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Gli sfidanti


Sono dieci, alla fine, i candidati sindaci che salvo sorprese (a decretare l’ammissione delle liste è la sezione elettorale del tribunale, che sta esaminando la documentazione presentata) si contenderanno la fascia tricolore. È un autentico record: mai prima d’ora, la griglia di partenza era stata così folta.
Le ultime ore prima del termine ultimo per la presentazione dei candidati e delle liste ha riservato alcune sorprese. Il decimo candidato (come si ricorderà, erano scesi a nove dopo la rinuncia del Partito Repubblica a presentare un proprio candidato, e la decisione del partito dell’edera di convergere nella coalizione di Santaniello) è Patrizio Ricciardi, che capeggia la lista civica “Uno di Noi”. L’altra novità riguarda i candidati che si presentano non sostenuti da una coalizione di liste, ma da una singola lista: Saranno cinque, e non più sei, perché Rosa Schena, candidata di Forza Nuova, godrà anche dell’appoggio della lista della Fiamma.
Ma vediamo, per ciascun candidato, le liste o le coalizioni che li sostengono, cominciando, appunto, dai candidati sostenuti da una sola lista.
Paolo Agostinacchio. Già sindaco di Foggia e parlamentare, presidente della Scuola di Pubblica Amministrazione Marcone, una vita in An, si presenta per la Destra di Storace, cui aderì dopo il penultimo congresso di An. Il capolista è Francesco Niglio, al numero 2 un nome d’eccellenza: Anna Maria Tatarella (nipote dello scomparso dirigente nazionale di An e vicepresidente del consiglio dei ministri, Pinuccio, e dell’europarlamentare Salvatore). Una sorpresa che ha provocato non poco scalpore negli ambienti cittadini e provinciali del centrodestra.
Patrizio Ricciardi: guida una delle due liste civiche presenti ai nastri di partenza della competizione elettorale: “Uno di noi”. Il capolista è Giacomo Petti: tra i quaranta candidati c’è una buona presenza femminile.
Carmine Belmonte, giovane, capeggia una lista di giovani dal nome decisamente ambizioso: “Governiamo Foggia”. I candidati – quaranta sono il massima parte giovani – e sono elencati in ordine rigorosamente alfabetico.
Giuseppe Trecca, dirigente scolastico del liceo Classico Poerio di Foggia, dopo aver diretto per anni, l’ITC Pascal per programmatori. Molto noto negli ambienti culturali cittadini (è intimo amico dell’assessore alla cultura e preside della facoltà di lettere, Giovanni Cipriani) non è riuscito ad affiancare alla lista dell’Italia dei Valori una sua lista civica.
Gaetano De Perna, eletto nella passata tornata elettorale nelle liste del centrodestra, presidente dell’Accademia di Belle Arti, ci riprova con il Movimento delle Autonomie, nella cui lista figura anche il direttore dell’Accademia, Savino Grassi.
Lista unica anche in appoggio di Giuseppe Martorana, giornalista e fondatore del movimento Nuovo Ordine Nazionale, di cui è anche segretario nazionale.
Rosa Schena, avvocatessa matrimonialista foggiana, è sostenuta da Forza Nuova (capolista Michele Palumbo), cui si è aggiunta anche la lista della Fiamma (capolista Giuseppe Fiano).
Le tre coalizioni più numerose e più significative sono quelle che appartengono agli schieramenti politici tradizionali: cinque liste per il candidato del centrosinistra Gianni Mongelli e per la candidata “alternativa” del centro-centrodestra, Lucia Lambresa.
Gianni Mongelli. Ingegnere, imprenditore, presidente dell’Ente Fiere di Foggia, Mongelli è sostenuto da cinque liste: Partito Democratica, Partito Socialista, Sinistra per Foggia (che mette assieme Sinistra Democratica, il Movimento per la Sinistra di Nichi Vendola e i Verdi), la “lista del candidato sindaco” denominata Mongelli per Foggia ed una lista che mette assieme sia i Comunisti Italiani che Rifondazione Comunista. Sinistra per Foggia ha come capolista il segretario provinciale del Mps, Fedele Cannerozzi, che ha chiamato a raccolta anche esponenti non strettamente foggiano, come gli ex consiglieri provinciali Vincenzo Brucoli e Gerardo Valentino, e l’ex sindaco di Mattinata, architetto, Gianfranco Piemontese. Molti giovani e molte donne nella lista Pdci-Rifondazione: tra i candidati c’è Beppe Di Brisco, componente del forum pugliese dei movimenti per l’acqua. Il Partito Socialista “blinda” invece assessori e consiglieri uscenti: ci sono Angelo Benvenuto, Raffaele Capocchiano, Giulio Scapato, assessori uscenti, il presidente uscente del consiglio comunale, Emilio Piarullo, l’ortopedico Federico Iuppa, Antonio Russo, l’ex assessore (eletto allora nel Nuovo Psi) Gigi Il Grande. C’è anche la direttrice del Circolo Didattico Catalano, Tina De Michele. Molte le donne, i giovani ed i professionisti nella lista “Mongelli per Foggia”: un bel colpo è la candidatura del primario oncologo Rocco Laricchiuta (candidato sindaco in pectore della sinistra). Con Mongelli è candidato anche un esponente di spicco del Partito Democratico, l’ex assessore provinciale, Giuseppe D’Urso.
Anche il Partito Democratico ricandida sostanzialmente gli uscenti: una new entry di peso è quella di Sergio Clemente, ex presidente del consiglio provinciale. Per il resto ci sono tutti: gli assessori uscenti Claudio Sottile, Francesco Paolo De Vito, gli ex assessori Fiammetta Fanizza e Italo Pontone, i consiglieri Rita Chinni, Pasquale Dell’Aquila, Antonio Paglia, Raffaele Piemontese, Raffaele Pietrocola, Paolo Terenzio e Luigi Vinciguerra.

