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Cantieri come funghi in città. La città cresce, ma come al solito in modo disordinato. Ed ecco perché…

29 settembre 2010

Il neoassessore comunale all’urbanistica promette partecipazione e confronto, ma… cosa resta del Pug?

Qualcosa, timidamente, si muove sul fronte dell’urbanistica cittadina, dopo la pausa determinata dalle dimissioni del primo assessore al ramo, Nicola Lo Muzio e il successi interim mantenuto dal sindaco Gianni Mongelli. Dopo essersi ambientato nel suo nuovo incarico, il neo assessore Luigi Fiore, negli ultimi giorni, è stato protagonista di una serie di incontri: tutti di carattere formale o propedeutico all’apertura di altri tavoli, ma sufficienti per comprendere quelli che potrebbe essere gli indirizzi del nuovo titolare del più difficile assessorato comunale.

Fiore ha incontrato in rapida successione i rappresentanti degli ordini professionali, quelli dell’Iacp, si è dato da fare nell’ambito della Settimana della Mobilità. Per quanto riguarda gli incontri con i professionisti e con i rappresentanti dell’Istituto Autonomo Case popolari, ovviamente non  si è potuti andare molto oltre una generica condivisione di obiettivi e di metodo. La Settimana della Mobilità è stata, invece, caratterizzata dal rilancio della discussione sul treno-tram che, come si sa, rappresenta uno dei progetti più innovativi che dovrebbe trovare finanziamento nell’ambito del piano strategico Capitanata 2020. L’impressione suscitata da queste sortite dell’assessore è quella di voler aprire un serio confronto sui futuri assetti urbanistici della città, non rivolto soltanto agli addetti ai lavori, ma quanto più possibile partecipato.

Una intenzione certamente lodevole e forse anche urgente visto dalle scelte urbanistiche (e dalla tempestività con cui vengono adottate) dipende una parte consistente anche dell’economia cittadina. I dati diffusi qualche giorno fa circa l’andamento del settore edilizio sono tutt’altro che incoraggianti, anche se probabilmente il calo è determinata più dal rallentamento degli investimenti pubblici che non da una crisi dell’edilizia privata. Sono numerosi i cantieri aperti e che stanno aprendo in città, anche in aree che avrebbero essere sottoposte a programmi di riqualificazione, come il rione settecentesco. Anche questo fenomeno rilancia la necessità di riprendere la discussione sull’urbanistica.

URBANISTICA: A FOGGIA DA SEMPRE È UN TERRENO MINATO

L’impressione che si ricava da questi cantieri edili che spuntano come funghi in città è, infatti, ancora una volta quella di una città che cresce in modo se non disordinato per lo meno privo di un orizzonte programmatico di largo respiro.

Il problema non è nuovo, ma è il caso di ricostruirlo, a beneficio dei lettori che come tutti i “semplici cittadini” non sono particolarmente addentro alle cose dell’urbanistica foggiana.

Lo sviluppo urbanistica di una città medio-grande come Foggia è affidato essenzialmente agli strumenti di pianificazione urbanistica generale: il piano regolatore generale che da qualche anno ha cambiato nome e si chiama piano urbanistico generale.

Il problema è che ormai da tempo il piano regolatore generale vigente è esaurito, e che quando un piano regolatore generale si esaurisce, la crescita edilizia della città viene determinata da piano di emergenza o di altra natura, che comunque non rientrano nella logica, nel respiro e nella prospettiva ampia di una pianificazione generale.

L’esaurimento del piano regolatore generale firmato da Benevolo non è cosa nuova, anche perché il piano dell’urbanista bresciano limitata l’espansione dell’abitato  cittadino a poche aree: quelle necessarie per dare suoli al nuovo piano di zona della 167, ricavate nella frange del vecchio piano di zona (soprattutto a rione Biccari e a Ordona Sud) ed alcune aree più o meno ricadenti nella zona della ferrovia, dismesse dall’ente proprietario.

Ormai più cinque anni fa, l’amministrazione comunale è venuta alla determinazione di promuovere un nuovo Pug, licenziando il documento programmatico preliminare veramente a tempo di record, poco più di un anno dopo l’affidamento dell’incarico ad un altro urbanista di chiara fama come il prof. Karrer. Il consiglio comunale ha approvato il documento programmatico preliminare il 9 marzo del 2006, ormai quasi cinque anni fa.

APPROVATO E SUBITO INCEPPATO IL DPP DEL NUOVO PUG

Verrebbe fatto di pensare che di fronte ad un documento di così largo respiro programmatico poco o nulla sia successo da allora in materia urbanistica ed edilizia, ma così non è stato. I cantieri edili hanno continuato ad essere aperti un po’ dappertutto, importanti decisioni sono state adottate attraverso l’adozione di strumenti e piani non aventi carattere generale, ma tendente per lo più a riqualificare porzioni dell’abitato.

Ed è qui che il discorso si fa alquanto complicato. Dal punto di vista formale e sostanziale la scelta di limitare l’attività edilizia alla sola riqualificazione delle aree che già insistono nel perimetro cittadino è del tutto coerente con le ipotesi delibate prima da Benevolo e quindi da Karrer, anche se va ricordato che il documento programmatico preliminare da questi redatto e licenziato dal consiglio comunale prevedeva anche una certa espansione edilizia attorno alle borgate, per questo da recuperare e riqualificare.

Ma come mai dall’approvazione di quel documento, che comunque sancisce le linee guida in materia urbanistica  della massima espressione del governo cittadino, ovvero il consiglio comunale, è passato tanto tempo, senza che il piano urbanistico generale sia stato adottato?

