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Foggia ecosostenibile


Foggia tra le città più ecosostenibili d’Italia, al quarto posto della classifica nazionale che premia i capoluoghi di provincia che denotano le migliori politiche ambientali (o il miglior “stato dell’arte” in materia ambientale).
Ad affermarlo è l’istituto nazionale di statistica, che fornisce una lettura “politica” per il balzo in avanti compiuto dal capoluogo dauno: “Al quarto posto – si legge nel rapporto – si colloca la città di Foggia, premiata dall’azione degli amministratori che hanno  approvato nel 2008 il Piano Energetico Comunale e nel 2007 il Piano Urbano del Traffico. Il comune evidenzia anche un aumento di due punti percentuali della raccolta differenziata e grazie all’iperventilazione della zona, che favorisce la dispersione degli inquinanti, non presenta superamenti del limite fissato per il PM.”
Davanti al capoluogo dauno, figurano nell’ordine Trento, Venezia e Bologna. Dunque Foggia si assicura anche il primato della città meridionale con la maggiore attenzione all’eco-compatibilità. I dati si riferiscono al 2008. Nel 2007, Foggia si era piazzata al 13° posto. In un anno ha dunque recuperato bel nove posizioni. Meglio della nostra città ha fatto soltanto Terni, salita dal 24 al° al 6° posto.
A determinare l’eccellente performance è stato il miglioramento dell’indicatore sintetico (che descrive tutti i parametri utilizzati), passato da 6,1 punti del 2007, ai 6,5 punti dello scorso anno. Ma a provocare il balzo in avanti del capoluogo dauno sono stati diversi fattori, che esaminiamo più in dettaglio, in questo speciale che pubblichiamo sul blog per gentile concessione del Quotidiano di Foggia.
Bisogna tener presente che la classifica generale è stata elaborata tendendo conto di numerosi parametri che riguardano gli aspetti più caldi della “ecosostenibilità”: in particolare, l’acqua (e il consumo idrico); l’aria, l’energia, la popolazione, i rifiuti, il rumore, i trasporti ed il verde urbano. Ognuno di questi settori racchiude alcuni parametri. Vediamoli, uno per uno.
ACQUA – Tre i fattori presi in considerazione: il consumo di acqua per uso domestico (m3 per abitante), la percentuale di popolazione residente nel comune servita da impianti di depurazione delle acque reflue urbane e l’adozione di misure di razionamento nell’erogazione dell’acqua per uso domestico. Per quanto riguarda il consumo idrico, Foggia è parecchio virtuosa: solo 46,7 metri cubi all’anno, a fronte di 68,4 che è la media nazionale. Virtuoso anche il comportamento negli otto anni presi in considerazione: nel 2000, infatti, i foggiani hanno consumato 49,4 metri cubi.
Buono anche il parametro che riguarda la popolazione servita da impianti idrici. il 98%, mentre la media nazionale è soltanto dell’87,7 per cento. Per quanto riguarda l’adozione di misure atte a ridurre i consumi idrici Foggia è tra i 14 capoluoghi di provincia italiani che l’hanno fatto, anzi che lo fanno solitamente: in otto dei nove anni presi in considerazione sono state adottate misure di questo tipo.
ARIA – Più articolati gli indicatori che fanno riferimento all’aria. Il primo riguarda la presenza di centraline fisse di monitoraggio della qualità dell’aria (calcolate su una base di 100.000 abitanti): Foggia ne possiede 4,6 su una media nazionale di 2,3. Va precisato che il “rendimento” nei nove anni presi in considerazione tende però al ribasso: nel 2000 le centraline presenti erano addirittura 7,8 per ogni 100.000 residenti. Lo stesso parametro è stato preso in considerazione rapportandolo però non più alla popolazione residente ma all’estensione del territorio (per 100 kmq di superficie comunale). In questo caso il dato che riguarda il capoluogo dauno non è brillante: 1,4, mentre la media nazionale è al 2,1.
Il terzo parametro è tra i più importanti in quanto riguarda il numero di inquinanti rilevati nel territorio comunale: 7 a Foggia, a fronte di 8,4 che è la media nazionale.  Il quarto parametro, altrettanto importante, riguarda il numero massimo dei superamenti del limite per la protezione della salute umana previsto per il PM10. A Foggia (sola città pugliese che possa esibire questo record) è pari a zero, mentre la media nazionale è di 60,6. Il capoluogo regionale, Bari, esibisce un preoccupante 99.