Per Lucia Lambresa, già presidente provinciale di An e presidente della municipalizzata Amica, all’epoca del sindacato di Paolo Agostinacchio, corrono invece l’Udc, la Rosa Bianca, i Cristiano Uniti e due liste di diretta emanazione della candidata sindaca: la Lista Lambresa Sindaco e Amore per Foggia. Dopo l’emorragia a vantaggio del centrodestra, l’Udc rinserra i ranghi e schiera una lista con diversi nomi di spicco: Nando Frattulino, Alfredo Grassi, Anna Rita Palmieri e Pasquale Pellegrino, consigliere provinciale, i quali tutti, per una ragione o ‘latra, gravitavano nell’orbita del centrosinistra. E poi il sindacalista Vincenzo Perulli, l’ex consigliere comunale Pasquale Pinto e l’ex commissario dell’Asl, Matteo Delle Vergini. Con l’Udc corre anche Gennaro Amodeo, che da anni tenacemtne propugna il progetto della Modaunia, ovvero del connubio tra Capitanata e Molise. I Cristiano Uniti schierano invece quale capolista il consigliere comunale uscente (eletto nel Nuovo Psi cinque anni fa) Ignazio Grosso, contraddistintosi fin da subito per essere stato la coscienza critica dell’Amministrazione Ciliberti. Nel partito dell’ex sottosegretario Gianni Mongiello, c’è in corso anche il popolare attore Lino Cea.
Nove le liste che sostengono invece Enrico Santaniello, consigliere regionale e presidente del consiglio provinciale: quella “ufficiale” del Pdl, un’autentica armata di guerra, e poi la Democrazia Cristiana, Puglia prima di tutto, Partito Repubblicano, Udeur Popolari, Alleanza di Centro, Prima Foggia, Democrazia Popolare e Nuovo Psi: da segnalare che cinque anni fa sia l’Udeur che il Nuovo Psi corsero per il centrosinistra.
Foltissima di ex assessori, consiglieri in carica, ex consiglieri, la lista del Pdl. In ordine alfabetico, per non scontentare nessuno: Umberto Candela, Giuseppe Caprarella, Rosario Cusmai, Vincenzo De Rogatis, Gianni De Rosa, Francesco D’Emilio (approdato all’ultimo momento in seno al Pdl, dopo un breve passaggio dal Centro di Pionati), Eugenio Iorio, Italo Gatta, Roberto Iuliani, Paolo La Torre, Franco Landella, Michele Milano, Vittorio Panniello (consigliere comunale del Pd, anche se eletto con il centrodestra cinque anni fa), Francesco Ciccio Russo, Raimondo Ursitti, Mimmo Verile (ex sindaco di Foggia, giunto al Pdl dall’Udc). Anche il capolista di Prima Foggia è di provenienza Udc: Bruno Longo: la lista annovera anche altri candidati che vengono dalle file del centrosinistra, come Paolo Citro (consigliere comunale eletto nelle liste civiche di Pellegrino) e Luigi Buonarota, ex socialista. Da segnalare nel Pdl anche due esordienti, con un cognome di prestigio: Raffaele di Mauro, figlio del segretario generale della Camera di Commercio, e Luigi Miranda, figlio del compianto Lucio, presidente dell’ordine forense ed esponente di spicco del Partito Liberale.
L’incidenza di candidati che provengono da formazioni e coalizioni diverse è piuttosto pesante, ed uno delle incognite della campagna elettorale è proprio il peso che questi episodi di “transumanza” avranno nel determinare gli equilibri finali. Non ha di che rallegrarsi il centrosinistra, che “perde” candidati sia a vantaggio del centrodestra che a vantaggio del centro. Quest’ultimo contiene le perdita a vantaggio del centrodestra, proprio togliendo spazi al centrosinistra.
Ma adesso la parola passa veramente ai candidati: sarà una battaglia all’ultimo voto. La speranza è che possa essere anche un confronto serio sui problemi e sul futuro della città.

