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Salatto (Pd) accusa: Regione in ritardo su Capitanata 2020

28 settembre 2010

Bloccati i fondi comunitari per la programmazione di area vasta, che darebbero una grande boccata d’ossigeno all’economia. Ed è polemica all’interno del Pd

Tra la classe dirigente regionale, che non perde occasione per tirare brutti scherzi alla Capitanata, e quella provinciale, qualcosa finalmente si muove. A prendere il coraggio a due mani e a fare la voce grossa è Michele Salatto, già assessore comunale all’urbanistica (successe a Ciro Mundi, dopo il suo “dimissionamento” dall’esecutivo di Ciliberti) ed oggi dirigente comunale del Pd, ovvero di un partito che a livello regionale è il maggior azionista della maggioranza che sostiene Nichi Vendola.

Quando sedeva nella giunta comunale, Salatto si occupava tra l’altro della programmazione di area vasta , che vedeva il Comune capoluogo capofila del raggruppamento delle amministrazioni del Tavoliere e del Gargano facenti capo a “Capitanata 2020”. Adesso Salatto prende il coraggio a due mani e lancia strali piuttosto pesanti all’ente di via Capruzzi, accusandolo neanche tanto velatamente i rallentare gli investimenti del piano strategico (che insiste sul settennio 2007-2013, dunque siamo in abbondante ritardo).

L’ex assessore sollecita la Regione a “rimettere benzina politica sui Piani strategici e, in particolare, sul Piano “Capitanata 2020″ che tante ricadute ha sul lavoro e lo sviluppo economico”, sottolineando “che il calendario 2010 è agli sgoccioli e ancora la Regione non ha preso decisioni stabili sulla più importante innovazione che il centrosinistra aveva prodotto nel governo delle risorse comunitarie”.

Salatto, che comunque non risparmia accuse neanche al governo nazionale ricordando “il sequestro dei FAS da parte del Governo nazionale a trazione leghista”, ha ragione a lamentarsi. Il bilancio dei comuni è ormai ridotto all’osso, la stretta alla finanza locale ha prodotto una drastica riduzione degli investimenti in opere pubbliche, e l’attivazione dei fondi comunitari darebbe una bella boccata d’ossigeno ad un’economia sempre più asfittica. È d’altra parte il caso di ricordare che la filosofia della programmazione di aree vasta concentra un po’ tutti gli interventi comunitari nel settennio anzidetto. Vero è che le incertezze sull’erogazione dei fondi FAS (acronimo che sta per “fondi per le aree sottosviluppate” e che la Lega di Bossi sta cercando di trasferire al Nord) privano l’intervento comunitario di una parte consistente del cofinanziamento nazionale: ma ritardare le decisioni non giova a nessuno, soprattutto in un momento economico e finanziario in cui, per affrontare la crisi economica sempre più acuta, sarebbero necessari investimenti.  Dopo aver puntato l’indice contro il Governo, Salatto passa però all’autocritica, affermando che “ma anche noi non ci siamo fatti mancare contraddizioni e gestioni frammentate, considerate più funzionali a mantenere accentrate in Regione il potere di scelta”.

Il nodo di fondo è proprio questo: nell’attivare le procedure per la programmazione di area vasta, la Regione aveva detto di voler coinvolgere quanto più possibile gli enti locali nelle scelte, e gli enti locali si sono dati in effetti da fare per trovare obiettivi programmatori unitari. Ma a via Capruzzi sembrano prevalere vecchie logiche accentratrici.

“Non è giusto – continua l’esponente del PD – perché, all’interno di “Capitanata 2020”, sono maturate scelte che, dalla mobilità alle aree industriali, dai beni culturali alla sicurezza del territorio, sono state selezionate con un lungo e faticoso confronto tra istituzioni e soggetti economici e sociali. Gli ostacoli tecnici e di progettazioni non definite sono in larghissima misura dipendenti dalle poche o nulle risorse trasferite a questo scopo dalla Regione e una clamorosa testimonianza è l’evento di partecipazione popolare svoltosi ieri (l’altro giorno, per chi legge oggi, n.d.r.), a Foggia, sulla mobilità: organizzato dalla Regione senza coordinarsi con il più importante progetto di mobilità che porta benefici a tutta la provincia, pur essendo stato promosso dal Comune capoluogo, capofila del Piano strategico “Capitanata 2020″.”

Quella di Salatto non sembra essere la solita dichiarazione di rito: l’ex assessore Salatto annuncia di voler  promuovere nel PD foggiano su questi temi una discussione approfondita: “Dobbiamo chiedere alla Regione di mantenere gli impegni, confermando la validità dei piani strategici di area vasta, sciogliendo le riserve per la costituzione degli organismi di governance e, soprattutto, evitando di avviare “trattative” con i singoli Comuni che, di fatto, inficerebbero l’intera programmazione fin qui realizzata e assumerebbero il sapore di una vecchia e fallimentare maniera di fare politica”.

L’accusa dell’ex assessore comunale è pesante. In pratica Salatto paventa che dietro il ritardo ci sia, sotto sotto, la volontà del governo regionale di andare a tavoli sperati con ciascun comune, vanificando di fatto gli sforzi di coesione e di condivisione.

“Dobbiamo anche – aggiunge l’esponente del PD – trasferire a tutte le forze del territorio, imprenditoriali, sindacali e politiche l’importanza di una più forte e penetrante responsabilità, proponendo l’istituzione di un organismo di controllo su procedure di gara e d’appalto che afferiscono ai progetti di area vasta, al fine di garantire trasparenza e uniformità di comportamento, nonché efficienza della spesa con soldi UE vero spartiacque del nuovo Mezzogiorno che sconfigge l’antimeridionalismo leghista.”

Salatto conclude con un invito che potrebbe essere sulle prime letto come il solito fervorino di rito, ma che invece va letto tra le righe. L’appello è rivolto alla federazione provinciale del PD e ai rappresentanti eletti nelle istituzioni regionali: è l’invito a vigilare “affinché non sia negata la crescita ponderata, sociale ed economica, del territorio.” È significativo che Salatto consideri dirigenti provinciali, assessori e consiglieri regionali del Pd quasi come una controparte: sembra riemergere l’antica e mai sopita “dialettica” tra il Pd di Foggia e la federazione provinciale, dialettica che potrebbe diventare aspra proprio sul delicato tema di Capitanata 2020. Con la città capoluogo in queste condizioni, ritardare l’erogazione di preziosi investimenti pubblici è veramente colpa grave.

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