L’ultimo parametro non interessa Foggia, in quanto riguarda la tipologia di stazione in cui si è registrato il numero massimo di superamenti per il PM10 nei comuni capoluogo di provincia. Per la cronaca, la media nazionale vede in testa l’inquinamento ambientale da traffico.
ENERGIA – Passiamo adesso a prende in esame gli indicatori che riguardano l’energia. Foggia è tra i 35 capoluoghi di provincia ad essersi dotati di un piano energetico comunale. Il secondo parametro riguarda il consumo di gas metano per uso domestico e per riscaldamento  (calcolato in metri cubi per abitante). Nel 2008, i foggiani hanno consumato 258,7 metri cubi pro-capite, a fronte di una media nazionale di 398 metri cubi (ma va precisato che per ovvie ragioni meteorologiche il consumo è per ovvie ragioni più basso nel Mezzogiorno). Foggiani “risparmiatori” anche per quanto riguarda i consumi di energia elettrica: nel 2008, 970,7 chilowatt per abitante (ma si è trattato del consumo più alto, nel periodo preso in esame): la media nazionale è di 1.209,2 chilowatt. Performance altrettanto positiva per quanto riguarda i consumi elettrici riferiti non alla popolazione, ma alla singola utenza: nel 2008, 2.276,6 chilowatt. La media nazionale è, invece, di 2.368,4 chilowatt.
Deficitario invece, per Foggia, il parametro che riguarda la presenza di impianti di teleriscaldamento: sono soltanto 23, in Italia e Foggia non figura tra questi. Insoddisfacente anche il parametro che riguarda l’estensione dei pannelli solari termici installati sugli edifici comunali (calcolata in metri quadrati per 1000 abitanti): il Comune di Foggia non fa uso di pannelli solari, ma la media nazionale è solo dello 0,4.
POPOLAZIONE – Il parametro vede primeggiare il capoluogo dauno. Si riferisce alla densità della popolazione: a Foggia solo 302 abitanti per chilometro quadrato, a fronte di una media nazionale di 886 abitanti.
RIFIUTI – È il parametro più complesso, in cui si incrociano i dati di ben dieci indicatori. Si parte con la raccolta di rifiuti urbani calcolata in termini di kg per abitante. Con 511,1 kg/abitante, Foggia si situa al di sotto della media nazionale che è di 615,8 kg/abitante. Ovviamente, la classifica premia le città che producono meno rifiuti. Il secondo parametro riguarda la raccolta differenziata (calcolata in percentuale sulla raccolta totale) e in questo caso le cose non vanno benissimo per la nostra città, che raccoglie soltanto l’11,3% di “differenziata” a fronte di una media nazionale di 28,5. Ma va sottolineato che nel periodo preso in considerazione si è registrato un aumento costante della percentuale di raccolta differenziata: nel 2000 era solo al 6,6%.
I dati non sono ovviamente esaltanti anche in riferimenti ai singoli “materiali” recuperati con la raccolta differenziata. Per quanto riguarda la carta, Foggia recupera solo 10,6 kg all’anno per abitante, mentre la media nazionale è di 65,5 kg. Ma il dato più amaro riguarda il crollo registrato nei nove anni presi in considerazione: soltanto nel 2007, Foggia aveva “prodotto” 33,1 kg pro-capite.
La stessa situazione insoddisfacente si rivela per gli altri materiali riciclati: vetro (6 kg procapite, media nazionale 21,5;  materie plastiche: 8,3 kg a Foggia, 9,3 media italiana; metalli (la raccolta non viene effettuata, la media nazionale è di 5,4 kg); sostanze organiche, verde e legno vendono una situazione ancora più deficitaria: soltanto 400 grammi in media per abitante, mentre la media nazionale è di 52 chilogrammi. Buono invece il dato del parametro che si riferisce alla popolazione servita: il 100 per cento, a fronte di una media nazionale del 91 per cento.
