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Cosa cambia nella città con la realizzazione dei PRUSST

1 ottobre 2010

I finanziamenti pubblici sono sfumati. I programmi sono andati avanti per l’intervento dei privati. Ecco a cosa servono, e che impatto avranno sul tessuto cittadino

Il consiglio comunale ha approvato il Documento Programmatico e Preliminare al PUG, il 9 marzo del 2006. A distanza di quattro anni e mezzo dall’approvazione del documento che avrebbe dovuto guidare lo sviluppo urbanistico del capoluogo dauno nei prossimi anni, il nuovo PUG è ancora in itinere. La città è piena di cantieri edili, per effetto delle concessioni edilizie rilasciate  in attuazione di numerose delibere urbanistiche, che abbiamo puntualmente elencato nella prima parte del nostro servizio, con il quale ci prefiggiamo di ricostruire le recenti vicende dell’urbanistica foggiana, per dare modo ai nostri lettori di farsi una opinione su uno dei settori da sempre più nevralgici della vita pubblica e della politica cittadina.

Sintetizzando la prima puntata, la ragione che ha portato ad un così considerevole ritardo nel dare pronta attuazione al disegno urbanistico tratteggiato nel Documento Programmatico e Preliminare va cercata essenzialmente nel fatto che ancora l’amministrazione non aveva dato piena attuazione alle prescrizioni della Regione Puglia sullo strumento urbanistico vigente, il PRG firmato da Benevolo. Le prescrizioni e le condizioni erano state formulate dalla Giunta regionale nel lontano 2001 ma il cui iter si è concluso soltanto nel mese di febbraio dello scorso anno dopo che nel 2008 il consiglio comunale aveva approvato la delibera che finalmente data risposta alle prescrizioni ed alle condizioni formulate dal governo regionale.

SOLO A MARZO 2009 IL VIA ALL’ATTUAZIONE DEL DPP

Un mese dopo,  il 3 marzo 2009, è stata approvata dall’esecutivo municipale la delibera che costituiva il Laboratorio per la progettazione del PUG, i cui tecnici stanno a tutt’oggi lavorando.

Nel frattempo, però, come abbiamo già scritto nella prima puntata tante cose sono accadute sotto il cielo dell’urbanistica cittadina: sono stati approvati piani e programmi destinati ad incidere pesantemente sul futuro urbanistico foggiano, tanto da richiedere la “riattualizzazione” dello stesso Documento Programmatico e Preliminare al PUG.

L’impressione che dà la politica urbanistica cittadina è quella di una gigantesca tela di Penelope in cui ciò che viene fattivamente tessuto un giorno, viene puntualmente disfatto in quello successivo, per giunta senza che la città possa mai rendersi conto di come vanno effettivamente le cose.

L’elenco di quelle che sono state definite “azioni anticipatorie, che rispondessero alle necessità abitative, insediative e di riequilibrio” (ma un PUG non dovrebbe servire precisamente a questo, ovvero a rispondere alle necessità abitative, insediative e di riequilibrio?) è veramente impressionante. Si tratta di atti “pesanti” come i due PIRP (l’acronimo sta per piano di insediamento per il recupero delle periferie, e a Foggia ha riguardano le aree di Borgo Croci e dei Rioni Martucci e Diaz), il Piano comunale dei Tratturi (che nel capoluogo dauno ha un particolare peso in quanto si tratta della città italiana più provvista di tratturi demaniali), il Piano di recupero urbano della Zona Salice, il programma di Housing sociale, il programma sulle Zone F, il monitoraggio e la messa in sicurezza degli edifici, la Carta della Rigenerazione urbana, il Dosap con la variante organica sulle aree produttive e dulcis in fundo i PRUSST che hanno rappresentato magna parsa della manovra urbanistica di quest’anno. Ci sono poi da considerare atti, come il piano di sviluppo strategico di Capitanata 2020, che pur non avendo una natura specificatamente urbanistica  avranno un impatto notevolissimo sull’assetto urbanistica cittadino: basti pensare al progetto del treno-tram, su cui si soffermeremo in modo particolare domani.

SOLO DAL PROGRAMMA DELLE ZONE F, SUIOLI EDIFICATORI PER 11 MILIONE E 300MILA METRI QUADRATI

Quel che vogliamo capire e far capire, è – come abbiamo titolato nella prima parte del nostro servizio – “cosa resta del PUG” dopo la raffica di “azioni anticipatorie” che si è abbattuta sulla città. Cercheremo di farlo approfondendo l’analisi sull’impatto urbanistico provocato da ciascuna delibera comunale.

Un caso particolarmente significativo è quello che riguarda il programma delle aree F. Vengono così definiti i suoli con una consistenza di superficie pari 1 milione e 300 mila metri quadrati, che erano in precedenza vincolati alla realizzazione di verde attrezzato, parchi urbani, parcheggi, centri sociali, asili, attrezzature scolastiche di livello superiore o attrezzature sanitarie e ospedaliere, ma che, per mancanza di risorse pubbliche per gli espropri non sono mai state utilizzate: il programma approvato dal consiglio comunale destina queste aree (coerentemente, c’è da dirlo, con le norme statali e regionali in materia) a interventi finalizzati edilizia residenziale sociale.

La nostra analisi parte con i piani, anzi i programma, più stagionati ed anche più discussi, i PRUSST.