Il sindaco Mongelli ha promesso che entro l’anno dovrebbe essere avviato in consiglio comunale il dibattito sul nuovo Pug vero e proprio. Ma la domanda che addetti ai lavori e non si pongono è se quel documento programmatico sia ancora attuale: forse no, visto che in una delle ultime visite dell’arch. Karrer a Palazzo di Città si è parlato della necessità di una sua riattualizzazione, il che lascia supporre che difficilmente verrà rispettata la scadenza (fine anno) indicata dal sindaco Mongelli.

Il problema è che, nel frattempo, tante cose sono accadute sul versante dell’urbanistica, e senza che la città abbia avuto il modo di metabolizzarle, di riflettervi, di discutere.

Il rischio che il dpp che tante speranze aveva alimentato possa essere già vecchio esige, e concreto, e sarebbe dunque il caso che la ventata di trasparenza e di dibattito promessa dal neo assessore Fiore venisse quanto prima effettivamente concretizzata.

Ma vediamo di capire, al di là della tangibile constatazione che il fervore con cui sono state rilasciate tante concessioni edilizia contraddice la sensazione di uno strumento urbanistico, cosa è realmente accaduto in questi anni dopo la fatidica approvazione di quel benedetto documento programmatico preliminare.

PERCHÉ È NAUFRAGATO IL SOGNO DI CIRO MUNDI

Anzitutto è successo un mezzo terremoto dal punto di vista politico. Il “padre” del nuovo Pug, quel Ciro Mundi che era stato uno dei protagonisti della vittoria di Orazio Ciliberti alle elezioni comunali del 2004, venne di fato dimissionato, senza che siano mai state chiarite le ragioni di quel traumatico avvicendamento. Qualcuno ha sostenuto che a Mundi si rimproverava il fatto che aver affidato soltanto al Pug le aspettative della città in materia di urbanistica e di emergenza abitativa aveva ritardato la soluzione dei problemi reali e contingenti. Il Pug è uno strumento di programmazione e di pianificazione per sua natura complesso che non si presta alla soluzione delle emergenze. Ma è un dato di fatto che, dopo l’uscita di scena di Mundi, in città si è costruito, e tanto, ma senza che l’urgenza abitativa sia stata affrontata.

In realtà, il percorso del Pug è stato difficile sin dalla nascita, non per specifiche responsabilità di Mundi, di Karrer o dell’assessore che subentrò al primario neurologo, l’arch.Michele Salatto, ma perché la scelta di procedere verso il nuovo Pug era stata forse sottovalutata o più precisamente perché non era stato adeguatamente valutata la portata del disordine urbanistico regnante in città.

Tanto per dirne una, si suppone che quando un’amministrazione decide di procedere alla redazione di un nuovo strumento di pianificazione urbanistica perché quello esistente è esaurito , quest’ultimo sia effettivamente “chiuso”, e invece non era per niente così. Il vecchio piano regolatore generale di Benevolo non era stato neanche ancora approvato dal governo regionale, in quanto era necessario che venisse adeguato, sotto il profilo urbanistico e cartografico, alle prescrizioni regionali sullo strumento urbanistico vigente.

Insomma, il consiglio comunale aveva approvato il documento programmatico preliminare del nuovo Pug senza che fosse neanche concluso l’iter del vecchio piano regolatore generale. L’iter del nuovo Pug è stato così bloccato sul nascere, mentre però il consiglio comunale approvava una serie di provvedimenti, di piani, di strumenti programmatori destinati ad incidere pesantemente sui futuri assetti urbanistici della città.

UNA RAFFICA DI PIANI E PROGETTI

L’elenco è veramente impressionante. Si apre con le le norme tecniche di adeguamento al PRG, necessarie per ottenere dalla regione l’approvazione definitiva dello strumento elaborato da Benevolo, e passa quindi per una serie di atti “pesanti” come i due PIRP (l’acronimo sta per piano di insediamento per il recupero delle periferie, e a Foggia ha riguardano le aree di Borgo Croci e dei Rioni Martucci e Diaz), il Piano comunale dei Tratturi (che nel capoluogo dauno ha un particolare significato in quanto si tratta della città italiana più provvista di tratturi demaniali), il Piano di recupero urbano della Zona Salice, il programma di Housing sociale, il programma sulle Zone F, il monitoraggio e la messa in sicurezza degli edifici, la Carta della Rigenerazione urbana, il Dosap con la variante organica sulle aree produttive e dulcis in fundo i PRUSST che hanno rappresentato magna parsa della manovra urbanistica di quest’anno.

Per far comprendere, speriamo in modo esaustivo, ai nostri lettori di cosa stiamo parlando, è particolarmente significativo il caso delle aree F: si tratta di suoli per 1 milione e 300 mila metri quadrati, che erano in precedenza vincolati alla realizzazione di verde attrezzato, parchi urbani, parcheggi, centri sociali, asili, attrezzature scolastiche di livello superiore o attrezzature sanitarie e ospedaliere, ma che, per mancanza di risorse pubbliche per gli espropri non sono mai state utilizzate: il programma approvato dal consiglio comunale destina queste aree (coerentemente, c’è da dirlo, con le norme regionali in materia) a interventi finalizzati edilizia residenziale sociale.

Nulla da eccepire, ma un interrogativo è più che legittimo: dopo la raffica di piani che in questi anni è stata approvata dal consiglio comunale, cosa resta dell’idea di pug di Karrer? Cercheremo di scoprirlo prossimamente.

Luciano Ventura

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One Comment leave one →
  1. enzo permalink
    29 settembre 2010 20:22

    CRESCE LA DISOCCUPAZIONE,CRESCE LA SPECULAZIONE EDILIZIA .
    ECCO LA FOGGIA CAPITALE

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