RUMORE – I parametri che riguardano l’inquinamento acustico sono quasi tutti relativi alle politiche cantierizzate in merito dalle amministrazione comunali. I dati di Foggia sono piuttosto soddisfacenti: quello dauno figura tra i 68 dei 111 Comuni capoluogo di provincia presi in esame, che hanno approvato la zonizzazione acustica. Foggia non è virtuosa, invece, per quanto riguarda l’approvazione della relazione biennale sullo stato acustico. Ma a farlo sono stati soltanto 15 capoluoghi di provincia. Il capoluogo dauno è però tra le 2 città italiane che hanno approvato piani di risanamento acustico.
Soddisfacente è anche il dato che riguarda le centraline fisse di monitoraggio del rumore (calcolate per 100 km2 di  superficie comunale): 1,2 il dato che riguarda la nostra città, soltanto 0,2 quello nazionale medio. Foggia è inoltre tra i 76 Comuni capoluogo di provincia  che hanno effettuato campagne di monitoraggio del rumore. Zero assoluto, invece, sul fronte degli interventi di bonifica. Foggia è assente sia per quanto riguarda gli interventi di bonifica da rumore sulle strade(mediante asfalto fonoassorbente), dove la media nazionale è di 3,7 chilometri quadrati per 10.000 km2 di superficie comunale), sia per quanto riguarda l’installazione di barriere antirumore (dato medio nazionale 2,7).
TRAFFICO – Un altro parametro caldo è quello che riguarda ovviamente il traffico automobilistico. Il primo parametro riguarda l’adozione del Piano Urbano del Traffico, prevista dall’art. 36 del Nuovo Codice della Strada che fa obbligo ai Comuni con popolazione residente superiore a 30 mila abitanti di adottare il piano.
Foggia è tra gli 88 comuni capoluogo di provincia che hanno provveduto a riguardo.
Per quanto riguarda la domanda di trasporto pubblico (ricavata dal numero di passeggeri annui trasportati dai mezzi di trasporto pubblico, rapportato al numero degli abitanti residenti) il dato di Foggia è piuttosto deludente: 52,1 a fronte di una media nazionale di 234,5. Buono invece l’indicatore relativo al  tasso di motorizzazione (autovetture per 1.000 abitanti) : in questo caso, ad un valore più basso corrisponde un maggior “apprezzamento” nella classifica finale. Foggia presente un dato di 550,3 autovetture circolanti per 1.000 abitanti, a fronte di una media nazionale di 616,7.
L’ultimo parametro relativo ai trasporti riguarda il numero di motocicli per mille abitanti: a Foggia 50,6, mentre la media nazionale è di 124,7.
VERDE URBANO – L’ultima serie di indicatori riguarda il verde urbano. Deficitario l’indicatore che riguarda l’adozione del piano del verde. Hanno approvato il piano soltanto 27 dei 111 comuni capoluogo di provincia presi in considerazione, ma Foggia non è tra questi. L’amministrazione comunale ha invece realizzato il censimento del verde urbano unitamente ad altri 81 comuni capoluogo di provincia.
Parametro particolarmente significativo è quello che riguarda la densità  di verde urbano, ottenuta calcolando la percentuale di verde sulla superficie complessiva  comunale: Foggia è soltanto allo 0,2 per cento, a fronte di una media nazionale dell’8,3. L’ultimo dato riguarda la disponibilità di verde urbano  (m2 per abitante): appena 5,5 a fronte di una media nazionale del 93,6. L’indicatore si riferisce al patrimonio di aree verdi gestito (direttamente od indirettamente) da enti pubblici (comune, provincia, regione, stato) esistente nel territorio comunale.
Il quarto posto ottenuto dal capoluogo dauno nella graduatoria nazionale delle città sostenibili è senz’altro apprezzabile, e sono giustificati i commenti improntati a soddisfazione del sindaco Mongelli e dell’ex sindaco Ciliberti.
Ma non può sfuggire che a propiziare questo positivo risultato per la città di Foggia è stata soprattutto…. madre natura (il vento che per esempio disperde le emissioni atmosferiche inquinanti). Il comune fa la sua parte soprattutto in termini di adozione di piani e progetti. Ma quando si passa a certi dati reali e quotidiani (per esempio quelli riguardanti la bassissima percentuale di raccolta differenziata, la disponibilità di verde pubblico o la bassa domanda di trasporto pubblico) si capisce che la strada da percorrere, è comunque ancora lunga, e chiama in causa  soprattutto l’efficienza e la qualità dei servizi pubblici.

