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Un ecomostro ad Apricena

12 ottobre 2010

La denuncia di Italia Terra Nostra e del Forum Ambiente e Salute Puglia

L’impianto, secondo la denuncia, avrebbe le apparenze di un cementificio ma dovrebbe in realtà incenerire rifiuti.  La Provincia concede la Via: Italia Terra Nostra presenta ricorso.

La Puglia Settentrionale e la Capitanata sono diventate un autentico eldorado sia per la produzione di energia da fonti rinnovabili, sia per produzione energetica meno pulita. Come quella legata alla combustione dei rifiuti, il cosiddetto CDR (acronimo che sta per “combustibile prodotto da rifiuti”). La Capitanata attira non soltanto per la sua dotazione naturale – quel vento e quel sole che ne fanno una terra promessa per quanto riguarda rispettivamente l’eolico ed il fotovoltaico. Attira perché non vi è una diffusa percezione sull’impatto sia paesaggistico che ambientale che certi insediamenti comportano. Spesso gli impianti che si prefiggono di produrre energia bruciando CDR assumono altre sembianze: formalmente si presentano come qualcos’altro, per esempio cementifici. Una precisa denuncia si legge nel sito del Forum Ambiente e Salute Puglia (raggiungibile alla pagina web  http://forumambientesalute.splinder.com/) secondo il quale “come una forsennata corsa dettata da pura follia dopo il cementificio Colacem di Galatina anche il cementificio Grigolin in Capitanata vuole bruciare CDR”.

La documentata denuncia parte dal giornale Italia Terra Nostra che si è spesso distinto nelle sue battaglie a tutela dell’ambiente in Capitanata. I redattori di Italia Terra Nostra mettono il dito nella piaga quando osservano che l’assedio ambientale della provincia di Foggia è favorito dal fatto che “gli anticorpi sociali sono quasi inesistenti o comunque malleabili”.

Secondo la denuncia del giornale, si tratterebbe di un impianto per la combustione di Cdr travestito da cementificio: “un mastodontico inceneritore di rifiuti in area agricola, a ridosso di alcune città e paesi: Apricena, San Severo, Poggio Imperiale, Lesina, San Paolo Civitate, Torremaggiore, Chieuti, San Nicandro Garganico. Ora anche le istituzioni (il sindaco di Apricena Zuccarino del Pd e giunta provinciale del Pdl con l’assessore all’ecologia Pecorella sfiduciato dal consigliere provinciale Antonio Potenza  del Pdl), si piegano al diktat del cementificatore trevigiano Roberto Grigolin (Superbeton spa).

La Provincia ha autorizzando l’impianto rilasciando, il “parere favorevole per la realizzazione di uno stabilimento per la produzione di clinker (cemento, n.d.r.)  nel territorio comunale di Apricena” a firma di Giovanni D’Attoli, dirigente responsabile del servizio Ambiente dell’ente Provincia di Foggia. “Incredibilmente – scrive Italia Terra Nostra – il Comitato tecnico per la Valutazione di impatto ambientale della provincia di Foggia (favorevoli: Maurizio Quinto, Ettore Trulli, Andrea Francesco Trotta, Maria Iole Natalicchio, Donato Antonio Fatigato, Clelia Altieri, Sergio Cangelli) ha espresso parere favorevole alla predetta pianificazione a tavolino di Apricena Leganti S.r.l. (soci: Passalacqua e Grigolin), pur  evidenziando la presenza della torre fumo di 91 metri lineari di altezza: tale struttura apparirebbe comunque visibile dal comune di Apricena, che dista circa 3 chilometri e che l’attività di produzione di clinker porta alla produzione delle seguenti sostanze inquinanti: polveri, ossidi di azoto, ossidi di zolfo, cloruri, acido fluoridrico, metalli, diossine e furani, ipa, monossido di carbonio.
Il giornale Italia Terra Nostra ha presentato un atto di opposizione tecnica: Osservazioni preliminari al progetto definitivo denominato “Costruzione  stabilimento per la produzione di clinker nel comune di Apricena (FG”), sponsorizzato dalla società a responsabilità limitata Apricena Leganti ed elaborato dal gruppo di progettazione Albertin & Company (Conegliano Veneto – TV) ed Europrogetti (Novara), firmato dagli ingegneri Giovanni Antonio Albertin e Guido Busacchio (Relazioni descrittive datate 15/04/2010, 10/11/2009, nonché Studio di impatto ambientale risalente al 27/02/2009).
“L’analisi di Italia Terra Nostra  – conclude il giornale – intende contribuire alla valutazione dei rischi per la salute e per l’ambiente, da parte delle popolazioni interessate della provincia di Foggia, in particolare del Tavoliere Nord insiti nella proposta della società a responsabilità limitata Apricena Leganti (Passalacqua-Grigolin), limitandosi agli aspetti di maggiore criticità ed alle evidenti contraddizioni tecniche nonché alle incongruenze scientifiche propinate nel predetto progetto; ed inoltre a far emergere e sottolineare carenze e deficienze dell’intero iter procedurale. E’ in gioco l’esistenza di 700 mila persone, oltre al futuro delle giovani generazioni e alle sorti dell’agricoltura.”

E’ possibile consultare la versione integrale dell’articolo e la documentazione cliccando qui.

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One Comment leave one →
  1. 13 ottobre 2010 23:13

    quello che più di tutto fa molto male è: che tutti quei signori tecnici e amministratori provinciali e comunali,sanno benissimo il danno che stanno procurando,e alle colture di pregio su quel terreno e alla economia agricola ma, sopratutto alla salute delle persone . E da persone intellettuli che sonno , danno parere favorevole sapendo di mentire. La responsabilità che questi si assumono è molto grande anche perchè un giorno saranno giudicati dai loro figli e nipoti e forse non solo giudicati ,ma anche maledetti.

    un cittadino preoccupato

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