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Posta elettronica certificata, Capitanata in forte ritardo

14 settembre 2010

Brillano le scuole, latitano i Comuni e gli ordini professionali. Il positivo impegno della Scuola di Pubblica Amministrazione “Marcone”. Bisogna far presto. Il digital divide è anche una questione di cultura.

Nonostante tutto l’impegno che ci sta mettendo il ministro per la pubblica amministrazione e l ‘innovazione, Renato Brunetta, stenta ancora a decollare nella pubblica amministrazione della provincia di Foggia l’uso della posta elettronica certificata, sulla quale il ministero ha puntato come strumento per semplificare e rendere più rapidi i rapporti tra i cittadini e la pubblica amministrazione.

Utilizzando la casella di posta elettronica che il governo mette gratuitamente a disposizione di tutti i cittadini (per ottenerla è necessario recarsi presso un ufficio postale con il codice fiscale e un documento d’identità, si può comunque prenotarla on line accedendo al seguente sito web http://www.postacertificata.gov.it) è possibile utilizzare questo mezzo per intrattenere rapporti con la pubblica amministrazione, anziché la posta tradizionale, con un bel risparmio di tempo e di danaro.

Tecnicamente, la Pec sostituisce la raccomandata con avviso di ricevimento. Le funzioni di certificazione dell’avvenuto invio e dell’avveduta ricezione vengono garantite non già dagli utenti che si scambiano i messaggi ma dai rispettivi server, e per giunta in tempo reale, o quasi. La posta elettronica certificata assicura insomma valore legale alla corrispondenza: con la nuova Pec si può partecipare a concorsi oppure ottenere certificati, prenotare visite mediche, eccetera. Ammesso, però, che le pubbliche amministrazioni che debbano ricede la corrispondenza da parte dei cittadini sia, a loro volta, dotate di una casella Pec, e che l’abbiano adeguatamente pubblicizzata.

Per la pubblica amministrazione locale della provincia di Foggia si tratta di una grande opportunità, considerata la notevole estensione geografica del territorio e le grandi distanze che intercorrono tra il capoluogo, dove risiedono la maggior parte delle sedi amministrative,  ed il resto della provincia.

Ma si tratta purtroppo, come si diceva all’inizio, di un’opportunità non ancora del tutto sfruttata. Le pubbliche amministrazioni della Capitanata che posseggono un indirizzo di posta elettronica certificata e che lo hanno regolarmente segnalato e diffuso nell’indice allestito del Ministero (anche questo consultabile presso l’indirizzo web http://www.postacertificata.gov.it) sono appena 62. Per quanto riguarda la graduatoria delle Pec istituire dalle pubbliche amministrazioni pugliesi,  la nostra provincia è al terzo posto. La  classifica è capeggiata dalla provincia di Bari, con 94 indirizzi, seguono quelle di Lecce, con 87 indirizzi, e poi Foggia.  Le altre sono molto staccate. Taranto  totalizza soltanto 28 caselle Pec, 26 la provincia di Brindisi ed infine soltanto 19 quella di Barletta, Andria e Trani.

Va precisato che il Ministero ha monitorato con una certa energia le pubbliche amministrazioni inadempienti (il termine ultimo per attivare la Pec e per pubblicizzarla scadeva ormai diversi mesi fa), ma il pressing del Ministro Brunetta ha dato frutti soltanto parziali: le pubbliche amministrazioni inadempienti sono assai di più di quelle che hanno invece messo a posto le cose.

Tra queste figurano, per fortuna, i maggiori enti locali della Capitanata, ovvero la Provincia ed il Comune di Foggia, l’Istituto Autonomo per le Case Popolari, l’ Ente Parco Nazionale del Gargano e la Camera di Commercio,

