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Il WWF sulla strada della morte: rilievi fondati, ma non tempestivi

3 ottobre 2010

Comprendiamo e condividiamo quasi integralmente le obiezioni sollevate dal Wwf di Foggia sul progetto di ammodernamento della S.P. 141 delle Saline che sta per essere cancerizzato. I rilievi dell’associazione ambientalista riguardano il tratto della ex statale che va dal ponte sul Candelaro all’Oasi Lago Salso, affiliata recentemente al sistema delle oasi del WWF, tratto che proprio per questa ragione sta facendo registrare un costante incremento di turisti e scolaresche in visita, ai quali occorre offrire la massima sicurezza nell’accesso dalla strada.

Il nocciolo della questione sollevata dal Wwf è che così com’è stato concepito, il progetto di messa in sicurezza della strada (che prevede lo sradicamento di tutti gli alberi di eucalipto, l’allargamento del piano viabile, la realizzazione di due banchine bitumate e altre due banchine sterrate, anziché diminuire i pericoli li farà aumentare, anche in considerazione dell’elevato numero di turisti e di visitatori che impegna la zona della paludi Frattarolo, in cui sorge l’oasi.

Nell’esposto inviata alla Provincia e al Parco del Gargano, il Wwf contesta quanto affermato dai progettisti circa l’insussistenza di vincoli nel tratto anzidetto: secondo l’associazione vincoli vi sarebbero, eccome, in quanto nel tratto adiacente all’Oasi Lago Salso, la strada segna il confine del Parco Nazionale del Gargano, e pertanto ricadendo nel perimetro dell’area protetta, è sottoposto ai vincoli che disciplinano la realizzazione di opere pubbliche in queste zone.

Nulla da eccepire, come si è detto, se non per i tempi dell’esposto presentato dall’associazione ambientalista. Della messa in sicurezza della ex statale della Saline si parla da tempo immemorabile, tanto è vero che la strada è nota anche come “strada della morte” per i numerosissimi e tragici incidenti che vi si verificano. Condividiamo anche la tesi sostenuta dall’associazione circa il fatto che messa in sicurezza non significa necessariamente allargamento della sede stradale, che provoca inevitabilmente un aumento della velocità, che è tra le maggiori cause degli incidenti stradali.

Il progetto è però rimasto fermo per anni proprio a causa delle particolare zone che la strada attraverso (la Saline prima, quindi la foce del Candelaro e l’ex Lago Salso) ricche di corsi d’acqua, problema che ha richiesto il superamento di seri problemi di natura idrografica e il parere dell’autorità di bacino. Del progetto si discuteva da tempo (i giornali, compreso il Quotidiano di Foggia se ne sono occupati moltissime volte, sui Facebook è nato addirittura un gruppo di pressione per accelerare la realizzazione del progetto, sostenuto da una petizione popolare). Sarebbe stato sicuramente più utile alla riflessione comune se il WWF avesse esternato prima le sue perplessità. Il rischio è invece adesso quello di un nuovo inceppamento del progetto, e di un ulteriore ritardo nella messa in sicurezza dell’importante e pericolosa arteria stradale.

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