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La coraggiosa denuncia di una nostra lettrice / Vi prego, non mandatemi più brutte notizie

19 ottobre 2010

Ma la città ha bisogno di consapevolezza per non rinunciare al futuro.

Ci scrive sul blog del Quotidiano di Foggia Patrizia. Un “post” amaro, ma rivelatore di un disagio che va giorno dopo giorno crescendo tra i cittadini foggiani, e che nasce dalla sensazione di essere circondati soltanto da brutte notizie.

“Sai che vi dico? – scrive Patrizia – Non mi mandate più nulla, perché leggere articoli che riguardano questa città SCHIFOSA IN TUTTI I SENSI mi fa stare sempre nervosa, non funziona niente, una città senza sindaco, una città senza amministrazione comunale, una città senza vigili o se ci sono non fanno il loro dovere, o li trovi nelle auto o li trovi nei bar, ma per le strade ci siamo solo noi automobilisti che il servizio di vigile urbano lo facciamo noi, una città sporca, una città disordinata, non va bene niente, quindi già vivo purtroppo qui a malincuore, poi ci siete voi ad inviarmi le cose negative, ed io sto sempre nervosa perché qui non fila niente liscio. Quindi fatemi il santo piacere di non inviarmi più notizie negative. Grazie.”

* * *

Lo sfogo della gentile Patrizia merita qualche riflessione. Ci piacerebbe veramente tanto raccontare ai nostri lettori non soltanto i fatti negativi che accadono nella città capoluogo, ma anche quelli positivi. Quando questi si verificano, lo facciamo senza esitazione, nella convinzione che a Foggia ci sono anche cose che funzionano, e che proprio da queste occorra ripartire per ridare un futuro alla città ed ai suoi cittadini. Ma negli ultimi mesi, si ha effettivamente l’impressione che la città abbia imboccato una china pericolosa, che sia stata come inghiottita in una spirale di abbrutimento e di degrado senza fine, da cui bisogna cercare al più presto di uscire, perché ne va del futuro dei giovani, come Patrizia.

È evidente che la drammatica situazione finanziaria in cui si dibatte l’amministrazione comunale incide pesantemente e negativamente sulla qualità dei servizi pubblici. Il resto lo fa la crisi economica generale che come sempre succede quando circola meno moneta e quando si comprimono i consumi, si abbatte con maggiore virulenza nelle aree endemicamente più deboli. Per onestà intellettuale va detto anche che ormai non si tratta più di una crisi passeggera e congiunturale: il mix esplosivo che a Foggia si è determinato tra crisi economica e crisi finanziaria del governo locale investe ormai strutturalmente l’economia cittadina, la sua capacità produttiva e di conseguenza anche la possibilità di offrire sbocchi occupazionali a quanti scelgono di restare.

Capiamo dunque il nervosismo e l’angoscia di Patrizia, ed anche il suo nemmeno tanto velato desiderio di “andare via”. Ma possiamo veramente arrenderci e rinunciare a fare qualcosa per migliorare la città, per renderla più vivibile? Possiamo rinunciare noi a scrivere e voi, cari amici lettori, a leggere le notizie che raccontano la realtà tutt’altro che bella che ci circonda? Il primo modo per affrontare un problema è quello di conoscerlo, di maturare un’opinione sulle strategie migliori per risolverlo, senza nascondere la testa sotto la sabbia. È difficile, è doloroso, ma è la sola strada possibile per non rinunciare al futuro.

L.V.

 

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2 commenti leave one →
  1. Avv. Maurizio Antonio Gargiulo permalink
    20 ottobre 2010 18:43

    Ho letto con molta attenzione lo sfogo della signora Patrizia e la Vostra risposta di merito.
    Personalmente credo anch’io, come da Voi ben indicato, che nascondere la testa non serva assolutamente a risolvere le problematiche ( ma questo è scontato ) ma non serva nemmeno ( ed è una valutazione personale ) a far diminuire quell’angoscia che nasce inevitabilmente dal vedere che tutto attorno a noi non va assolutamente bene.
    Cari amici cittadini, Foggia è dei foggiani “in primis” e non solo di chi la governa!
    E non dimentichiamoci , inoltre, che chi oggi è in carica come Sindaco e consigliere è perchè ha un mandato elettorale proveniente dalla maggioranza dei cittadini foggiani. Pertanto cerchiamo di assumerci anche le nostre belle responsabilità quando tale classe politica poi diventa incapace di risolvere i problemi.
    Altra questione è poi il dissesto economico che è causa, anche, dell’incapacità degli attuali politici locali di risolvere, alle volte, anche il minimo problema.
    Ma su questo punto io mi chiedo (e come me, credo, la città sana di Foggia ): “ma è mai possibile che ad oggi, calcoli alla mano, non si sappia -pubblicamente dico- nemmeno il reale motivo o i motivi principali di un tale dissesto e chi siano i responsabili ( se vi sono ) di un tale crollo economico? Il mio ragionamento è semplice: il dissesto di oggi altro non è che il risultato di uno o più bilanci passati le cui uscite hanno in maniera sconsiderata superato l’entrate, prosciugando anche le eventuali riserve economiche disponibili, a tal punto da non poter far fronte, nell’anno in corso, nemmeno a tutte le spese necessarie ed inevitabili; secondo me questo non si può imputare al solo caso. Qualcuno, in passato, recente o remoto che sia, ha certamente sbagliato e sarebbe giusto che almeno oggi pagasse per i suoi errori ( E DICIAMOLO SENZA TIMORE).
    Allora signora Patrizia non mettiamo giù la testa o la benda davanti agli occhi, solo anche per non sentire o vedere tutto questo schifo, perchè è proprio questo l’atteggiamento che “LORO- i vampiri di Foggia” vogliono da noi. Dobbiamo invece continuare a vigilare, a lamentarci e ad arrabbiarci se le cose in città vanno male, perchè solo così eviteremo che il negligente passato resti impunito, costituendo sempre un vivo presente e una mannaia per il futuro.
    Avv. Maurizio Antonio Gargiulo

  2. Stefano permalink
    22 ottobre 2010 23:46

    Pensando al discorso fatto sull’economia di Foggia, mi piacerebbe che tutti quelli che amano Foggia e voglia vederla fiorire, dessero priorità a comprare prodotti locali, venduti in negozi di foggiani, facendo sì che i proventi rimanessero in città. Come succede nelle città ricche… quelle per esempio del nord che non hanno voluto che l’authority alimentare partisse.

    Se i soldi non sono tutto .. figuriamoci la miseria.

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