4 commenti leave one →
  1. Mrsilent permalink
    18 maggio 2009 22:17

    Il “Partito delle Cavallette”,ossia un antico suono come PdC. Penso che chi esegue un doppio carpiato all’indietro sia degno, più che di una assise consiliare,di una piscina.Ne abbiamo una molto rinomata a Foggia,ed è forse lì che si sono allenati i futuri Mark Spitz. Non vorrei offendere nessuno,ma chi passa con estrema tranquillità da uno schieramento all’altro,così,pensando di fiutare il vento vincente(tutto da dimostrare e da sudare sul campo!!!),a voi……che effetto vi fa?Vi pare un’operazione lecita?Vi ispira fiducia?Non pensate che,se si è così disinvolti da passare sopra le proprie idee ed ideali per potersi in ogni maniera accapararsi una fetta di potere,gli stessi non passeranno sui VOSTRI interessi per compiacere i propri?Il mio sogno assurdo è quello di vedere,nella casella voti di quei personaggi che avete ben citato nell’articolo, un magnifico,stupendo e folgorante Z E R O.
    Anche il voto dato a se stessi….annullato.Per opera di un’entità divina,un’entità chiamata Coerenza.
    Ma i foggiani,si sa,sono di memoria corta.O fanno finta.L’importante è salire sul carro apparentemente meglio attrezzato.Si,….ma immaginate che olezzo?!!?!?!

  2. Giovanni permalink
    29 maggio 2009 17:41

    Ho ricevuto una telefonata a casa di una voce registrata che proponeva di votare tale Raffaele.
    Nulla contro il personaggio, a me sconosciuto fino a ieri, ma dopo i manifesti ora cominciano a disturbare anche a casa?
    Sappia il sig. Raffaele che l’ho depennato dalla lista dei votabili e ho lasciato la cornetta alzata per un quarto d’ora nella speranza di rendergli più salata la bolletta telecom.

    • quotidianofoggia permalink*
      29 maggio 2009 19:12

      Abbiamo eliminato il cognome del candidato “invadente”. Condividiamo la lamentela. Il candidato in questione è, tra l’altro, uno di quelli che si danno particolarmente da fare con l’affissione abusiva…

  3. alberto permalink
    3 giugno 2009 17:56

    Ho avuto l’occasione di conoscere Patrizio Ricciardi della lista uno di noi, candidato sindaco, e Giovanni Orlando , candidato consigliere comunale,sono rimasto piu’ che soddisfatto…..
    IDEOLOGIE FOGGIANE……
    IO VOTO UNO DI NOI….

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