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Gino Lisa, fotovoltaico e nuova pista: tutte le reazioni

24 ottobre 2010

Tutti d’accordo all’utilizzo del percorso americano. Mongelli valuta ma dice ad Adp: “Una quota del fotovoltaico deve servire allo scalo di Foggia”. Di Carlo: “Il fotovoltaico è subordinato alla pista”. Santarella “Se si persegue il progetto di allungare la pista il Gino Lisa non serve più, e i soldi serviranno per gli areoporti pugliesi”. Di Gioia (Pdl) sulla nuova pista c’è l’accordo di tutti.

E’ il presidente di Confindustria  Pino Di Carlo il primo a prendere la parola nel giro di pareri sull’impatto del fotovoltaico al Gino Lisa. Il 19 novembre organizzerà un convegno sull’argomento perché preme, a tutti, capire dove va l’aeroporto e che cosa voglia fare, realmente, Adp. Il nostro scalo è al bivio, titolava ieri il Quotidiano, e Di Carlo è già pronto per le barricate: “Se le cose non vanno bene faremo guerra all’Adp e all’assessore Minervini”. Ma si spinge anche oltre: “Arrivati a questo punto, facciamo la Moldaunia, andiamo via, l’areoporto ci serve per costruire la Grande Capitanata come hanno fatto il Grande Salento, ma così com’è non serve a nulla”. L’ha detto anche Di Paola, tra le righe, mentre ormai corre, su quella pista, la società tedesca che si è aggiudicata la gara per catturare il sole in pannelli, 4 milioni di euro l’anno, Di Carlo conferma: “In totale sono 100 milioni”.

Il presidente ritiene, però, Moldaunia o non Moldaunia, che non tutto sia perduto: “Serve un’altra pista che non richiede gli espropri, è quella “degli americani”. Americani, che nella seconda guerra mondiale se ne servirono, eccome. “Arriveremo a 2200 metri di lunghezza, la società ha 12 mesi per cominciare, in questo tempo, dato che non si è stabilito dove verranno messi gli impianti fotovoltaici, si può lavorare. Possono fare tutti i fotovoltaici che vogliono, ma questo è subordinato alla realizzazione della pista. Quel percorso di ora serve solo per andare in motorino. La volontà deve essere politica, chi non vorrà l’aeroporto se ne assumerà la responsabilità politica”.

Gianni Mongelli, sindaco di Foggia, interpreta Di Paola: “Non ha detto che allungare la pista non serve, ha detto che bisogna valutare, perché entrambe hanno dei costi. All’attenzione dell’amministrazione ci sono tutte le possibilità”. E i soldi (tanti) che Adp incasserà per il parco? “Andranno al sistema areoportuale pugliese tra cui deve rientrare anche Foggia. Potranno servire, nel nostro caso, ad abbattere i costi di gestione.  Per allungare la pista i 14 milioni di euro sono già presenti nel piano regionale dei trasporti”. Ad Adp manda a dire: “Una quota del fotovoltaico deve servire allo scalo di Foggia”. Concretamente spiega in che modo potrebbe convincerli: “Lo stiamo già facendo con riunioni ufficiali, alla presenza di Di Paola e della Regione”.

Una verifica dei tecnici, esperti di volo, è stata fatta su input di Nino Santarella, assessore all’agricoltura di palazzo Dogana: “L’ipotesi di Adp, l’allungamento della pista, non serve a nulla perché prevede un allungamento di 400 metri. Se si persegue questo progetto e, contemporaneamente, si installano i pannelli solari, si condanna definitivamente Foggia a non avere un areoporto degno di questo nome”. Circa il ritorno degli investimenti è scettico: “I soldi Adp li dovrà usare per il sistema aeroportuale pugliese ma sul Gino Lisa non ci sarà un bel nulla da fare, i soldi andranno agli altri ”. Foggia potenzia l’energia del sole e gli altri areoporti fanno rombare i motori . “Si deve lavorare sulla pista ortagonale, quella degli americani, prima che arrivino i pannelli. Tutti i foggiani devono alzare le barricate oppure Adp deve garantire che comunque ci sarà una pista da 2200 metri. Si devono impegnare sindaci, parlamentari, consiglieri regionali”.

