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Puglia matrigna / Aeroporto, un’altra beffa

20 settembre 2010

L’assessore Minervini dice che non ci sono soldi per adeguare la pista, ma Aeroporti di Puglia investe 40 milioni per realizzare… un parco fotovoltaico. Durissima presa di posizione del commissario Apt, Nicola Vascello

Commentando la notizia del taglio ai finanziamenti regionali ad Aurea, la Borsa del Turismo religioso e delle Aree protette (che mettono seriamente a dubbio il regolare svolgimento della rassegna fieristica, che potrebbe perciò essere trasferita ad altre città che si sono candidate ad ospitarla) sostenevamo ieri la forte ed urgente necessità di un chiarimento con la Regione Puglia circa il riconoscimento della funzione nevralgica che la Capitanata riveste nello scacchiere turistico regionale, riconoscimento che prelude al contestuale adeguamento della pista del Gino Lisa, che com’è adesso è inadatta ad ospitare i voli charter turistici.

Non pretendiamo la luna nel pozzo, anzi. Rivendichiamo semplicemente l’elementare diritto di ciascuna zona della Puglia a vedere riconosciute dall’Ente Regione le proprie vocazioni e le proprie specificità. Sono i numeri a dire, inequivocabilmente, anche se questo fa venire più di un mal di pancia a via Capruzzi, che l’area di maggior rilievo e di maggiore attrattività turistica della Puglia è la provincia di Foggia, con il Gargano, il suo parco nazionale, il turismo religioso che fa tappa a San Giovanni Rotondo e a Monte Sant’Angelo, con le sue colline che stanno scrivendo, con la loro qualità ambientale e la loro capacità propulsiva, una bella ma ancora ignorata pagina del libro dello sviluppo dell’intero territorio regionale.

LA REGIONE DEVE FARE CHIAREZZA

Sottolineavamo la necessità di una mobilitazione ampia, diffusa, senza se e senza me, al di sopra delle appartenenze politiche, da parte della classe dirigente locale. La Regione Puglia non può più eludere le risposte. Alla semplice domanda che abbia posto deve rispondere con un semplice sì o con un semplice no. Tertium non datur, direbbero i latini.

Il fatto è che la risposte non arrivano, oppure si risponde picche, e nel frattempo la Regione continua a procedere in ben altra direzione. Le notizia che giungono dal fronte aeroportuale hanno dell’inverosimile. Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da ridere.

Da che mondo è mondo, un aeroporto produce profitti se riesce ad essere collettore di una verta quantità di voli aerei. Sembra un gioco di parole, una banalità, ma va rimarcato. Il problema del Lisa, tanto più alla vigilia della paventata scelta dell’Enac che intenderebbe disimpegnarsi dai piccoli scali, scaricandone i costi sulle autonomie locali, è proprio quello di incrementare il numero dei voli e dei passeggeri, e proprio consolidando la sua naturale vocazione turistica, a supporto del Gargano.

Invece Aeroporti di Puglia medita di realizzare nel cosiddetto sedime aeroportuale (ovvero le aree comprese nel perimetro aeroportuale che però non sono destinate alle infrastrutture) un parco fotovoltaico. Va detto che, dati anche i chiari di luna che abbiamo prima messa in evidenza e le poco rosee prospettive che per il Lisa si aprono dopo la stretta vagheggiata dall’Enac, che dall’aeroporto si possano ricavare utili atti a contenere le spese non è un male in assoluto. Quel che va assolutamente stigmatizzato è che, com’è accaduto altre volte, le decisioni che riguarda lo scalo aeroportuale del capoluogo dauno vengano prese da Adp alla chetichella, senza un confronto con le forze del territorio.

