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Riflettori puntati sulla Masseria Pantano, perché possa tornare a vivere

16 ottobre 2010

L’iniziativa della delegazione Fai di Foggia. Sempre più spesso i foggiani scendono in campo per recuperare e difendere i pezzi del loro passato e della loro identità.

E’ una giornata importante, quella che Foggia vivrà oggi. Una ulteriore e significativa testimonianza che esiste una Foggia civile che non vuole perdere pezzi importanti della città, che minacciano di essere distrutti o depauperati dall’incuria e dall’oblio. E’ successo per Parco San Felice o per il ponte di Incoronata, distrutto dalle ruspe nell’ambito dei lavori di raddoppio della ss.16, succede oggi per la Masseria Pantano, di cui il nostro giornale si è occupato qualche tempo fa.

Alla masseria rurale del ‘700 (di notevole interesse storico ed architettonico, ed a rischio perché è attualmente inserita nel contesto urbano in espansione), la delegazione del FAI (Fondo Ambiente Italia) di Foggia ha deciso di dedicare la manifestazione “Puntiamo i riflettori” , che si svolge nell’ambito della giornata nazionale  “Difendi l’Italia del tuo cuore”. Il progetto prevede che ciascuna Delegazione scelga un bene locale rappresentativo dell’identità collettiva, abbandonato o in stato di degrado, ma meritevole di recuperare la dignità originaria, e si attivi per raccogliere i fondi necessari per restaurarlo e restituirlo alla comunità locale. La scelta del Fai di Foggia è significativamente caduta sull’antica masseria, che sorge ormai fuori dall’abitato, nei pressi di via Berlinguer. Si tratta di una scommessa importante, a prescindere dal valore “politico” dell’iniziativa: i fondi raccolti durante la giornata (che vuol contribuire può farlo inviando un sms dal valore di 2 euro al numero 45504) serviranno infatti a finanziare ed a sostenere iniziative rivolte al recupero dell’importante bene culturale, su cui recentemente si è mobilitato anche il popolo di Facebook.

Non è cosa che, a Foggia, accada tutti i giorni, ed è per questo che l’iniziativa del Fai assume una particolare rilevanza. Azzeccata sembra la scelta delle delegazione foggiana, anche sotto il profilo del valore simbolico del bene scelto per “puntarvi vi riflettori”. La Masseria Pantano corre il rischio di essere inghiottita dal cemento. Potrà essere o meno un “luogo fridericiano e potrà anche non avere un valore storico di primissimo piano (ma non sembra proprio come si legge nella scheda che riportiamo sotto).  In ogni caso, la Masseria  va tutelata e difesa perché è uno dei tanti beni – come quel ponte sul Cervaro inopinatamente distrutto dalle ruspe – che raccontano e custodiscono la memoria del capoluogo dauno.

Sentite un po’ cosa scrive il Fai nella home page del suo sito (www.fondoambiente.it) illustrando la filosofia della iniziativa “Difendi l’Italia del tuo cuore”: ““L’Italia è il Paese più bello del mondo”. Quante volte abbiamo sentito urlare al mondo questa frase da persone e in occasioni diverse? Eppure ogni giorno assistiamo a esempi clamorosi di speculazione edilizia, e abusivismo edilizio, la reiterazione di proposte di legge nel tentativo di smontare il sistema normativo italiano sulla tutela del patrimonio culturale e ambientale, tagli ai fondi destinati alla tutela dell’ambiente e dei beni culturali, casi di cementificazione selvaggia, progetti per faraoniche opere pubbliche di grande impatto mediatico che fagocitano le risorse e i fondi necessari alle opere strategiche su piccola scala. E questo me lo chiami amore?”

Il brano si conclude con l’appello a dimostra concretamente di amare l’Italia, sostenendo la campagna nazionale di raccolta fondi. “Difendi insieme a noi l’Italia del tuo cuore”, è lo slogan con cui il Fai conclude il suo appello.

Per tante ragioni – non ultime quelle che derivano da una storia che l’ha sovente vista rasa al suolo, prima dai terremoti e, nel secolo scorso, dai bombardamenti della seconda guerra mondiale – Foggia è una città che ha rade tracce di memoria. Ed è questo un serio limite alla capacità dei cittadini a rispecchiarsi nella loro città, a ritrovare la loro identità nelle strade, nelle piazze, nei palazzi. Ma proprio per questo quel poco che rimane, sia esso un ponte oppure una masseria del passato, va difeso con tutte le forze. Una ragione di più per viverla fino in fondo, questa giornata, per sostenere con convinzione la bella iniziativa delle delegazione foggiana del Fai.

Geppe Inserra

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