La parte del leone viene fatta in provincia di Foggia dal mondo scolastico, che totalizza più della metà delle caselle Pec potenzialmente destinatarie di comunicazioni con i cittadini. Sono in tutto 37, infatti, la caselle intestate ad istituti scolastici di ogni ordine e grado che risultano intestati di almeno una casella di posta elettronica certificata. Eccone l’elenco: 2 Circolo Didattico di Manfredonia, 2 Circolo Radice di Lucera, V Circolo ‘San Giovanni Bosco’ di San Severo, Secondo Circolo Via Scarabino di Orta Nova, 3 Circolo Didattico F. De Sanctis di Manfredonia, Circolo Didattico S. Pio X di Foggia, Convitto Nazionale Statale ‘R.Bonghi’ di Lucera, Direzione Didattica Rodari di Vieste, Direzione Didattica Statale I Circolo S.G.Bosco di Torremaggiore, Direzione Didattica Statale 1 Circolo N. Zingarelli di Orta Nova, Direzione Didattica Statale 4 Circolo di Manfredonia, Direzione Didattica Statale Filippo Fiorentino di Vico del Gargano, Istituto Comprensivo ‘Bozzini Fasani’ di Lucera, Istituto Comprensivo Statale di Lesina, Istituto Comprensivo Statale di Accadia, Istituto Comprensivo Statale ‘Libetta’ di Peschici, Istituto Comprensivo Manzoni di Lucera, Istituto Comprensivo di Mattinata, IIS A. Minuziano di San Severo, Istituto Istruzione Secondaria Superiore P.Giannone di San Marco in Lamis, Istituto di Istruzione Secondaria Superiore D. Fioritto San Nicandro Garganico, Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore Gian Tommaso Giordani di Monte Sant’Angelo, I.I.S.S. N.Zingarelli di Cerignola, Istituto Magistrale Maria Immacolata di San Giovanni Rotondo, Istituto Magistrale Statale A.G. Roncalli di Manfredonia, ISISS Mauro Del Giudice di Rodi Garganico, Istituto Tecnico Commerciale ‘Pietro Giannone’ di Foggia, Istituto Tecnico Commerciale Statale A. Fraccacreta di San Severo, ITG Eugenio Masi di Foggia, Istituto Tecnico Industriale ‘Saverio Altamura’ di Foggia, Liceo Classico ‘R. Bonghi’ di Lucera, Primo Circolo Didattico ‘Nicola Parisi’ di Foggia, Scuola Media Statale F. Petrarca di San Severo, Scuola Primaria Statale 2 circolo ‘San Francesco d\\’Assisi’ di San Severo, Scuola Primaria Statale ‘San Giovanni Bosco’ di San Marco in Lamis, Scuola Secondaria di I Grado Fioritto di Apricena, Scuola Secondaria I Grado ‘G. Palmieri’ di San Severo.

Un dato piuttosto attendibile per misurare la “tensione” della pubblica amministrazione provinciale verso questa importante innovazione è quello che riguarda i comuni: su 61 comuni, sono soltanto 19 quelli che fino ad oggi hanno ottemperato alle prescrizioni che – va ricordato – sono legge, e andrebbero dunque rispettato proprio a partire dalle pubbliche amministrazioni. Si tratti dei comuni di Biccari, Bovino, Casalnuovo Monterotaro, Castelluccio Dei Sauri, Castelnuovo della Daunia, Cerignola, Foggia, Lesina, Lucera, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Orta Nova, Peschici, San Giovanni Rotondo, Serracapriola, Torremaggiore, Vico del Gargano e Volturino. All’appello manca, come si vede, perfino un grande comune della cosiddetta “pentapoli” e precisamente San Severo.

Altrettanto bassa la tensione degli Ordini professionali (assieme alla pubblica amministrazione anche i professionisti devono dotarsi di una pec): fino ad oggi sono in regola soltanto due ordini: Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Foggia e quello degli Ingegneri.

Chi si sta dando particolarmente da fare per diffondere la cultura della posta elettronica certificata tra le pubbliche amministrazioni locali e non, è la Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione “Marcone” che ha recentemente promosso un riuscito convegno di studi per iniziativa dell’ on.Paolo Agostinacchio, presidente dell’istituzione provinciale, del direttore Micky De Finis e del presidente del Comitato scientifico della Scuola, prof. Marco Scillitani.

Il convegno ha fatto registrare una notevole e qualificata affluenza, ma è evidente che l’innovazione cammina con un passo diverso da quello della pubblica amministrazione. Sul sito della Scuola di P.A., all’indirizzo web http://www.scuolafrancescomarcone.it/, sono anche disponibili le relazioni dei docenti Ernesto Belisario e Michele Iaselli intervenuti nel seminario di studio: un’utile lettura per quanti vogliano saperne di più, ma una lettura consigliata soprattutto ad amministratori locali e pubblici che non hanno ancora colto la porta dell’innovazione promossa dal Ministero. Il digital divide non è soltanto una questione di banda, ma anche di cultura.

Geppe Inserra

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