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Fondazione Foa, il gran ritorno di Sabino Colangelo

13 ottobre 2010

Dovrebbe occuparsi di storia e di cultura, ma potrebbe avere una funzione anche molto politica. Nel comitato direttivo c’è anche Ciro Mundi: torna dunque il sereno nei rapporti tra l’ex vicesindaco e il suo ex partito. Colangelo schiera la stessa task force con cui tentò di far decollare l’amministrazione Ciliberti

È ancora presto per poter dire se la neonata Fondazione Foa inciderà nel dibattito politico cittadino e provinciale, o se limiterà la sua sfera di azione, così come statuto comanda, ad “intraprendere iniziative volte a promuovere il pensiero, la cultura e l’azione politica della sinistra italiana ed europea.”

Certo, gli ingredienti per pronosticare che “la fondazione dei Democratici di Sinistra della Capitanata” svolgerà un ruolo anche politico ci sono, eccome. A cominciare dal presidente, che un capitano di lungo, lunghissimo corso della sinistra provinciale come Sabino Colangelo, che torna così prepotentemente alla ribalta politica, dopo che la transizione della vecchia Quercia nel Partito Democratico e la fase costituente del nuovo soggetto politico sembrava averne in qualche modo segnato il destino politico.

Non è un caso che la sede della Fondazione e della presidenza coincidano con le stanze in cui, in passato, Colangelo ha governato nel bene e nel male le sorti della sinistra foggiana: la “vecchia federazione” comunista di via Lecce, passata, come tutte le sedi di proprietà del Pci e successivamente dei Democratici della Sinistra, nel patrimonio della Fondazione, che si troverà quindi ad amministrare i beni del vecchio partito.

I “gioielli di famiglia” del Partito Comunista finiti nel patrimonio sociale della Fondazione Foa sono rappresentati, oltre che dalla sede della ex federazione di via Lecce, dalla sede delle comitato cittadino della Quercia, in via Isonzo (divenuta sede della federazione provinciale del Pd), e dalle sezioni di Ascoli Satriano, San Ferdinando di Puglia, Ascoli Satriano, Orsara di Puglia e San Marco in Lamis. La decisione di far transitare per intero il patrimonio del vecchio partito alla fondazione intitolata al grande sindacalista della Cgil e dirigente socialista Foa non è stato unanime: c’è stato chi, come i segretari della sezione di Troia della Quercia hanno preferito costituire una fondazione ad hoc (in questo caso intitolata allo storico medico comunista troiano, Pasqualino Pasqualicchio).

L’impressione che la Fondazione potrà e forse vorrà dire la sua anche nel confronto politico attuale è rafforzata dalla composizione degli organismi dirigenti. Se il comitato scientifico presieduto da Beppe Vacca è composto da personalità della cultura di sinistra e non (e, come vedremo più avanti, anche in questo caso non manca qualche sorpresa), il consiglio di amministrazione è più spiccatamente politico.

Colangelo è affiancato da Antonello Summa, ex assessore e consigliere provinciale della Quercia di Cerignola, che ne è anche vicepresidente e tesoriere, mentre gli altri componenti del cda sono, Michele Galante, ex deputato ed ex segretario provinciale del Pds, Nicola Lapenda, il consigliere regionale Dino  Marino, l’ex sindaco di San Ferdinando, Andrea Patruno e il presidente del consiglio comunale del capoluogo, nonché ex segretario cittadini della Quercia e del Pd, Raffaele Piemontese. Quando si cominciò a parlare della fondazione, erano in molti a pensare che alla presidenza sarebbe andato Michele Galante, autore di diversi libri e saggi sulla storia della sinistra e della politica in Capitanata. Alla fine è però spuntato il nome di Colangelo, ed è un ulteriore indizio che la Fondazione sarà probabilmente un vero e proprio soggetto politico, anche se non un partito.

Il comitato scientifico schiera invece tutta o quasi l’intellighenzia della vecchia Quercia, con qualche nome decisamente a sorpresa, come quello di Ciro Mundi, primario del reparto di neurologia degli ospedali riuniti di Foggia, e protagonista di un clamoroso strappo proprio con Piemontese e con Colangelo qualche anno fa, quando venne dimissionato da assessore all’urbanistica della giunta Ciliberti. Successivamente Mundi aderì a Sinistra Democratica: ma la sua adesione alla Fondazione Foa lascerebbe pensare che sia tornato il sereno nei rapporti con Colangelo e con il suo entourage. A leggere l’elenco sembra riformarsi la task force che, soprattutto nella prima fase dell’amministrazione Ciliberti, fu costituita proprio da Colangelo e spedita dall’allora segretario provinciale a Palazzo di Città nel tentativo di far decollare la prima amministrazione del centrosinistra post-comunista nella storia politica del capoluogo dauno. Con Ciro Mundi figurano infatti nella lista la prof.ssa Dina Pinto, assessore alle attività produttive e per un certo periodo anche vicesindaco, e Maurizio Ricci, Preside della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Foggia.

Il mondo universitario è comunque cospicuamente rappresentato: ci sono la Preside della Facoltà di Scienze della Formazione, Franca Pinto Minerva, il docente di storia moderna a lettere, Saverio Russo, e Gianluca Nardone, docente di Economia presso la Facoltà di Agraria.

Il nome più eccellente di tutti è quello di Linda Giuva, la consorte foggiana di Massimo D’Alema, che torna nella città che le ha dato i natali e in cui svolse le sue prime ricerche.

L’attività della fondazione  sarà inizialmente orientata a raccogliere materiali e documenti in possesso dei tanti dirigenti comunisti di Foggia e provincia. Ma è già pronto anche un programma di iniziative culturali: nel prossimo mese di novembre è in programma un dibattito sulla crisi del sistema politico italiano, con Marcello Sorgi e Antonio Polito, mentre a dicembre ci sarà un seminario su legalità e Mezzogiorno, con la partecipazione del presidente dell’Antimafia Beppe Pisanu.

È inoltre in via di elaborazione una ricerca con l’Università di Foggia, con Innovapuglia e con Unioncamere sull’ economia della provincia di Foggia, il ruolo del pil market e della spesa pubblica, che fornirà dopo alcuni mesi di ricerca dati utili alle istituzioni: alla Regione, alla Provincia e ai Comuni, oltre che alla forze politiche, sindacali e agli altri ordini professionali.

 

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