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La beffa dell’Authority infiamma il dibattito / Foggiani, datevi da fare. Sì, ma con l’aiuto del Governo

9 maggio 2010

L’amara vicenda dell’Authority suona adesso di beffa, dopo i “chiarimenti” forniti dal ministro della Salute Ferruccio Fazio al presidente della Provincia, Antonio Pepe, che però promette battaglia. L’agenzia è stata soppressa in virtù di una vecchia norma approvata dal Parlamento in sede di conversione del decreto per la semplificazione amministrativa, la cosiddetta legge “taglia enti”. Sembra un tardivo richiamo ad una norma che però – come giustamente sostiene il presidente della Provincia – andrebbe applicata agli enti che già esistevano, e non a quelli che devono ancora nascere.
In realtà, questa vicenda tradisce uno dei grandi problemi politici del momento: la cultura meridionalistica del Governo, osteggiata (nel senso più letterale della parola, ovvero “tenuta in ostaggio”) dalla Lega. Ed è proprio su questo aspetto del problema che si è acceso sul blog del Quotidiano di Foggia un appassionato dibattito.
Tra le associazioni più attive nel sostenere le ragioni dell’Agenzia per la sicurezza alimentare ci sono per ovvie ragioni quelle dei consumatori. Si è distinta in modo particolare l’Adiconsum il cui presidente, Giuseppe Potenza, ci scrive: “Noi, come Associazione di volontariato, abbiamo provato a far sentire la nostra voce.
Abbiamo organizzato una raccolta di firme ed abbiamo dato l’allarme in tempi non sospetti, quando già si avvertivano (per chi li sapeva scorgere) i segnali della mancata produzione dei decreti attuativi della legge istitutiva dell’Authority.
I politici locali non ci hanno minimamente considerato e questo è il risultato!
Non vi è stato alcun impeto d’orgoglio e non si è fatta rete attorno a tale questione.
Nessun politico ci ha chiesto quante firme abbiamo raccolto o quali iniziative intendiamo adottare. È una vergogna la mancata istituzione dell’Authority a Foggia! Per i consumatori viene a mancare l’organismo terzo ai fini del controllo alimentare. A che servirà il reparto dei NAS a Foggia, completamente scollegato dall’Authority? Come si fa a definirla un ente inutile se è presente in tutti i Paesi europei?”

Agenzia inutile? Ma no, è un obbligo europeo

Vale la pena di sottolineare, in proposito, che in seno al Governo già in passato si erano ascoltate voci sulla presunta inutilità dell’Agenzia, ritenuta un “doppione” dell’Efsa, l’Agenzia europea, che ha sede a Parma. Ma l’Unione Europea ha più volte chiarito che tutti gli stati membri dovrebbero dotarsi della propria Agenzia nazionale, che è pertanto un obbligo comunitario, ed è certo tutt’altro che inutile.
Si arrabbia anche Cesare, che scrive: “è sempre la stessa storia, quando si tratta di riconoscere che il Sud ha le sue qualità! perché non dare a Cesare quello che di Cesare?”
Non è dello stesso avviso, Gustavo, un foggiano trapiantatosi al Nord: “Il sud ha delle qualità? Vero. Ma non serve affatto l’Authority alimentare per questo riconoscimento. Adesso vi dico quel che dovreste fare a Foggia e che nessuno invece realizza. Con l’enorme patrimonio agro-alimentare della Capitanata, non si capisce come mai non vi sia sviluppo economico. O meglio, io lo so. Si continua a puntare sulla quantità invece che sulla qualità. L’Università c’è, la Facoltà di Agraria pure. E allora, cosa aspettate a creare l’Università del vino? Con il vino dauno si producono moltissimi vini di qualità, ma voi lo vendete a poco e niente.
Create un marchio di qualità fra produttori, fatelo certificare dall’Università del vino, e venderete il vostro vino a 5 euro la bottiglia invece che a meno di un euro.
Un esempio di qualità? A San Severo dei giovani agronomi qualche anno fa lanciarono la sfida al mondo degli spumanti di qualità italiani, creando e selezionando il D’Araprì, il miglior spumante del Mezzogiorno e uno dei migliori d’Italia, a mio avviso. Smettetela di piangere miseria, rimboccatevi le maniche e guardate sotto i vostri piedi: l’oro è lì, basta saperlo sfruttare.”

E se invece facessimo l’Università del vino?

A Gustavo replica direttamente ancora Giuseppe Potenza: “Gustavo, smettila di fare il professore! La gente della mia terra è altrettanto operosa come quella di cui fai parte.
E’ ovvio che in un blog non si può fare altro che parlare, ma ti posso assicurare che di cose concrete, che sono fuori da questa rete virtuale, ne abbiamo realizzate in grande quantità e sono vere e genuine come il vino che bevi.
Il problema è che noi non viviamo solo in un sistema economico, ma in un sistema che è anche politico, per cui sia i produttori che i consumatori devono necessariamente fare i conti con una classe politica che si è sempre distinta per la sua miopia ed inettitudine.
Una classe politica che non è composta soltanto da meridionali, ma che oggi è rappresentata principalmente da settentrionali, altrettanto poco lungimiranti (v. Zaia in occasione proprio dell’Authority).
Ne deriva che darsi da fare e basta non serve a nulla quando il sistema politico non è capace di governare lo sviluppo economico di un popolo.”
Ed ecco la controreplica di Gustavo: “A Foggia servono le costruzioni edificate dalle mani e dai piedi, serve tanto spirito di sacrificio e tantissima buona volontà, serve tanta voglia di lavorare. Quando avrete tutto questo, avrete tutti un lavoro, sarete tutti ricchi.
Caste dominanti permettendo. Ma come, il Governo non aveva informato nessuno in loco della sua decisione sull’Authority prima di renderla pubblica? Questa è l’ennesima dimostrazione che fra il benessere ed i foggiani, vi è un ostacolo enorme: le caste dominanti.”

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