Come sempre, quando parliamo di urbanistica, è il caso di “svelare” l’acronimo, che, in questo caso, sta per “Programmi di Riqualificazione Urbana e di Sviluppo Sostenibile del Territorio”.  Promossi dal Ministero dei Lavori pubblici nel 1998, avevano l’obiettivo di realizzare interventi orientati all’ampliamento e alla riqualificazione delle infrastrutture, del tessuto economico-produttivo-occupazionale, al recupero e alla riqualificazione dell’ambiente, dei tessuti urbani e sociali degli ambiti territoriali interessati e prevedevano la partecipazione dei privati sia per opere di iniziativa privata, sia per opere pubbliche o di interesse pubblico.

I finanziamenti provenivano dal Ministero dei lavori pubblici, ma anche dai fondi strutturali 2000-2006, dalla Banca Europea per gli Investimenti e da cofinanziamenti pubblico/privato.

La prima fase delle procedure relative ai PRUSST di Foggia sfociarono in un accordo di programma del 2003. Dopo una serie di ritardi burocratici dovuti soprattutto al braccio di ferro ingaggiato tra il Comune e la Provincia su chi dovesse essere il capofila, l’Amministrazione comunale di Foggia è giunta alla determinazione di concludere le procedure, anche sulla scorta di pronunciamenti del Tribunale Amministrativo Regionale. C’è da tener conto che, nel frattempo, le risorse economiche nazionali erano diventate indisponibili. Si tratta di circa 4 milioni di euro, destinati alla Provincia, per far fronte alla realizzazione di infrastrutture pubbliche nel capoluogo dauno e negli altri comuni interessati all’attuazione dei programmi (Cerignola , Ortanova e San Severo).

PRUSST: UN ITER LUNGO DODICI ANNI

Il Comune ha dunque posto mano ad una rivisitazione dei programmi formulati nella prima fase (risalenti al 1998) rimodulandoli complessivamente. I PRUSST 2009, rispetto ai PRUSST del 1998, hanno così assunto una nuova fisionomia: “Soluzioni per l’emergenza abitativa, rimozione di situazioni di degrado fisico e disagio socio economico, realizzazione di infrastrutture di carattere territoriale, risposta alla domanda di servizi e attrezzature per l’Università – come si legge nel verbale che ha concluso le procedure e che giudica i risultati – certamente superiori rispetto al programma a suo tempo presentato.”

C’era chi aveva sostenuto che, essendo venuto meno il finanziamento pubblico, era forse il casso di non farne più nulla (visto anche che nel frattempo era stato dato comunque il via alle procedure per un nuovo strumenti di pianificazione urbanistica generale). Il documento cui ci riferiamo dà una risposta anche a questo aspetto della questione: “nonostante il venir meno del finanziamento pubblico – vi si legge-, nella sua rimodulazione attuale il PRUSST presenta un rapporto fra interventi privati e opere pubbliche superiore a quello prefigurato dall’originario programma attivato a suo tempo con l’accordo quadro.”

Il momento più significativo del lungo iter si è avuto il 17 giugno 2009 quando la Giunta regionale ha autorizzato il presidente della Regione a sottoscrivere con il Comune di Foggia cinque accordi di programma per la realizzazione del programma di riqualificazione urbana nel quartiere Croci Nord, nell’area di Ordona Sud, del “Centro Le Perle”, del “Parco della cultura e dello Sport” e di una struttura turistico-ricettiva con annesso centro polifunzionale per lo sport ed il tempo libero.

Dal punto di vista della ricaduta economica, l’impatto dei primi cinque PRUSST di cui sono già stati sottoscritti gli accordi di programma è stimato in 8 milioni e 237mila euro di soli costi di costruzione.

A questi deve aggiungersi la somma degli investimenti, totalmente a carico dei privati, che concorrono alla attuazione del programma triennale delle opere pubbliche.

LE OPERE PUBBLICHE PREVISTE NEI PRUSST

I programmi oltre ad iniziative di edilizia privata, prevedono anche una serie di interventi pubblici significativi: la ricostruzione su Via Bari del cavalcavia ferroviario della tratta Foggia–Cerignola–Bari (con un valore di € 5 milioni di euro); la cessione al Comune di Foggia di due palazzine con 76 alloggi, da convenzionarsi con il Comune e da destinare a categorie sociali particolarmente disagiate (giovani coppie ed anziani); la cessione al Comune di un edificio scolastico, due scuole materne e due asili nido; la cessione al Comune di aree e spazi verdi attrezzati per lo sport ed il tempo libero; la compartecipazione economica e imprenditoriale alla sistemazione del campo degli Ulivi; la realizzazione di una struttura polifunzionale a disposizione del Comune di Foggia (con un valore di € 3 milioni e 800mila euro);

un mercato rionale; la realizzazione di strade previste nel Piano Generale del Traffico Urbano; la realizzazione di verde attrezzato di quartiere, di parco urbano con estensione di circa 73.000 metri quadrati, comprensivo di pista ciclabile; la realizzazione del prolungamento di viale Europa, dall’incrocio con viale Virgilio e per una lunghezza di circa 950 metri, compreso l’illuminazione pubblica, e tutti i sottoservizi (rete idrica, rete acque bianche, rete acque nere, rete gas); ed infine la cessione delle aree per verde pubblico attrezzato, parco urbano e di interesse comune. Si tratta come si vede di opere sicuramente importanti, soprattutto in un momento in cui le infrastrutture cittadine languono e data la grave crisi finanziaria che incombe sulla civica amministrazione, il bilancio comunale non offre considerevoli possibilità di investimento. Ma l’impatto sul tessuto urbanistico cittadino è notevole. E siamo soltanto all’inizio della nostra analisi.

Luciano Ventura

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