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Teatro e Cattedrale sempre chiusi, e si deteriora la lanterna lignea del Duomo

3 ottobre 2010

Quando si dice che piove sul bagnato. Quanto si è detto e quanto si è scritto sulla perdurante chiusura dei due luoghi simbolo della città, la Cattedrale e il Teatro Comunale “Umberto Giordano”, la cui riapertura doveva rappresentare l’inizio di un percorso di rinascita e di riscatto della città. Lo aveva promesso appena eletto il sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, giustamente sdegnato per il triste destino occorso ai quei simboli della fede e della cultura che scandiscono l’identità di profonda del capoluogo dauno.

Mongelli era stato troppo ottimista, e forse non si rendeva conto di quanto gravi fossero i problemi che avevano impedito o ritardato i lavori di restauro dell’uno e dell’altro simbolo d’identità. A distanza di poco più di un anno dal suo insediamento il teatro Giordano continua ad esser chiuso, nonostante che di tanto in tanto qualcuno azzardi una data per la riapertura. Le cose vanno addirittura peggio per la Cattedrale: ha cominciato a dare segni di cedimento la lanterna lignea, e non è cosa da poco, perché era stato proprio a causa del dissesto della lanterna che la direzione dei lavori di restauro del tempio era stata costretti a fermarli. Del degrado della lanterna ci si era accorti ponendo mano alle strutture del tetto: proseguire i lavori senza procedere preventivamente al restaura della struttura di legno avrebbe significa comprometterla irreparabilmente. Di qui la sospensione dei lavori che però non può protrarsi sine die, in quanto il tetto è stato parzialmente rimosso e pertanto la lanterna si trova comunque esposta alle intemperie.

Il cedimento riguarda l’impalcatura che circonda la lanterna, che è stato rimossa dal vigili del fuoco, allertati dalla segnalazioni giunte dai residenti nei palazzi limitrofi. Occorrerà una perizia per determinare se vi sono stati danni anche alla lanterna, che però, da ieri si trova ulteriormente esposta ai rischio meteorologici .

Occorre che i lavori di restauro siano dunque ripresi al più presto, ma visti i precedenti, non c’è di ce stare allegri.


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