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Il Festival del Cinema nel deserto culturale

21 settembre 2010

La manifestazione della Provincia sta per festeggiare l’edizione del decennale ma a Foggia il cinema è in crisi. Parla il dirigente responsabile, Geppe Inserra: “Non ci preoccupano tanto i contenitori, quanto l’impoverimento culturale del territorio”. Per fronteggiarlo, l’idea di una Festa del cinema al quartiere fieristico

Il Festival del cinema indipendente di Foggia sta per festeggiare il suo decennale. La ricorrenza coincide tuttavia con un momento di acuta crisi di quel “movimento cinema” che proprio il festival era riuscito a far germogliare. Il Falso Movimento, che soprattutto nelle prime edizioni aveva svolto un ruolo importante nel  radicamento della iniziativa, ha chiuso i battenti. Non se  la passano granché bene neanche le altre sale cittadine, che fanno capo al Circuito Cinema Cicolella, anche questo protagonista di questi primi dieci anni del Festival. Don Paolo Cicolella, decano degli esercenti cinematografici foggiani, ha in animo di ristrutturare la sala di viale XXIV maggio. L’Altrocinema – che è la sala che da sempre concentra le proiezioni dei film in concorso – viene gestito dal figlio Francesco Paolo, ma anche per questo locale ci sono progetti  di ristrutturazione.

IL DEVASTANTE EFFETTO DELLA MULTISALA

È perfino superfluo sottolineare che la tradizionale organizzazione cinematografica cittadina è rimasta sconvolta dall’apertura della Città del Cinema, multisala a 13 schermi che ha sicuramente contribuito ad incrementare il consumo di cinema in città, ma ha reso più difficile la visione di film di qualità. Un paio di anni fa, Cicolella era stato costretto già a non rinnovare il contratto di fitto che lo legava al Dopolavoro Ferroviario, proprietario dl Cineteatro Ariston (che ospitava anche un’apprezzata stagione teatrale). L’effetto multisala era stato esorcizzato soltanto dal Falso Movimento, che era riuscito a conservare i suoi aficionados: ma lo sfratto intimato ai danni di Mauro Palma (fondatore e direttore artistico di molte edizioni del festival) dalla Parrocchia Cattedrale ha di fatto chiuso uno dei più importanti presidi di quel “movimento cinema” che adesso, alla vigilia del Festival del decennale, si trova, se non proprio orfano, sicuramente privo di punti di riferimento.

La mancanza di sale ed il complessivo impoverimento del panorama cinematografico cittadino rappresentano un bel problema per il Festival. Come si intende affrontarlo? È la domanda che abbiamo posto a Geppe Inserra, dirigente della Provincia, responsabile della manifestazione. Inserra è stato in prima linea anche nel movimento che ha cercato, purtroppo senza grandi risultati, di scongiurare la chiusura del cinema di Mauro Palma. Allora, Geppe, come affronterà la macchina organizzativa del Festival il problema della penuria di sale?

“Le nostre preoccupazioni più che di carattere logistico ed organizzativo sono di natura culturale. Quel che  è accaduto a Foggia negli ultimi anni ha oggettivamente impoverito la domanda di cultura, di cinema di qualità. Il Festival bene o male ha tenuto, anche se nella scorsa edizione si è registrato un calo nell’affluenza media di pubblico alle proiezioni dei film in concorso, per fortuna largamente compensata da un maggior partecipazione alle iniziative collaterali. Affronteremo il problema concentrando i film in concorso in fasce orarie e in luoghi tali da evitare sovrapposizioni e distrazioni da parte del nostro pubblico. La grossa novità di quest’anno è loop sconfinamento del Festival in un luogo parecchio significativo se non addirittura simbolico del capoluogo dauno, il quartiere fieristico che ospiterà per due giorni la Festa del Cinema con cui verrà inaugurar l’edizione del decennale.”

MA IL FESTIVAL NON LASCIA IL CENTRO STORICO

Dunque anche il Festival lascia il centro storico?

“No, assolutamente no. La scelta di svolgere la Festa del Cinema in Fiera è stata dettata da ovvie ed evidenti ragioni di natura logistica: solo il quartiere fieristico possiede le infrastrutture e i contenitori necessari ad ospitare lo svolgimento simultaneo di diverse manifestazioni e diversi momenti di animazione in cui sarà articolata la Festa, che si prefigge lo scopo di rendere il più possibile popolare il festival di radicarlo nel cuore della città e non soltanto nel pubblico di addetti ai lavori.

Per il resto il Festival si svolgerà nel centro storico, così com’è sempre successo: le proiezioni dei film in concorso e in pellicola si terranno all’Altrocinema, le iniziative collaterali e la serata finale si svolgeranno invece al Teatro del Fuoco. Stiamo inoltre studiando la possibilità di ripristinare il Dopofestival, presso la struttura comunale di Piazza del Mercato: era un appuntamento particolarmente oneroso per la macchina organizzativa del Festival, ma che consentiva al pubblico di incontrare gli autori ed i protagonisti del Festival. Il programma riservato alle scuole avrà invece come sede il Dock della Biblioteca Provinciale, così com’è accaduto negli altri anni.”

Hai parlato del Teatro del Fuoco: non pensi che proprio il contenitore provinciale potrebbe supplire alla carenza di locali cinematografici che si è determinata nel centro cittadino?

IL SOGNO DI UNA MAGGIORE VISIBILITÀ

“Il Teatro del Fuoco è nato come teatro, particolarmente orientato allo svolgimento di concerti musicali e lirici. Dunque ha un’acustica espressamente vocata per questo tipo di manifestazioni, ed è proprio l’acustica che meno si addice al cinema. Occorrerebbero investimenti cospicui, che probabilmente influirebbero anche sulla capienza complessiva, visto che si dovrebbe realizzare una cabina di proiezione a norma. Un’idea potrebbe essere quella di utilizzare anche a fini cinematografici, orientandolo verso una dimensione polivalente, lo spazio esterno, l’arena, il cui completamento dovrebbe essere stato finanziato con il bilancio di quest’anno.”

Un’ultima domanda: quali sono le tue aspettative per l’edizione del decennale?

“Vorrei che finalmente il nostro festival riuscisse a compiere il salto di visibilità che tutti ci aspettiamo da tempo. Devo dire che sia la Provincia che la Regione credono con forza nel Festival, ogni anno di più. Quel che manca è però l’attenzione mediatica. Nel particolare settore della produzione indipendente siamo uno dei festival di maggior pregio, di maggior qualità. E a dircelo sono gli autori, che sono i migliori giudici del peso di una manifestazione. Nel corso di questi anni, le giurie hanno premiato autori ed opere allora pressoché sconosciuti, ma che si sono successivamente imposti anche al di fuori dei circuiti d’essai. Però tutto questo non ha trovato la meritata risonanza sugli organi di informazione sia regionali che nazionali. È il mio cruccio maggiore. Dovremmo invece cercare di fare tutti quanti quadrato, attorno a questo obiettivo: il Festival rappresenta ormai la più importante manifestazione culturale che si svolga a Foggia: se riusciamo a consolidarlo facciamo crescere tutta la cultura foggiana.”

Luciano Ventura

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