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3 commenti leave one →
  1. Marco permalink
    21 settembre 2009 15:18

    Per quanto riguarda la raccolta differenziata ci sono pochissimi bidoni in giro(magari si potesse fare una petizione per aumentare il numero di raccoglitori)… e ora come ora per problemi economici vi sono cumuli di imondizia non indifferente! Speriamo bene

  2. DOMENICO permalink
    11 agosto 2010 14:07

    Sono quasi meravigliato della buona posizione in classifica: non mi ero accorto della virtuosità della nostra città. Come è stato evidenziato nell’articolo, alcuni meriti sono dovuti a madre natura che rende la nostra città spesso ventilata e libera da smog. Ma sul piano mentale-culturale c’è ancora molto da fare. Nell’ambito del trasporto, le piste ciclabili non sono quasi prese in considerazione. Le poche presenti sono rovinate od occupate senza manutenzione; il Comune in passato non ha valutato alcuna programmazione di piste ciclabili nell’ambito dei rifacimenti o costruzioni di nuove strade e si poteva fare molto in merito. Riguardo i rifiuti non è solo questione di numero di cassonetti, perché alcuni teppisti li distruggono o incendiano. Per non parlare delle discariche a cielo aperto in periferia o del vezzo di buttare i rifiuti dove capita. Per educare il cittadino medio foggiano alla eco-sostenibilità c’è bisogno di molto ottimismo!

  3. Ottavio Casolaro permalink
    21 settembre 2010 11:04

    Scusate il sarcasmo…da noi nell’aria il PM10 e attestato intorno allo zero (vedi Bari a 99). La regione guardando il dato, ha deciso di toglierci questo primato nazionale facendo i primi passi per porre nella nostra terra svariati inceneritori! Ma perchè non ci lasciano in pace ed a vivere bene! C’è un modo per far capire a questi politici che potrebbero riuscire a mangiare anche senza ucciderci??? La realtà per un futuro sostenibile si chiama stazione ecologica. Con un’ottimizzazione della raccolta differenziata potremmmo dividere i materiali per il riciclaggio, vendere questo materiale alle nostre fabbriche o anche all’estero (alluminio, vetro, ferro, carta, plastica, ecc ecc), dare posti di lavoro (è un lavoro manuale). Magari per il vetro perchè non fare una convenzione con manfredonia (lì abbiamo uno dei più grandi stabilimenti d’europa per la produzione).
    P.S. il cittadino medio foggiano deve essere educato da subito a scuola…all’asilo, alla scuola elementare e media! C’era una volta attivo un corso che si chiamava educazione civica ed ambientale (come d’altronde c’era anche un corso che si chiamava educazione stradale, ora materie dannatamente dimenticate). BISOGNA RIATTIVARE QUEI CORSI!
    E’ così che si educa una popolazione, non si può pretendere che una persona a 30-40 anni, cambi usi e costumi: bisogna fare affidamento sui bambini! SONO LORO CHE POI VANNO IN CASA AD EDUCARE I GENITORI ED I NONNI (papà non si getta lì,papà non si parcheggia in doppia fila, ecc.).
    Cambiamo questa generazione politica che ci governa perchè veramente non ce la facciamo più…siamo in balia di 4 matti che pensano sempre e soltanto al loro portafoglio: SVEGLIAMOCI!!!!!!!!

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