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La Curia cambia registro sulla vicenda del Falso Movimento / Morto un cinema se ne fa un altro. Anzi altri quattro.

1 novembre 2010

Voce di Popolo conferma la riapertura della Sala Farina al posto  dello storico cinema d’essai. Ma riconosce l’importante ruolo svolto da Mauro Palma

Morto un cinema se ne fa un altro. Anzi quattro. L’epilogo della vicenda del Falso Movimento è quello che non t’aspetti: un quasi lieto fine che lascia un certo retrogusto d’amaro. Ma procediamo per ordine. Il cinema che non c’è più è, come si sa, il Falso Movimento, il cinema d’essai che per oltre trent’anni ha svolto la sua attività in vico Campanile, contribuendo non poco a creare e a sedimentare nei foggiani quel gusto del cinema che è una delle non ultime ragioni del boom della Città del Cinema: con 650.000 biglietti staccati all’anno la multisala di Sarni è diventata una delle maggiori d’Italia.

La chiusura del Falso Movimento, provocata dal mancato rinnovo del contratto di locazione che legava Palma alla parrocchia Cattedrale, salutata con comprensibile rammarico dalle centinaia di appassionati che la frequentavano, ha tuttavia innescato un processo di gemmazione, una reazione a catena che porterà all’apertura di quattro nuove sale. Nei locali di via Campanile riaprirà infatti i battenti la Sala Farina, mentre Mauro Palma, assieme all’imprenditore della sanità ed ex assessore comunale alla cultura, Tito Salatto sta lavorando alla riapertura del cineteatro Ariston, che prenderà il nome di Cinema Fellini, e si trasformerà in una multisala con tre schermi, in grado di ospitare anche spettacoli teatrali ed eventi culturali.

È stata la Curia a rompere gli indugi e a chiarire ufficialmente la destinazione dell’ex Falso Movimento, sulla quale era nato un autentico giallo dopo che, soltanto qualche giorno dopo la consegna delle chiavi al parroco della Cattedrale, si era appreso dell’inserimento del cinema (con il nuovo-vecchio nome di Sala Farina) nel circuito “D’autore” gestito dall’Apulia Film Commission per conto della Regione Puglia.

L’ultimo numero di Voce di Popolo, il periodico della Curia Arcivescovile, dedica un’intera pagina alla riapertura della sala intitolata all’indimenticabile vescovo foggiano Fortunato Maria Farina, in odore di santità per il sostegno dato alla popolazione durante i tragici bombardamenti del 1943. Va detto che la sala si è chiamata così fino a metà degli anni Settanta, e fu gestita con questo nome per molti anni già dal padre di Mauro, Giustino Palma.

L’articolo chiarisce molti aspetti della vicenda che ha appassionato il mondo culturale cittadino, suscitando anche una petizione popolare sottoscritta da oltre tremila foggiani, che cercavano di scongiurare la chiusura del Falso Movimento. Voce di Popolo afferma che è stato “il consiglio pastorale parrocchiale ad avanzare l’ipotesi di una gestione “in proprio” della sala teatro che, diviene cruciale per le attività di base della pastorale della Cattedrale, data la carenza di spazi fruibili.”

La destinazione della sala è comunque polivalente. Il progetto è di trasformare il  cinema in un “importante contenitore culturale al servizio della comunità diocesana” nel quale troveranno posto anche “alcune attività della Pastorale Giovanile Diocesana, che sta già pensando di impegnare dei volontari per organizzare eventi culturali rivolti ai giovani della città.”

“Tutto ciò – puntualizza Voce di Popolo – senza venir meno alla vocazione “allo spettacolo” della sala stessa”. Il periodico curiale annuncia quindi l’apertura di una “nuova pagina” nella vita del cinema parrocchiale, “sulla scia di quanto ormai si è stratificato nella storia della sala stessa, divenuta per tutti centro propulsore di vita culturale e di impegno civile della città. Proprio partendo dall’imprescindibile peculiarità di questi anni, la Diocesi si sta impegnando con una serie di incontri presso il Ministero delle Politiche Culturali (sezione Cinema) e presso l’Anec, per restituire ai cittadini una programmazione che mantenga la qualità di sempre e che al contempo garantisca contenuti di alto profilo culturale ma anche cristiano e morale, per una crescita che possa interessare l’intera collettività.”

La ripresa della programmazione, affidata alla cooperativa Sipario di Bovino che gestisce con successo nella cittadina d’arte subappenninica da alcuni il cinema “Pio XI”, è annunciata per l’autunno. Ovvero ci siamo quasi.

Il cinema bovinese è da tempo compreso nel circuito regionale “D’autore”, la Sala Farina è in lista d’attesa. “È sicuramente motivo di grande soddisfazione – afferma sempre su Voce  di Popolo il presidente della Cooperativa Sipario, Francesco Gesualdi – essere rientrati in questo importante circuito, che ci consentirà di portare a Bovino e oggi anche a Foggia, i film d’autore e le iniziative culturali a fruizione gratuita per gli spettatori, e da adesso anche a Foggia se l’elenco venisse definitivamente approvato”.

Luciano Ventura

 

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