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Uno spiraglio nella vertenza di Michele Panella / Tributi e Tarsu, nuova gara a Rodi

11 ottobre 2010

Si apre forse uno spiraglio nella vertenza che da ormai più di un anno oppone Michele Panella, cassaintegrato di Tributi Italia (la società di riscossione estromessa dall’albo nazionale ed attualmente in fase di liquidazione), e il comune di Rodi Garganico, che non ha fino ad oggi tutelato il posto di lavoro di Panella. L’amministrazione comunale ha infatti indetto una nuova gara per la gestione del servizio di riscossione e della Tarsu, dopo quella aggiudicata in precedenza alla società Aipa che tuttavia, nell’esperimento dei servizi affidati, aveva preferito avvalaersi delle prestazioni di un giovane senza precedenti esperienze, e part-time, anziché, com’è accaduto in molti altri comuni che si sono trovati senza concessionarie della riscossione dei tributi a seguito della cancellazione di Tributi Italia, inserire nel contratto una clausola (come per esempio è stato fatto a Foggia) imponesse alla nuova società l’assunzione dei dipendenti di Tributi Italia.

Panella accusa senza mezzi termini l’amministrazione comunale della cittadina garganica di scarsa sensibilità verso il suo problema, ed ormai da più di duecento giorni lavorativi si presenta, regolarmente, davanti all’ingresso della casa municipale, con un cartello appeso al collo, per manifestare il suo disagio.

Il Quotidiano di Foggia si è più volte occupato della vicenda raccontandola passo dopo passo. È perfino superfluo sottolineare che il regime di cassa integrazione di cui Panella “beneficia” gli ha pesantemente decurtato il già magro bilancio familiare: “la mia cassa integrazione – scrive in un’accorata lettera inviata alle redazione giornalistiche – è di euro 770 mentre quando lavoravo il mio stipendio era di 1250 euro con 13sima e 14sima”. Panella punta il dito verso l’insensibilità dell’amministrazione comunale: “il mio sindaco – scrive ancora – in un attimo ha cancellato 20 anni del mio lavoro, non tutelando un padre di famiglia con 20 anni di lavoro, sostituendomi con un mio concittadino  che è a poche spese: io costavo troppo per loro.”

Chissà se nella nuova gara indetta dal comune è stata inserita la clausola di salvaguardia, che potrebbe aprire finalmente per Michele Panella una prospettiva di riassunzione. Va detto che la cassa integrazione è stata erogata ai dipendenti di Tributi Italia (scade a febbraio dell’anno prossimo) proprio come ammortizzatore sociale, per consentire il loro reimpiego nelle società che si sarebbero aggiudicate i servizi comunali. Panella ha anche incontrato il commissario straordinario di Tributi Italia che ha però passato la patata bollente al sindaco di Rodi, comunicando al lavoratore che soltanto il sindaco può azionare meccanismi di salvaguardia e di tutela, comunque previsti dalla legge.

Intanto, Panella continua la sua pacifica protesta, presentandosi tutti i giorni con il suo cartello davanti al municipio. “Ora mi trovo a 48 anni e con famiglia senza un futuro. Ho intenzione di recarmi in prefettura fra giorni, comunque la vedo per me molto difficile. Tutte le istituzioni sanno di Michele Panella, ma ancora nessuno ha preso a cuore la triste ingiustizia che sto subendo.”

 

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