VASCELLO: DECISIONE SCONCERTANTE

Il primo a scendere in campo dopo le indiscrezioni di stampa sulla possibile realizzazione di un parco fotovoltaico all’interno dell’aerea aeroportuale del Gino Lisa di Foggia è stato il commissario dell’Apt di Foggia, Nicola Vascello, intervistato proprio qualche giorno fa sul rapporto tra il Lisa e il turismo garganico. L’ex assessore provinciale al turismo aveva detto chiaro e tondo che l’adeguamento della pista è ormai improcrastinabile per consolidare i buoni risultati ottenuti dal Gargano dal punto di vista turistico. E il sospetto che sorge è che dalle parti di via Capruzzi ci sia anche la preclusione verso il pieno riconoscimento della qualità turistica del territorio dauna a tarpare le ali al definitivo decollo del Lisa.

Un brutto circolo vizioso che va spezzato. Per il momento ci prova Vascello, che ha commentato la notizia del possibile parco fotovoltaico con una durissima dichiarazione, che chiarisce molto efficacemente la situazione, e il rischio che deriverebbe al futuro dell’aeroporto qualora l’iniziativa dovesse andare effettivamente in porto.

Vascello si dice “sconcertato” dalla notizia, e quindi aggiunge: “Mentre, non più di qualche giorno fa, l’assessore regionale ai Trasporti Minervini in un  convegno a Vico dichiarava che non ci sono i fondi per l’allungamento della pista, se non attraverso l’attribuzione dei fondi FAS alla Regione Puglia, oggi apprendo, invece, della disponibilità  di 40 milioni di euro da investire per la realizzazione di un parco fotovoltaico. Ritengo che la mission di una società come Aeroporti Puglia debba essere quella di investire risorse finalizzate al miglioramento delle infrastrutture aeroportuali con l’obiettivo di supportare lo sviluppo dei territori \e non quella di realizzare parchi fotovoltaici.” L’aspetto più inquietante della vicenda è infatti proprio quello stigmatizzato da Vascello: mentre da un lato si afferma che non ci sono per procedere all’adeguamento dell’aeroporto. dall’altro si investono risorse per la realizzazione di una infrastruttura che, seppure economicamente conveniente, nulla ha a che vedere con la funzionalità dello scalo, che dovrebbe rappresentare invece l’obiettivo primario della società aeroportuale regionale, che del resto non ha mai fatto mistero di ritenere il Lisa un aeroporto di serie B.

Ma Vascello preannuncia battaglia, anche dal punto di vista politico: ” Nei prossimi giorni interesserò il gruppo consiliare dell’UDC al Comune di Foggia, affinché approfondiscano la questione con il Sindaco in modo tale da fare chiarezza sulla vicenda e capire con precisione quale sia l’esatta ubicazione di questo parco, perché non vorrei che fosse l’ennesimo escamotage messo in campo da Aeroporti Puglia per chiudere definitivamente la vicenda Gino Lisa. Voglio ricordare che era attiva sin tempi della seconda guerra mondiale una pista (la cosiddetta pista degli inglesi interamente ricadente nel sedime aeroportuale) ortogonale a quella esistente, che se si volesse riprendere in considerazione potrebbe essere realizzata senza procedere ad espropri, superando i 2000 metri di lunghezza. Non vorrei che la realizzazione di un parco fotovoltaico pregiudicasse definitivamente il possibile sviluppo del Gino Lisa, in una direzione che non preveda ostacoli di nessun genere”.

È vero che il progetto della realizzazione di una seconda pista, trasversale a quella attuale, sembra ormai non più attuale, a causa del suo costo esorbitante, ma anche di una questione di venti e di interferenza con il cono di atterraggio e decollo dell’aeroporto militare di Amendola, che finirebbe con il limitare seriamente l’agibilità della eventuale nuova pista. Ma proprio per questo, sembra giunto il momento di fare chiarezza, una volta per tutte.

Luciano Ventura

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2 commenti leave one →
  1. Alfonso Di Giovanni permalink
    21 settembre 2010 08:47

    Sinceramente mi sono seccato di sentire notizie del genere: ma quello che più mi manda in bestia è che le soluzioni – valide- al problema ci sono ma nessuno ha il coraggio di parlarne!

  2. Gino Longo permalink
    21 settembre 2010 19:29

    Bravo Vascello,spero che non resti solo in questa battaglia.

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