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Parla l’industriale Michele Perrone: Lisa operativo solo con la pista ortogonale

31 ottobre 2010

Il più rappresentativo dei costruttori foggiani in linea con il suo presidente Di Carlo: “se occorre faremo le barricate”. Ingerenze del mattone sulle aree circostanti l’aeroporto? “Solo ‘leggende metropolitane’ e vi spiego perché”. “Prima di tutto rilanciare il mercato, e senza infrastrutture è impresa impossibile”

L’affaire Gino Lisa con il suo bagaglio di polemiche, poche a dire il vero, per il parco fotovoltaico di prossima costruzione al suo interno e della pista ortogonale tanto invocata, sembra non sortire alcuno effetto sulla città. Prova ne sia il question time del sindaco Mongelli con i cittadini, lì di aeroporto non se n’è parlato affatto. Oggi l’Enel fa sapere che l’impianto elettrico del Lisa è troppo antiquato per sopportare un progetto di tal genere, ma questo non ci rasserena, visto che il problema è di facile soluzione: bisognerà differire l’insediamento di appena due mesi, il tempo sufficiente per potenziare la rete elettrica. Strano però che a scaldarsi siano gli industriali per l’autorizzazione per la costruzione del parco concessa da parte di AdP ad un’azienda tedesca, e senza interpellare nessuno. Appena qualche giorno fa lo stesso presidente, Pino Di Carlo, da queste colonne promise barricate pur di non vedere il Lisa affossato per sempre: se l’impianto fotovoltaico dovesse essere sito nell’ex area militare della pista degli inglesi (o americani secondo alcuni – ndr), l’ipotesi della pista ortogonale tramonterebbe per sempre.

“Strano” dicevamo perché a tutt’oggi non sono pochi ad attribuire il mancato decollo del Lisa agli appetiti dei costruttori, magna pars di Confindustria Foggia, per i terreni intorno al Lisa com’è adesso. Persino il sindaco Mongelli, imprenditore edile anch’egli e quindi parte integrante di Confindustria, è stato coinvolto, tacciato di essere il “braccio operativo” dei signori del mattone. Abbiamo, a tal proposito, chiesto lumi al patriarca dei costruttori foggiani, Michele Perrone, uomo di pochissime parole e non avvezzo ai salotti mondani, ma “verbo di dio” in via Valentini Vista Franco. Perrone alle anzidette allusioni ha risposto seccamente “leggende metropolitane. Mi meraviglio che ancora oggi si batta questa strada. Speculazioni edilizie in quell’area si sarebbero potute fare vent’anni fa, prima del Piano Regolatore Benevolo, da allora in poi proprio no”.

La preoccupazione di Perrone si attaglia con quella del suo più giovane presidente Di Carlo “oggi più che mai dobbiamo dotarci di infrastrutture eccellenti: l’aeroporto deve funzionare al meglio. Sappiamo tutti, Di Paola (amministratore unico di Aeroporti di Puglia – ndr) in primis, che l’allungamento della pista non ci porterà benefici concreti, il parco fotovoltaico messo sulla pista degli inglesi impedirebbe la costruzione della pista ortogonale, l’unica che garantirebbe il traffico di aerei da cento posti e oltre e che farebbe di Foggia uno scalo aeroportuale di prima eccellenza. Dice bene Di Carlo, faremo le barricate”. Il mercato va incoraggiato, specialmente in questa lunga fase di crisi, è Perrone lo sa bene “da imprenditore sarei uno sciocco se pensassi a quattro palazzi oggi, lasciando “a terra” il mercato. Il volume di affari in economia si fonda soprattutto sulla politica degli scambi. Restare isolati, perché così finirebbe con un Lisa così com’è o con la pista appena “ritoccata”, danneggerebbe innanzitutto noi classe imprenditoriale”.

Perrone tiene a far conoscere a chi insiste sulle ingerenze del mattone, che da sempre lui in prima persona ha tenuto che l’aeroporto foggiano decollasse “già trent’anni fa c’abbiamo provato con il “Consorzio” per l’aeroporto, presieduto all’epoca dall’on. Vittorio Salvatori”, riconoscendone più gli insuccessi che successi “poi è stata la volta della Compagnia Federico II Airways, voluta dall’amministrazione comunale targata Agostinacchio, tanto criticata, ma che ha avuto il merito di tenere in vita il Lisa come scalo effettivamente “operativo”, e che ha consentito allo scalo, non bisogna sottacerlo, di poter usufruire allora di fondi governativi pari a 150 milioni di vecchie lire. Oggi senza la Federico II forse il Lisa sarebbe solo un ricordo”.

Sulla questione del parco fotovoltaico, Perrone non fa sconti ad AdP “Di Paola, come prevede la legge, avrebbe dovuto fare un bando di gara per la costruzione del parco, coinvolgendo, o quanto meno informando, le imprese locali e pugliesi del progetto in atto, e non affidarsi in toto ad un’azienda tedesca; avrebbe dovuto mettere al corrente il Comune di Foggia della possibilità di un così importante insediamento e non darne notizia a cose già fatte”. Sono tante le cose che non stanno bene al “gran vecchio” del mattone a Foggia. Garantisce, comunque, un suo costante interessamento perché non avvengano “misfatti” baresi; si farà portavoce, attraverso Confindustria, presso il sindaco perché si “spinga” per la pista ortogonale, visto che il primo cittadino temporeggia. Infine, quasi fosse una lisca rimastagli in gola, tiene a precisare nuovamente “basta pensare ai costruttori come artefici delle “disgrazie” dell’aeroporto foggiano. Costruire? Grazie a Dio, viviamo in una delle pianure più grandi d’Italia, spazi per costruire a Foggia ce ne sono (il riferimento a “Foggia2” è sibillino – ndr). Non moriamo mica se la città non si espande in direzione viale degli Aviatori! Eppoi, non scordiamoci che il mercato oggi langue ancora”. Appunto il mercato, quello che potrebbe decollare con ali potenti e su piste adeguate.

 

Luciano Ventura

 

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