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Gino Lisa: il “territorio” deve essere unito

26 ottobre 2010

Reinvestire in loco i proventi del parco fotovoltaico e valorizzazione della funzione turistica dell’aeroporto: due questioni non negoziabili

Chissà  se il “territorio” (inteso come assieme di istituzioni, imprese, società civile) riuscirà a trovare un’intesa sulla questione dell’aeroporto “Gino Lisa” per il quale sembra essere veramente arrivato il momento della verità. Un’intesa sul da farsi è necessario, urgente: perché troppe volte la nostra terra ha pagato perché al momento decisivo il territorio non è stato sufficientemente coeso.

Va detto che non autorizzano particolare ottimismo le reazioni agli articoli che abbiamo pubblicato in questi giorni, in cui abbiamo dato notizia dell’aggiudicazione milionaria della concessione per la realizzazione di un mega parco fotovoltaico, del rischio che l’ubicazione dei pannelli solari che produrranno energia, possa intralciare i futuri piani di espansione dello scalo foggiano ed infine dell’imminente costituzione di un comitato che vedrà in prima fila l’Azienda di promozione turistica e l’Assolisa. I contrasti – non gridati, ma a volte il silenzio è più significativo di un urlo – riguardano proprio le prospettive del Lisa, le cose da fare, o più precisamente le strategie per affrontare l’annoso problema che impedisce allo scalo foggiano di esprimere fino in fondo la sua funzione propulsiva: l’inadeguatezza della pista attuale.

Che fare? Allungare la pista attuale così come pare abbia maturato l’intenzione di fare Aeroporti di Puglia, la società regionale che gestisce il sistema aeroportuale pugliese, oppure costruire una nuova pista, così come, ufficialmente e allo stato dell’arte, la stessa Adp aveva dichiarato di voler fare, al punto tale di elaborare uno studio di fattibilità in tal senso?

Non è questione di poco conto, e, quel che è peggio, attorno ad essa si aggrovigliano nodi tutt’altro che trascurabili, come i costi dell’una e dell’altra ipotesi, le opere pubbliche che potrebbero venirne coinvolte ( ad esempio il raddoppio della circonvallazione), gli espropri delle aree eventualmente non comprese nel sedime aeroportuale.

Su questi aspetti speriamo si apra un confronto rigoroso, approfondito e trasparente, nel senso che abbia come obiettivo esclusivamente il futuro ed il bene dell’aeroporto Gino Lisa che fino all’altro giorno era la Cenerentola del sistema aeroportuale pugliese, ma che adesso sembra aver finalmente trovato il suo principe, ovvero la società tedesca che pare si sia aggiudicata, a suon di milioni, la concessione per la costruzione e la gestione (della durata di 25 anni) del parco fotovoltaico. L’importo fissato a base d’asta era di 20 milioni di euro per la durata della concessione venticinquennale: pare che la società aggiudicataria abbia offerto un rialzo da capogiro: addirittura 100 milioni di euro, vale a dire 200 miliardi delle vecchie lire.

Il Quotidiano si adopererà per favorire questo dibattito, nella speranza che il “territorio” possa trovare significative convergenze e non si presente disunito ad un tavolo, la cui convocazione diventa ormai indispensabile, con la Regione e con Aeroporti di Puglia. Continueremo pertanto a scrivere sull’argomento (e nei prossimi giorni promuoveremo sul nostro blog un sondaggio) per offrire a quanti vogliano farsi un’opinione tutti gli elementi utili. A cominciare da un documento poco noto, ma disponibile in rete (grazie, c’è da dirlo, al sito della pianificazione strategica del Comune di Foggia http://www.labfoggia013.eu) che pubblichiamo in altra parte del giornale: è un ampio stralcio dello studio di fattibilità a suo tempo realizzato – dietro la spinta dell’allora presidente della Provincia, Carmine Stallone – da Aeroporti di Puglia, ed avente come oggetto proprio la costruzione della nuova pista, sul tracciato della cosiddetta “pista degli inglesi”.

Su un paio di aspetti, però, ci pare che però debba esservi una opinione unanime. Li elenchiamo si seguito.

1 – I proventi del parco fotovoltaico non vanno redistribuiti tra gli aeroporti pugliesi, ma devono essere utilizzati in loco. Perché la Capitanata ha “già dato” (e troppo) al resto della Puglia in termini di produzione di energia (basti considerate il devastante impatto paesaggistico delle pale eoliche) e in termini di risorse idriche, senza ricevere in cambio niente. Perché l’aeroporto di Foggia è tra quelli pugliesi il solo che abbia bisogno di un’opera strategica, e funzionale alla sua valorizzazione. Alla vigilia del “federalismo aeroportuale” che vedrà le Regioni e gli enti locali sempre più impegnati nella gestione dei loro scali, è un’ineludibile necessità.