Il valore infrastrutturale-strategico dell’aeroporto viene messo in luce da Leo Di Gioia, consigliere regionale: “Questo riferimento è presente in tutti i documenti redatti dalla Provincia, anche nella cabina di regia di Area Vasta, quindi l’attenzione è massima”. Si chiede, Di Gioia: “Quali sono i piani di sviluppo di Adp?”. Poi una considerazione sul fotovoltaico: “Sono contrario a questa installazione per terra, ritengo che i pannelli debbano stare sui tetti. A parte questo,  come territorio abbiamo bisogno di una proposta complessiva, il nostro deve diventare un aeroporto della provincia slanciato verso il Molise, e l’Enac, che ha già inserito il nostro aeroporto dentro il sistema dei piccoli scali, può tornare ad avere un ruolo”.

Paola Lucino

 

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One Comment leave one →
  1. 25 ottobre 2010 10:42

    Buongiorno.
    Si parla tanto della nuova pista trasversale, ma qui sembra che nessuno dei tanti “esperti” finora citati sappia veramente di cosa si stia parlando…

    Osservate la MIA immagine pubblicata in alto: la freccetta rossa rappresenta la direzione dei Venti Dominanti su Foggia, come spiegatomi da un Pilota di Linea di Darwin Airline e da un Pilota di Linea di Alitalia che conoscono bene il “Gino Lisa” per averci volato a lungo.
    In fase di decollo ed atterraggio, è importante che il vento soffi PREVALENTEMENTE “IN FACCIA” ALL’AEREO, MAI IN CODA, altrimenti si hanno seri problemi a controllare il velivolo.
    Guardando la “freccetta rossa”, si capisce subito come la nuova pista trasversale 07-25 sarebbe utilizzabile PREVALENTEMENTE DA EST VERSO OVEST, in modo da avere i venti frontali/laterali. MA QUEL SENTIERO DI ATTERRAGGIO PASSA ESATTAMENTE SOPRA LA PISTA DI AMENDOLA, ED E’ QUINDI ESPRESSAMENTE PROIBITO DAI MILITARI!
    Come alternativa, si potrebbe pensare di usare la nuova pista nella direzione opposta ovest-est, per evitare di passare su Amendola, ma in tal caso I VENTI DOMINANTI SOFFIEREBBERO PREVALENTEMENTE DI CODA ALL’AEREO, rendendo la pista pericolosa e spesso inutlizzabile!!!
    Quindi, SE PROPRIO SI VUOLE REALIZZARE LA PISTA TRASVERSALE (ben venga, come principio teorico…), BISOGNA PRIMA CHIEDERE COSA NE PENSANO I MILITARI DI AMENDOLA: “Sareste disposti a concedere il sorvolo del vostro ATZ agli aerei in atterraggio su Foggia?”.
    E la risposta, essendo Amendola una delle 10 basi MOB in Italia (Main Operating Base, ossia MAI apribile al traffico civile) è facilmente immaginabile…

    AVVIARE LA COSTRUZIONE DELLA NUOVA PISTA TRASVERSALE SENZA PRIMA AVER CONCORDATO CON AMENDOLA UN UTILIZZO CONDIVISO CIVILE/MILITARE DEL SUO SPAZIO AEREO E’ SOLO UN GRANDE AZZARDO, UNA GRANDE OPERA PUBBLICA DAL COSTO ELEVATO, DAI TEMPI LUNGHI DI REALIZZAZIONE E DALLA REALE UTILIZZABILITA’ QUANTOMENO DISCUTIBILE…

    Per sintetizzare, costruire una nuova pista in un aeroporto SENZA TENERE CONTO DEI VENTI DOMINANTI equivale, più o meno, a costruire un ospedale mettendo la sabbia nel cemento, o a innalzare palazzi in zone sismiche/franose/alluvionali: alla fine, bene che vada, non servirà a nulla e sarà tutto da rifare (fatto salvo che non ci scappi pure qualche morto…).

    A chi potrebbe mai giovare tutto ciò?

    Saluti.

    Angelo Stilla
    Direttore Tecnico “Mondo Gino Lisa”
    http://www.ginolisa.it
    a.stilla@ginolisa.it

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