappiamo anche che con il peso dei debiti sul groppone non si va da nessuna parte. Si resta in attesa che l’interessato ci faccia sapere la sua versione dei fatti.
    Il consigliere Longo afferma nella sua prima epistola che l’iniziativa intrapresa serviva “a tenere lontani gli speculatori del mattone che da circa un trentennio bramano per lottizzare i suoli aeroportuali e quelli dell’ex ippodromo”. Nel 2001 la situazione societaria annovera nella lista degli azionisti n. 14 imprese edili che fruttano alla società, ormai avviata al tracollo, circa 334 milioni di lire. Inoltre, il Comune di Foggia e le tre Aziende municipalizzate acquistano un numero di azioni tali da richiedere un altro esborso di un miliardo e 389 milioni di lire. Nel medesimo anno l’assessore Bruno diviene azionista con l’acquisto di nove azioni per un importo di 4,5 milioni di lire. Gli fanno eco il sindaco Agostinacchio, nonché presidente onorario della compagnia, con l’acquisto di 18 azioni dall’importo di 9 milioni e l’assessore al bilancio del comune di Foggia, certo dott. Oronzo Orlando che si limita ad acquistare 3 azioni per un importo di 1,5 milioni di lire. Quest’ultimo oltre a essere la mente economica dell’Amministrazione comunale, giacché assessore al bilancio, è anche presidente della volatile compagnia aerea. Trovo commovente questo slancio di generosità per una società al tracollo.
    Non è possibile neppure sorvolare sull’aspetto etico dell’intera vicenda. Membri e amministratori autorevoli del Palazzo di città che risultano collocati ai vertici della nascente compagni aerea. Il sindaco che diviene Presidente onorario della società; l’assessore al bilancio che diventa presidente sempre della medesima società; il presidente dell’AMICA che risulta essere membro effettivo del consiglio di amministrazione della compagnia. In più, amministratori della cosa pubblica che acquistano azioni di una società nata utilizzando esclusivamente i soldi pubblici. È tutto molto singolare e atipico. La politica alta, quella intesa e tesa a servire i cittadini, non avrebbe dovuto escludere tale situazione diciamo fuori dal “comune”? Forse è questa la ragione che spinge il consigliere Longo a scrivere di essere “la persona meno indicata per poter parlare del passato governo cittadino di centrodestra dove ho ricoperto la carica di assessore e sarei quindi non credibile”?
    Sono fermamente convinto che andava avviata l’iniziativa per “far volare e foggiani”; ciò su cui non sono d’accordo è il metodo seguito. Alla fine i biglietti d’imbarco sono stati pagati due, tre, cento, mille, un milione volte di più del dovuto: hanno pagato il prezzo giusto i cittadini che hanno avuto la fortuna di volare (almeno loro hanno avuto qualcosa in cambio); ma chi non ha mai messo piede sul dornier 328 della Federico II Airways ha finito col pagare più di tutti gli altri. L’iniziativa della giunta Agostinacchio sprizza un modo di fare tipico di chi è al potere e non tollera i limiti entro cui tale potere va esercitato. Una storica e filosofa tedesca, sosteneva che il potere non ha bisogno di giustificazioni in quanto è inerente a ogni comunità politica. Ciò di cui ha bisogno è la legittimità. Veramente la giunta di centrodestra si è sentita legittimata nell’intraprendere tale fallimento? Chi, come e in forza di cosa si è sentita legittimata?
    Consigliere Longo, segno la distanza circa il concetto che entrambi facciamo politica in egual misura, seppur da opposte posizioni. Io non faccio politica attiva, intesa per tale un’occupazione da schierato in senso stretto. Non sono “abbacinato” e neppure in “malafede”, tanto per usare due dei numerosi termini offensivi rivoltomi. Faccio politica alta, quella riservata ai cittadini e che mi consente poter criticare e anche elogiare chi, come lei, ha avuto e riceve visibilità e ritorni economici da quest’attività. Io non prendo soldi da nessuno e non li ho mai presi. Circostanza non trascurabile, utile a connotarmi come “cittadino sovrano” più che “comune” cui lei deve delle spiegazioni civili in ragione del mandato svolto e delle responsabilità connesse a tale attività. Chiarimenti da fornire con garbo, educazione, privi di sproloqui e valutazioni di ordine morale e civile, ancorché destituiti di ogni fondamento. Lei è stato pagato con i soldi dalla collettività e, quindi, anche miei per ricoprire cariche pubbliche. Ha tratto beneficio, lustro e benessere dalla posizione di amministratore della Cosa Pubblica e non credo possa accampare diritti particolari per lanciare strali o salire sullo scranno per assegnare voti a chicchessia o insegnare qualcosa a qualcuno. Può solo ringraziare chi le ha concesso ottenere tutto questo. Non ho alcun interesse e non provo alcun piacere a sostenere una controversia con lei. Non è questo il mio scopo e neppure il suo. Io cerco di far luce, lei a nascondere. Io sono spinto a vedere tutta la vicenda nella sua interezza, determinare un quadro d’assieme che sia rivelatore e dia la possibilità di leggere e capire per intero la dannata vicenda che opprime il palazzo di città; lei si “diverte” a fare apprezzamenti fuori luogo sulla mia persona. Lasci perdere qualche passaggio sulla vicenda che può sfuggirmi perché è lei a dover fornire risposte precise e dettagliate in ragione del ruolo pubblico che ha svolto nel periodo in questione. Se sa qualcosa di più e meglio, tuttavia eviti di utilizzare questo patrimonio per lanciare strali e insulti; dica con garbo come stanno le cose e basta.
    Considero conclusa la chiacchierata epistolare con lei. Affermo quanto detto all’inizio: con lei non è assolutamente possibile intrattenere un dialogo civile, educato, costruttivo, non fazioso e neppure insolente. Colgo una naturale predisposizione a comportarsi come quel soldato giapponese che, a conflitto finito da venti anni, stava ancora in assetto di guerra nella giungla. La guerra è terminata da molto tempo egregio consigliere; il colore che predomina non è più il nero pece. Lei è afflitto da un malvezzo, quello di essere troppo preso dal “ruolo” politico da ritenersi sempre dalla parte della ragione e del giusto. Si convinca che così non è. La situazione che si è venuta a determinare invita utilizzare alcuni termini da poker: passo; non gioco; non c’è gioco!