2 – Il futuro dell’aeroporto Gino Lisa passa necessariamente per il riconoscimento e la sua valorizzazione turistica. In un modo o nell’altro, che si tratti dell’allungamento  della pista attuale o della costruzione della nuova pista trasversale, vanno soddisfatte le istanze più volte rappresentate dagli operatori turistici del Gargano, in modo che sulla pista foggiana sia consentito il decollo e l’atterraggio dei voli charter turistici.

Si tratta di due obiettivi strettamente connessi tra loro e non negoziabili, su cui è chiamata a cimentarsi la classe dirigente foggiana.

Geppe Inserra

 

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  1. Avv. Maurizio Antonio Gargiulo permalink
    28 ottobre 2010 18:52

    Ma c’è davvero una volontà di A.d.P. di far crescere lo scalo foggiano ( lo stesso scalo mai apprezzato pubblicamente, ricordiamolo) o vi è solo la celata volontà di questa e delle istituzioni regionali di far rimanere lo scalo foggiano così com’è o meglio farlo diventare una fonte di produzione economica per gli attuali scali regionali, più noti ed operativi, a loro dire?
    E’ un cattivo pensiero ( sono diventato come San Tommaso, scusatemi) che spero resti davvero tale ma che, tra parole e/o pensieri uditi e letti, ho il timore che possa davvero maturarsi nella solita presa per i fondelli.
    Non sarebbe la prima e ne l’ultima a danno dei cittadini foggiani e della nostra provincia.
    Certo è che le ipotesi di allungamento o di nuova pista hanno lasciato il posto, nelle sedi che contano, all’ipotesi più concreta del famoso parco fotovoltaico, questo sì in reale avanzamento.
    Quando le cose si vogliono fare… i tempi si dimezzano come per miracolo!
    Da qui nascono i miei cattivi pensieri e la mia devozione al “santo del se non tocco non ci credo”.
    Noi, a Foggia, discutiamo se è meglio la nuova pista o l’allungamento di quella esistente, se i venti favoriscono o meno l’atterraggio degli aerei nell’uno o nell’altro modo o nella direzione est od ovest, se il Ministero della Difesa e/o Amendola darà l’ok per la nuova pista ( l’esito Authority Alimentare non ci fa molto sperare) o dirà “nein” (cosa più probabile), se l’esproprio comporti costi gravosi ed impraticabili ( per via delle regolari concessioni edilizie), mentre a Bari, invece, si pensa alla concessione ed ai 100 milioni di euro per ben 25 anni.
    Somma da capogiro, sia chiaro ed anche economicamente conveniente per qualsiasi ente.
    Ma per il Gino Lisa ci sarà davvero un rientro per tale “business” o il solito “contentino” per far zittire le poche voci locali che contano?
    Insomma al cittadino foggiano e della provincia (figuratevi a me che scrivo) non interessa che l’A.d.P e/o la Regione facciano l’affare del secolo, ma interessa poter partire da Foggia per le differenti direzioni nazionali, e magari anche straniere, e che lo stesso scalo possa costituire una vera fonte di rientro turistico, portando quel vero auspicato vantaggio economico, questo si in favore della Daunia intera.
    Allora che le nostre utili e formative discussioni diventino “L’INCUBO” dei politici regionali, locali ed in primis dell’A.d.P.
    C’è una parte di Foggia e Provincia che è stufa di farsi prendere per i fondelli e vuole vedere FATTI ed IN TEMPI UMANI così come si sanno fare quando le cose interessano davvero.
    L’Adiconsum, ricordo bene, è vigile in tale ruolo. Speriamo che la cittadinanza TUTTA si svegli in maniera compatta e con razionalità, sulla scorta anche delle osservazioni fatte dal personale tecnico che oggi già opera all’interno della struttura Gino Lisa e che meglio di tutti, forse, possono correttamente dire la loro, orientando TUTTI verso la decisione più opportuna e più concreta. In merito un mio plauso va al punto di vista del “Mondo Gino Lisa”, letta oggi 28 ottobre 2010 sul Quotidiano di Foggia, che mi sembra nelle sue osservazioni abbastanza tecnica ed attenta all’ipotesi più concreta .
    Avv. Maurizio Antonio Gargiulo

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