    Risponda se vuole agli interrogativi posti e quelli a seguire; spieghi ai cittadini le cose come stanno realmente:

    • Con quali soldi si è costituita la compagnia aerea Federico II?
    • Poteva il Comune costituire una S.p.A aerea con i soldi pubblici?
    • Chi ha fatto parte del Consiglio di amministrazione, a che titolo, appartenenza politica e con quale retribuzione?
    • Da chi era composto il collegio dei revisori, a che titolo, appartenenza politica e con quale compenso?
    • Qual è stato il compenso riservato al presidente della compagnia, alias assessore e azionista?
    • Qual è stato il compenso riservato all’amministratore della società? nome e appartenenza politica
    • Per opera di chi e per quale ragione la società è fallita?
    • Quali perdite si sono registrate tra i soggetti che hanno costituito la società?
    • Di chi pensa sia la responsabilità delle perdite subite?
    • Chi ritiene abbia perso “incenso e capitale”?

    Se vorrà rispondere lo faccia con rispetto e educazione che si deve ai cittadini che, nonostante la grave situazione finanziaria, la pagano il gettone per garantire la sua preziosa presenza in Consiglio comunale.

    Distinti saluti.

  5. Carolina permalink
    10 novembre 2010 11:23

    La lettera aperta di Pino è un invito alla partecipazione,all’espressione di libertà che si fa strada nelle tortuose logiche della falsa informazione, nelle oscure illogicità della politica e nella irreale rappresentazione delle verità proposte dai tanti.Essa è strumento(la lettera)di democrazia, di confronto diretto e partecipativo,di opportunità di conoscenze.La verità viene vestita e rivestita sotto mentite spoglie, sta poi, ad ognuno di noi,la ricerca e la sua consacrazione.

  6. Michele permalink
    19 novembre 2010 00:24

    Fa piacere la ricerca della verità di Pino. La sua lettera parte da dati di fatto oggettivi e pone precise domande a chi, dall’ “alto” della sua carica politica si arroga il diritto di non rispondere con informazioni puntuali.
    Sarebbero gradite risposte. Nel frattempo mi godo la sensazione di una città e dei cittadini che si riappropriano del proprio spazio vitale.

  7. 22 novembre 2010 11:13

    Molto interessanti le domande di Giuseppe Ficarelli, ora non ci resta che aspettare le risposte di Bruno Longo. Sperando che risponda citando dati e numeri invece che considerazioni politiche. Oppure potrebbe risponderci qualcun altro, ci andrebbe bene lo stesso.

    Un’altra cosa: al primo punto di ogni programma elettorale c’è la trasparenza, eppure non mi pare che nessuno abbia mai fatto un passo in tal senso. I bilanci degli Enti Locali, delle municipalizzate e comunque di tutte le aziende controllate da essi dovrebbero essere pubblici e consultabili via internet, così come dovrebbero esserlo tutte le delibere, e i compensi degli amministratori. E’ una cosa che si potrebbe fare anche subito, a costo zero, e che ci aiuterebbe a capire meglio chi ha fatto cosa e con quali soldi, altrimenti continueremo ad assistere a dibattiti senza avere strumenti per giudicare.

  8. filippo permalink
    2 dicembre 2010 12:30

    ovviamente se c’è da fare la parte dei fanfaroni e tacciare di ignoranza, dall’alto di un italiano a dir poco pessimo, i cittadini che chiedono spiegazioni (il che la dice lunga sull’idea che si ha dell’attività politica ed amministrativa) i politici si danno un bel daffare per essere presenti, anche sul web. poi quando arrivano domande precise, si tace. che pena.

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